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Giappone: paese che vai, toilette che trovi!

Sono tornata dal Giappone con gli occhi che brillavano di felicità. Era da molto tempo che un viaggio non mi arricchiva così tanto in scoperte ma soprattutto in esperienze. Dalla cultura alla cucina giapponese, dall'arte al rapporto con il trascendente, le differenze con l'occidente sono così forti che è come fare un salto in un'altra dimensione.

Nonostante i grattacieli molto NY style, l'abbigliamento occidentale, le insegne globalizzate che illuminano le strade, ora posso affermare con certezza che...

Il Giappone è un'altro mondo.

Raffinato, curato, organizzato fino a raggiungere la perfezione (o l'esagerazione, dipende dai punti di vista). Le metropolitane spaccano il secondo, le strade sono pulitissime senza nemmeno un pezzettino microscopico di carta in terra, nei negozi - in tutti, inclusi quelli a 100 yen - si è serviti da commessi reverenti che trasformano lo shopping in un bagno di autostima, nei ristoranti l'accoglienza è  da manuale.  

E le toilette pubbliche, non da ultimo, sono strepitose!

Già, le toilette... al primo impatto per noi poveri occidentali (e soprattutto per noi che arriviamo dalla "vecchia" Italia) sono incredibilmente spiazzanti. Oltre ad essere pulitissime, sono gratuite e presenti ovunque, dai locali pubblici alle stazioni della metropolitana.

Qualsiasi toilette abbiamo utilizzato, c'era solo profumo di pulito e  non ho trovato un bagno (uno, dico, mica dieci!) non dico sudicio, ma almeno in disordine...

Ma andiamo per ordine.

In Giappone fare una pipì non è affare da poco e non pensate alle toilette pubbliche giapponesi come  squallidi bugigattoli privi di qualsiasi comfort.

Ovunque i bagni sono accessoriati con carta igienica, copri water di carta oppure spray disinfettanti, e… Toto, la mitica tavoletta che aiuta a svolgere con serenità e privacy le funzioni corporali più private attraverso un sistema di controllo e gestione computerizzato...

Innanzitutto la ciambella (si, insomma, il sedile del wc) è riscaldata!

Il primo impatto disorienta:  pronti per fare plin plin vi sedete e... vi rialzate improvvisamente perché  il calduccio che promana dal water è qualcosa di inaspettato. Appena accanto a voi trovate poi un pulsante (o un lettore ottico, siamo nel tecnologico Giappone, non dimentichiamolo!) che darà avvio ad un concerto di scrosci d'acqua, voci di persone che parlano, talvolta musica,  in modo da coprire ogni minimo rumore "privato".

Una volta espletate le vostre funzioni fisiologiche, arriva la parte più divertente: non dovrete far altro che premere un altro pulsante e dalla mitica tavoletta sgorgherà acqua tiepida  che provvederà a " tergere le terga". Sembra uno scioglilingua ma è proprio quello che avviene e  potrete anche scegliere la direzione dei getti in base al sesso (certo, perché siamo anatomicamente un pochino diversi, no?).

Vari tipi di toilette pubbliche in Giappone

In qualsiasi toilette pubblica in Giappone sono presenti più tipi di wc. Si va da quelli all'occidentale a quelli all'orientale, con un water che è un compromesso tra un bagno alla turca e una piccola vasca.

Quasi sempre nelle toilette giapponesi delle signore troverete bagni dedicati alle mamme con bambini al seguito. Sono più grandi ed equipaggiati con fasciatoio e delle strane seggioline dove “parcheggiare” i pupi senza il rischio che cadano o sgattaiolino chissà dove. Sono presenti sempre dei "powder corner", ovvero angoli con specchio e mensole dove potersi incipriare e rifare il trucco. Sapete, le giapponesi sono curatissime, anche il trucco e parrucco è un'arte!

I bagni pubblici giapponesi sono anche utilizzati per  soffiarsi in il naso in santa pace senza che nessuno veda o senta nulla: starnutire e soffiarsi il naso in pubblico è un gesto sconveniente e riprovevole, un po’ come per noi mettersi le dita nel naso, insomma!

Testo e foto di Claudia Boccini

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