#LeggendoViaggi - Prendo la bici e vado in Australia di Francesco Gusmeri

Ho letto questo libro quasi per caso: passando in libreria, la copertina verde con i canguri saltellanti attira subito la mia attenzione; sollevo il libro e il titolo "Prendo la bici e vado in Australia" di Francesco Gusmeri ha contribuito a far sì che fosse il mio acquisto della giornata.

All'inizio confesso che ho faticato a leggerlo, nonostante il libro sia stato scritto in maniera semplice e con una sintassi scorrevole. Non so bene il perché... forse non era il periodo migliore per leggere un libro del genere. Passati i primi giorni di titubanza la lettura è stata come un treno direttissimo su un binario che corre via veloce con poche pause nelle principali stazioni.

Un libro emozionante che mi ha fatto rivivere il percorso di Francesco dalla sua Brescia, tra l'altro terra vicino alla mia, essendo io di Bergamo, fino in terra australiana. Ma perché scappare via, lontano; in bicicletta, da una città Lombarda fino alla terra degli aborigeni? Via da una realtà troppo stretta, da un’esistenza difficile, da una città in cui; come dice Francesco nel suo libro:

le parole d’ordine sono: palanche, donne, calcio, biemmevù.

Basta. Francesco Gusmeri ha deciso di inseguire la sua libertà e con coraggio ci racconta la sua impresa straordinaria; 29.500 chilometri, 476 giorni, in sella alla sua fidata Matarozza (questo è il nome della sua bici), che lo ha accompagnato per quasi tutto il percorso ,

per andare non si sa dove, per fare non si sa cosa, per tentare comunque di essere me stesso.

In questo libro l’autore racconta con precisione il percorso attraverso le tappe conquistate pedalata dopo pedalata, sfidando il vento nel deserto, le salite turche, la neve del Pamir, e facendoci sognare i panorami visti, le nottate sotto le stelle e gli incontri con la gente del posto.

Francesco dice:

Il paese che mi ha colpito di più è stato l’Iran. È un luogo pieno di contrasti, dall’esterno è visto nel suo lato peggiore, uno stato dittatoriale che fomenta l’integralismo islamico, mentre quando lo conosci è ospitale e accogliente. È un paese che tenta di conciliare la modernità con l’isolamento. Sono stato in un ostello a Mashhad e qui ho incontrato Farid, un ragazzo omosessuale come me, e ho provato un forte brivido al pensiero di come questo giovane possa vivere la sua condizione in una realtà dove l’omosessualità è punita con la pena di morte

Anche Francesco ha dentro di sé molte contraddizioni e sono proprio queste forze contrapposte che lo portano a 36 anni, con un lavoro a tempo indeterminato e una vita «normale», a lasciare tutto, abbandonare un contesto sociale in cui non si riconosce e partire per combattere «il mostriciattolo» che lo tormenta. I fantasmi della sua vita sono il carburante del grande viaggio.

Nel deserto – racconta Gusmeri – percorri chilometri per ore e ore da solo e i tuoi pensieri sono l’unica compagnia. Così, vengono fuori tutti gli aspetti negativi della tua vita, le cose che non hai mai superato, e sono queste cose che ti aiutano a spingere sui pedali, a non fermarti.

Infine Francesco riesce a raggiungere la meta tanto ambita dopo sudore, paure, fatiche e gioie… Una volta raggiunto il traguardo però Francesco, lo ammette, non ha avuto il coraggio di costruirsi una nuova vita in Australia. Ma, in fondo, non importa da dove parti o dove arrivi. Quello che conta è il viaggio.

Voi sareste riusciti a mollare tutto per partire verso l'ignoto? Se per voi non è ancora il momento di abbandonare la vita attuale potete sempre leggere il libro per far fuggire la vostra mente...

... e se vi è venuta voglia di leggerlo, cliccate qua!

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