È (anche) un bell'itinerario sulle loro tracce, la mostra "I Macchiaioli", inaugurata l'8 ottobre e che continuerà fino al 26 febbraio a Pisa, nella suggestiva cornice di Palazzo Blu.
L'anteprima per la stampa ci ha regalato una splendida e ricca lectio magistralis della curatrice, la storica dell'arte Francesca Dini.
Non so voi, ma prima di visitare questa mostra se pensavo a una quadro "dei Macchiaioli" mi venivano inevitabilmente in mente i buoi di Fattori. Certo, il livornese Giovanni Fattori ne ha dipinti molti, di buoi e di campi, ma i Macchiaioli non danno solo la rappresentazione della campagna maremmana, anzi...
La mostra I Macchiaioli raccoglie oltre 120 opere provenienti da collezioni private o musei, realizzate nella seconda metà del 1800, per lo più in Toscana, ma non solo...
Il "movimento della macchia" nasce a Firenze, precisamente al Caffè Michelangiolo, dove Signorini, Borrani, Sernesi, Fattori e gli altri pittori progressisti contestano l'accademia delle belle arti e difendono la libertà di espressione: loro vogliono esprimere il loro sentimento, animato di idealità patriottiche e artistiche, attraverso forme d'arte moderne e condivise, accogliendo e confrontandosi con realtà diverse da quella italiana e artisti di passaggio in Toscana.
Scrive Francesca Dini nel catalogo edito da Skira: "La Toscana fornisce a questa avanguardia artistica una cornice unica e identitaria [...], il movimento si è sentito fortemente radicato nel suo territorio, ne ha amato il paesaggio culturale, ha stretto vincoli sentimentali profondi con la cultura figurativa tre-quattrocentesca [...] e ha condiviso lo stile di vita pacifico e gaio e il carattere salace e incline allo scherzo dei suoi abitanti".
La mostra pisana si apre proprio con una sala dedicata al fermento del Caffè Michelangiolo (via Cavour 21, Firenze), cui è dedicata un'opera di del 1861 di Adriano Cecioni e che è la nostra prima, ideale, tappa di un itinerario alla scoperta dei Macchiaioli.
Altra importante tappa fiorentina è la campagna nei pressi di Piagentina (oggi zona urbanizzata e irriconoscibile). Lì i Macchiaioli, nelle belle giornate invernali, si ritrovavano per dipingere , lungo l'argine dell'Arno o nei pressi di un edificio quattrocentesco chiamato "la Casaccia". Sono molte le opere posizionate nella sezione di mostra dedicata a questo luogo: Cucitrici di camicie rosse e L'analfabeta di Odoardo Borrani, Interno con figura di Adriano Cecioni, a La visita, La visita in villa, Lettura romantica e altre opere di Silvestro Lega
Il colpo di fulmine dei Macchiaioli con la costa livornese avviene in occasione del viaggio di Signorini, Abbati e Michele Tedesco con Diego Martelli, in calesse lungo la via Emilia, per andare a visitare le proprietà ereditate da quest'ultimo. Dalle alture di Rosignano Marittimo, lo spettacolo naturale è un paesaggio quasi incontaminato, sintetizzati dall'opera Pascoli a Castiglioncello di Signorini. Da quel primo viaggio i Macchiaioli trascorrono lunghi periodi a Castiglioncello per dipingere. Ne nascono sia i quadri che tutti abbiamo nell'immaginario come macchiaioli, cioè le rappresentazioni della vita in campagna, ma anche molte suggestive scene legate al mare.
Il movimento dei Macchiaioli non resta però solo in Toscana: sono molte le campagne pittoriche di Signorini e Calabianca nel Golfo di La Spezia, attratti, come scrive la curatrice della mostra nel catalogo: "dalla luce forte e netta che irrora di ombre la costa alta di quel litorale con i suoi caseggiati prospicienti il mare".
Le quattordici sale della mostra, di cui quasi una metà organizzata proprio in maniera geografica (che, va da sé, ho adorato particolarmente) può dare spunto a un viaggio e a un itinerario sulle orme dei Macchiaioli. Non so voi, ma io avrei già voglia di tornare alla mostra, prendere appunti e dettagli e poi partire alla volta dei luoghi dei Macchiaioli. Venite con me?
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