Travel

BMTA 2026 a Paestum: l'archeologia diventa un viaggio nel presente

Paestum è uno di quei luoghi nei quali il passato è così presente da sembrare quasi impossibile da raccontare al presente.

I suoi templi dorici, la città antica, il museo, il paesaggio della Piana del Sele: tutto parla di un passato lontanissimo eppure incredibilmente concreto.

Ma il patrimonio archeologico non vive soltanto attraverso ciò che è stato. Vive anche attraverso il modo in cui scegliamo di conoscerlo, proteggerlo, raccontarlo e renderlo accessibile alle persone di oggi.

È un tema che mi sta particolarmente a cuore in questo periodo, mentre sto raccontando le Giornate Europee del Patrimonio 2026 dopo essere stata scelta dal Consiglio d'Europa come creator italiana per raccontare l'iniziativa.

E proprio per questo mi ha incuriosita la notizia della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che torna a Paestum dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Non è semplicemente una fiera. È un appuntamento nel quale archeologia, turismo, tecnologia, cultura e sviluppo dei territori provano a parlarsi.

Paestum: un patrimonio che guarda al futuro

Prima ancora di parlare della BMTA, vale la pena ricordare dove ci troviamo.

L'area archeologica di Paestum fa parte del sito UNESCO “Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archaeological Sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1998. È un riconoscimento che non riguarda soltanto i tre grandi templi che tutti associamo immediatamente a Paestum: il sito UNESCO comprende un ampio paesaggio culturale nel quale storia, archeologia e natura sono profondamente intrecciate.

Paestum, del resto, non è soltanto una straordinaria testimonianza della Magna Grecia. L'antica Poseidonia racconta secoli di incontri e trasformazioni: la città greca, il passaggio alla cultura lucana, la romanizzazione e poi le vicende che hanno portato alla riscoperta e alla valorizzazione dell'area archeologica. Oggi il Parco Archeologico di Paestum e Velia ha fra i propri compiti proprio quello di conservare, valorizzare e rendere fruibile questo patrimonio, anche attraverso ricerca e collaborazioni nazionali e internazionali. Ed è proprio qui che la BMTA acquista un significato interessante.

28 anni di turismo archeologico a Paestum

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico nasce nel 1998, lo stesso anno in cui il sito di Paestum entra nella Lista UNESCO. Da allora, per quasi trent'anni, la BMTA ha accompagnato l'evoluzione del rapporto fra archeologia e turismo. La XXVIII edizione si svolgerà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 a Paestum, negli spazi del Next, l'ex Tabacchificio Cafasso, e in altre sedi coinvolte dal programma.

L'ingresso alla manifestazione è gratuito, previa registrazione.

Ed è proprio la location a raccontare, ancora una volta, qualcosa di importante. L'ex Tabacchificio Cafasso è un esempio di archeologia industriale: un luogo nato per una funzione produttiva e poi trasformato in spazio per un evento dedicato alla valorizzazione del patrimonio. Anche qui, dunque, c'è una nuova vita di un luogo del passato. È un filo che mi sembra interessante seguire nel racconto di questo periodo.

Non una semplice fiera del turismo

La BMTA riunisce destinazioni, parchi archeologici, musei, istituzioni, operatori turistici, archeologi, università e professionisti della cultura. Il programma comprende incontri e conferenze, workshop con buyer internazionali, laboratori di archeologia sperimentale, presentazioni di progetti territoriali, appuntamenti dedicati al lavoro e incontri con archeologi, direttori di musei e divulgatori. L'obiettivo è mettere in relazione chi custodisce il patrimonio con chi lo racconta, lo studia, lo promuove e lo trasforma in esperienza di viaggio. E questa è forse la parte che trovo più interessante. Perché oggi il turismo archeologico non significa semplicemente andare a vedere delle rovine. Significa costruire un modo per comprendere un luogo.

ArcheoVirtual: quando la tecnologia racconta il passato

Il tema dell'edizione 2026 è particolarmente contemporaneo: “La narrazione del passato attraverso il digitale”.

