Sotto il cielo di… un Belgio multiforme

Il Belgio è una nazione multiforme e multilingue. La storia ce lo insegna. E il Belgio, fortunatamente, non è solo Bruxelles che di fatto è una micro regione che fa da spartiacque tra le rivali di sempre, Fiandre e Vallonia, e non ha un’identità vera e propria, non soltanto da un punto di vista linguistico. Rivali che però un loro fascino e una loro identità – forte e chiara – ce l’hanno, eccome!

Grand Place, Bruxelles

Belgio, Fiandre, Bruxelles...

Detto questo, il  mio post nasce da due viaggi fatti in Belgio a distanza di molti anni l’uno dall’altro: il primo nell’estate del 2001, con mamma, papà e sorella e una coppia di amici in cui ho dormito per diversi giorni ad Anversa, ho visitato Bruges, Gand, St. Niklaas e fatto una toccata e fuga a Bruxelles; l’altro l’estate scorsa in cui sono stata 5 giorni a Bruxelles, andando a trovare persone che conosco e che erano in vacanza là.

Anversa
Anversa

Due viaggi molto diversi: anzi, ad essere onesti, solo il primo è da considerarsi un vero e proprio viaggio, di quelli che piacciono a me (all’epoca partimmo in auto dall’Italia per un tour europeo di 12 giorni).

Al di là della tipologia di vacanza e del fatto che quando viaggio amo viaggiare 8 – 24 e non vivere le città europee in modalità 16 – 04, i miei occhi tredici anni fa scoprirono la magia delle Fiandre, ma rimasero piuttosto delusi di fronte una capitale europea come Bruxelles. Per quello che dopo 13 anni ho deciso di ritentare, approfittando dell'invito che mi era stato fatto... dovrei riprovare anche con Praga, ma questa è un'altra storia.

Bruxelles sì, Bruxelles no...

Bruxelles è una città in cui i sacconi della spazzatura stanno in strada già dalle 14 fin almeno alle 4 di notte. E attenzione, vi parlo di SACCONI, non dei sacchettini a cui siamo abituati noi. Al di là della Grand Place l’ho trovata un potpourri di tante altre città europee… ed essere un po’ di tutte, è come essere un po’ di niente.

Amare una città come Bruxelles solo perché si trova in una via piena di pub in cui dilaniarsi non è mai stato un concetto affine alla sottoscritta.

Sorvoliamo sul Mannekin e su tutte le sue declinazioni, femminile e canina; d’altronde il popolo belga un po’ particolare lo è da sempre. Ma che cosa dire degli 11 euro per salire su un atomo e vedere un paesaggio non voglio dire mediocre… ma che comunque non è particolarmente speciale, soprattutto non suscita emozioni, dato che lo si vede attraverso vetrate che più sporche non si può. Che cosa dire soprattutto pensando che per salire sulla (relativamente vicina) Tour Eiffel - in una Parigi non conosciuta certo per il suo essere economica - si spende la stessa cifra per avere una veduta mozzafiato?

Manneken Pis, Bruxelles
Atomium dall'esterno

Una città europea in cui i supermercati chiudono prestissimo (18.30/19.00) in pieno agosto, in cui nei giorni festivi la serranda abbassata è d’obbligo. E poi ci lamentiamo dell’Italia…

E questa concattedrale dedicata a San Michele e San Gudula che sembra un po' Notre Dame de Paris, ma ovviamente soltanto di facciata?

Concattedrale San Michele e Gudula, Bruxelles

Bruxelles ni...

L’unico quartiere che sono stata in grado di apprezzare è stato il Quartiere Europeo, dove ha sede le principali istituzioni europee: la Commissione, il Parlamento e il Consiglio dei ministri. Benché tale quartiere possa sembrare freddo agli occhi di molti perché in stile completamente moderno e quasi esclusivamente a vetri, io l’ho trovato estremamente armonico, funzionale  e coerente con lo scopo per cui esiste.  Son strana lo so, però se viaggiare è anche emozionarsi, sì, quello è il quartiere che mi ha dato più emozioni, che mi ha fatto brillare di più gli occhi perché mi ha fatto sentire una parte di un tutto, una goccia in un mare, ma pur sempre una goccia che fa la sua parte.

Scorcio Parlamento Europeo
Quartiere Europeo, retro

Bruxelles è solo una valida alternativa a chi non ama il mare, ma predilige le vacanze (CHE NON SON VIAGGI) come se fosse a Formentera o Ibiza (minor disco da spiaggia, ma uguale livello di sballo), per il resto merita giusto una toccata e fuga di qualche ora… Anche se c’è chi l’ha visitata sotto Natale e l’ha trovata incantevole, io al momento “passo”, come si suol dire… due delusioni su due son più che sufficienti.

Amate viaggiare? Ma viaggiare davvero? Fate un bel giro delle Fiandre, quelle sì  che meritano. Bruges e Gand sembrano uscite fuori da un’opera d’arte degna dei più famosi pittori. Oltre la misura d’uomo, come nelle favole. Anche Anversa, sebbene sia una città di porto, ha il suo fascino, o quanto meno una sua identità bene definita, ciò che forse dovremmo sforzarci di cercare nelle città minori, che poi son sempre quelle che a me affascinano maggiormente.

Bruges di notte
Bruges, canali

Ecco, le Fiandre le rivedrei volentieri, non fosse altro per avere foto digitali perché il cartaceo scansionato sicuramente non rende merito e giustizia alla bellezza dei luoghi.

Testo e foto di Sara Missorini

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