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La mia valigia carica di libri per #dimmicosaleggi

Considerando che una delle prime cose che metto in valigia quando sono pronta per un viaggio, è proprio un bel libro (o tre, nel caso il viaggio sia molto lungo, come in Sudafrica), partecipo volentieri a questa “catena” e alla domanda #dimmicosaleggi, rispondo così:

 

-        Tutti, ma proprio tutti, i libri di Nicholas Sparks, il mio autore preferito. Immagino che mi si richieda di essere più filosofica e acculturata, ma amo i sentimenti, quelli veri, quelli che vorresti vivere con la stessa semplicità con la quale Sparks li racconta e poi non posso proprio fare a meno di versare almeno una lacrimuccia…anche in cabane! 😉

-        La prossima volta, di Marc Levy. Stesso discorso di cui sopra, ma qui si innesca anche il meccanismo della condivisione di pensiero. Anch’io credo fermamente di aver vissuto altre vite parallele e sono certa che ne vivrò ancora e questo mi fa stare bene, perché so che rincontrerò le persone che ho amato e purtroppo perso.

-        Tutti i libri della Saga del Giglio, storia fantasy della maestra Marion Zimmer Bradley, scoperta da me troppo tardi, cosicché ora – ad occhio e croce -  avrò una cinquantina di libri in arretrato da recuperare.

-        L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon, perché è un racconto della Barcellona che non tutti conoscono, ma anche un viaggio continuo nelle anime segrete delle città.

-        Anna Karenina, di Tolstoj. Ce l’ho da tre mesi sul comodino, in versione rigorosamente integrale, e ne ho lette soltanto 300 pagine… magari in viaggio trova la sua dimensione ideale!

 

Terminato il discorso dei titoli che ho già nella mia libreria, passerei ora a quelli che acquisterei per l’occasione, dato che il viaggio e il riposo stimolano la lettura. E dunque:

-        Nuovi libri di cucina, soprattutto sul finger food, poiché da quando mi sono sposata, oltre alla passione per il mangiare che era già bella espressa in me, ho conosciuto anche quella di cucinare.

-        I tre moschettieri, di Alexandre Dumas. È da quando sono piccina che sono cresciuta con il mito di D’Artagnan ma non ho mai avuto occasione di leggere le pagine del capolavoro.

-        Qualche libro di Wilbur Smith. Mai letto niente, mio padre li ha tutti, e sono meravigliosamente ambientati in Africa, nelle terre che ho calpestato e di cui ho respirato l’odore. Sì, lo voglio.

-        La biografia di qualche grande donna del passato. Spesso mi è capitato di visitare luoghi in cui si toccava con mano la presenza sofferta di una donna, il suo dolore e la sua forza (vedi Vienna e Sissi) e mi sembra sempre così sbagliato non conoscere proprio nulla o così poco.

-        Un libro con le pagine vuote, tutte bianche, per poter raccogliere tutti i miei pensieri, i miei ricordi e le mie speranze. Sono sempre stata un animale da scrittura, una di quelle che ha cassetti e cassetti strapieni di diari segreti e agende sulle quali scrivere poesie (da piccola ho anche vinto un premio! ^_^) e non ho nessuna intenzione di perdere questa abitudine.

Grazie mille Silvia! Sempre inviti carini che cerco di onorare ogni volta che posso...e grazie Roberta, blogger di Turisti per sbaglio.

Non ci conosciamo ma mi è sembrato di capire che questa è una gran bella famiglia!

 

Bacini

Rosaria, La valigia di Cassandra

 

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