La BMTA celebra infatti i vent'anni di ArcheoVirtual, la mostra internazionale dedicata alle tecnologie applicate all'archeologia. Dalla grafica 3D alle applicazioni interattive, dalle tecnologie mobile alla realtà virtuale e alle nuove modalità di visualizzazione, la tecnologia ha cambiato profondamente il modo in cui possiamo avvicinarci al patrimonio archeologico. E non si tratta soltanto di rendere più spettacolare una visita. Le tecnologie digitali possono aiutare a ricostruire ciò che non esiste più, visualizzare ambienti perduti, interpretare dati e rendere comprensibili contesti complessi. In altre parole: possono aiutare il passato a parlare una lingua che il pubblico contemporaneo comprende.

Per questo ArcheoVirtual mi sembra uno degli appuntamenti più coerenti con una domanda che ritorna spesso quando parliamo di patrimonio: come possiamo conservare la memoria senza renderla distante?

Dall'archeologia subacquea alle città sommerse

Tra gli argomenti affrontati durante la BMTA ci sarà anche il turismo archeologico subacqueo. Relitti, porti e insediamenti sommersi rappresentano una parte del patrimonio mediterraneo ancora da esplorare e raccontare.

Nel 2026 la Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo sarà collegata anche ai 25 anni della Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Un patrimonio che non possiamo vedere passeggiando semplicemente dentro un'area archeologica e che richiede quindi strumenti, competenze e forme di fruizione particolari. Anche in questo caso il turismo può diventare un modo per avvicinare il pubblico a una parte di storia che altrimenti rimarrebbe invisibile.

Archeologia e piccoli Comuni: il patrimonio fuori dalle rotte più conosciute

Un altro tema della BMTA che trovo particolarmente interessante riguarda le aree interne. Perché quando parliamo di turismo culturale pensiamo spesso alle grandi destinazioni: Roma, Pompei, Firenze, Venezia, Paestum. Ma l'Italia archeologica è molto più grande.

Esistono piccoli Comuni nei quali si conservano siti, musei, testimonianze e paesaggi culturali che non sono ancora entrati nei grandi circuiti turistici. La BMTA dedica attenzione proprio a questo patrimonio e al possibile ruolo del turismo esperienziale e sostenibile nello sviluppo delle aree interne. È un tema importante non soltanto per chi si occupa di archeologia, ma anche per chi si occupa di turismo e futuro dei territori. Valorizzare un sito significa infatti poter creare nuove ragioni per visitare un luogo, sostenere attività locali e costruire itinerari capaci di distribuire i flussi turistici oltre le destinazioni più note.

Il turismo archeologico può essere accessibile?

C'è poi un tema che considero fondamentale: l'accessibilità.

La BMTA dedica un appuntamento specifico allo sviluppo dell'accessibilità per un turismo culturale inclusivo. Perché il patrimonio appartiene a tutti. E rendere un sito archeologico, un museo o una destinazione più accessibile non significa soltanto rispondere alle esigenze delle persone con disabilità. Significa progettare esperienze migliori, più comprensibili e più accoglienti per un pubblico molto più ampio. Famiglie con bambini, persone anziane, viaggiatori con esigenze specifiche: il turismo culturale del futuro dovrà essere sempre più capace di considerare la diversità dei propri visitatori.

E poi c'è la visita alla Foce del Sele

Tra le novità dell'edizione 2026 c'è anche una visita che mi ha particolarmente incuriosita.

Per la prima volta il programma delle visite guidate gratuite comprende infatti il Santuario di Hera Argiva alla foce del Sele, recentemente aperto al pubblico. Il sito si trova in un'area archeologica e naturalistica strettamente legata alla storia della città di Poseidonia e del territorio. Qui il paesaggio diventa parte integrante dell'esperienza: il santuario è infatti immerso nella natura e il percorso comprende anche il giardino con melograni, querce, mirto, lavanda e rosmarino. La storia e il mito si incontrano anche nella tradizione che lega questo luogo agli Argonauti e al viaggio di ritorno di Giasone dopo la conquista del Vello d'oro. Il Parco Archeologico di Paestum e Velia comprende oggi, oltre alle aree archeologiche di Paestum e Velia, anche l'area della Foce Sele e il Museo narrante di Hera Argiva.

