La Magnifica Confraternita dei Ristoratori De.Co. nell’intento di promuovere il territorio bassanese e i suoi prodotti, lunedì 15 aprile ha organizzato un importante evento gastronomico: una cena in cui l’asparago bassanese è il protagonista di ricette messe a punto da uno degli chef italiani più famosi. Il titolo della serata “se vuoi fare il figo usa l’asparago” vi farà facilmente indovinare di chi stiamo parlando!
La serata si è svolta presso il Ristorante Ottocento di Riccardo Antoniolo, altra figura di spicco del panorama della gastronomia italiana che proprio a Bassano e di casa.
Qui è stato messo in opera il carambolico menù messo a punto da Carlo Cracco, lo chef di origini vicentine grande amico del presidente della confraternita Roberto Astuni, vera anima organizzatrice della serata
Un lavoro complesso che ha visto tutto il team all’opera per l’intera giornata nelle cucine dell’Ottocento. Non c’è dubbio che la firma di Carlo Cracco sia di per se un grosso richiamo e che in questo momento il suo nome sia in grado di catalizzare l’attenzione dei media più di qualunque altro chef, quindi massima è la riconoscenza della confraternita per questo “patrocinio”. E Roberto Astuni ha voluto lasciare a Carlo un ricordo simbolico di questa serata: una simpatica caricatura dello chef firmata da tutti i 6 cuochi che hanno collaborato nell’evento e che gli sarà consegnata da Matteo Baronetto al suo rientro a “casa”.
Come vedete l’asparago è l’assoluto protagonista: dai meravigliosi antipasti sino all’insolito dolce.
Impossibile non spendere du parole in più sull’asparago sublime, una ricetta che Cracco ha presentato in anteprima a Bassano e che troverà spazio nella carta del ristorante milanese. Qui, con un particolare procedimento, l’asparago viene privato dell’acqua per trasformarsi in una sorta di leggerissimo grissimo che a ccompagnato da uno zabaione salato, era la quintessenza del sapore dell’asparago. Nella sua particolarità questa preparazione ha non solo incuriosito ma anche entusiasmato tutti. Facendo fatica a dare una preferenza a un piatto vorrei mettere l’accento sul dessert . Al dilà della oggettiva difficoltà di inserire l’asparago in una praparazione dolce la cosa mirabile è stata provare in bocca dei sapori autonomamente difficili (come il gelato di mandorle amare) fondersi in un equilibrio perfetto
Ad accompagnare il tutto una accurata selezione di vini birra e liquori: Fongaro, Zonta Rivana, Stefanini Monte, Due santi Zonta, birra Via dei birrai 32 e distillati Capovilla e Nardini.
Abbiamo avuto il privilegio di passare il pomeriggio nelle cucine in fianco a questi grandi chef mentre Gabrio li fotografava all’opera, e abbiamo potuto apprezzare come la loro professionalità abbia permesso a tutti di lavorare in sintonia anche se con ritmi serrati e difficoltà date da un modo di operare non canonico rispetto agli standard di ognuno dei protagonisti.
Il team ha lavorato alla perfezione e il successo della serata è stato battezzato dalla presenza di media e importanti addetti ai lavori a partire dal grande Luigi Cremona. C’è da supporre che di questa cena se ne parlerà per molto.
C’è un modo di scoprire un vino che non passa dalla bottiglia ma dalle persone…
La bagna cauda è uno di quei piatti da con calma, tutti insieme, intorno a…
Il nostro weekend nella Food Valley è nato attorno a un invito: la Festa dei…
Paestum è uno di quei luoghi nei quali il passato è così presente da sembrare…
Dopo aver raccontato Montecatini Terme, scelta come protagonista del mio speciale per le Giornate Europee…
È affascinante quando una città conserva il proprio passato. Lo è di più quando una…