Ed è proprio questo genere di esperienza che può trasformare una visita archeologica in un vero viaggio nel territorio.

Paestum, dove il patrimonio non è soltanto passato

Forse è questa la ragione per cui la BMTA mi sembra un appuntamento interessante da seguire. Perché dietro le parole “turismo archeologico” ci sono domande molto contemporanee: come raccontiamo il passato ai bambini? Come utilizziamo la tecnologia senza sostituire l'esperienza reale? Come rendiamo accessibili i luoghi della cultura? Come portiamo visitatori nei piccoli centri? Come trasformiamo un sito archeologico in una risorsa per il territorio senza consumarlo?

E soprattutto: come facciamo a proteggere il patrimonio facendolo continuare a vivere?

È la stessa domanda che ho incontrato a Montecatini Terme, nel mio racconto per le Giornate Europee del Patrimonio 2026. Lì ho trovato una città termale patrimonio UNESCO che sta cercando nuove forme per riportare i propri luoghi storici dentro la vita contemporanea. A Paestum la prospettiva è diversa, ma il tema ritorna. Non basta conservare. Bisogna anche trovare nuovi modi per far conoscere, comprendere e vivere ciò che abbiamo ereditato.

Ed è forse proprio questo il senso più interessante del turismo culturale. Non viaggiare soltanto per vedere il passato. Viaggiare per capire meglio il presente.

BMTA 2026: informazioni utili

La XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre 2026.

Il salone espositivo al Next – ex Tabacchificio Cafasso – sarà aperto giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 19 e domenica dalle 10 alle 13. L'ingresso è gratuito, con registrazione online.

Il programma comprende incontri, conferenze, ArcheoVirtual, laboratori, workshop professionali, visite guidate e numerosi appuntamenti dedicati all'archeologia e al turismo culturale.

Il programma completo e le modalità di registrazione sono disponibili sul sito ufficiale della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

E se state pensando a un viaggio a Paestum, il consiglio è di non fermarvi ai templi. Il sito UNESCO comprende un patrimonio molto più ampio e il territorio del Cilento offre un paesaggio culturale nel quale archeologia, natura e storia si intrecciano da millenni.

Leggi anche su Trippando

Non tutto il passato deve diventare un museo: la nuova vita dei luoghi che hanno fatto il turismo italiano

Montecatini Terme: proteggere il patrimonio significa dargli nuova vita

Giornate Europee del Patrimonio 2026: cosa vedere nella Marca Trevigiana

Silvia Ceriegi

Recent Posts

Profumi di Mosto 2026: il gran finale il 31 ottobre alla Casa del Vino della Valtènesi

C’è un modo di scoprire un vino che non passa dalla bottiglia ma dalle persone…

4 ore ago

Bagna Cauda Day 2026: la più grande bagna cauda collettiva torna ad Asti (e nel mondo)

La bagna cauda è uno di quei piatti da con calma, tutti insieme, intorno a…

4 ore ago

Weekend nella Food Valley: il nostro itinerario tra Parma e Piacenza, sapori e un mulino

Il nostro weekend nella Food Valley è nato attorno a un invito: la Festa dei…

1 settimana ago

Giornate Europee del Patrimonio 2026: cosa vedere nella Marca Trevigiana

Dopo aver raccontato Montecatini Terme, scelta come protagonista del mio speciale per le Giornate Europee…

2 settimane ago

Montecatini Terme: la nuova vita del patrimonio

È affascinante quando una città conserva il proprio passato. Lo è di più quando una…

2 settimane ago

Non tutto il passato deve diventare un museo: la nuova vita dei luoghi che hanno fatto il turismo italiano

Non tutto ciò che ha fatto la storia del turismo deve diventare un museo. Alcuni…

2 settimane ago