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Visitare Ostuni, la Città Bianca

Il viaggio a sud della Puglia continua e dopo avervi parlato della Valle d'Itria, vi porto alla scoperta di Ostuni.

Certamente Ostuni, nota anche come la Città Bianca, è una delle località pugliesi più conosciute  in assoluto. Inconfondibile, la si nota subito appena si arriva a valle della collina su cui si erge. Deve il suo appellativo alla caratteristica calce bianca con cui tradizionalmente i muri dei suoi palazzi sono dipinti, per motivi igienici.

Dal 1994 al 2015 , ha ricevuto importanti riconoscimenti come la Bandiera Blu e le Cinque Vele di Legambiente per la qualità delle acque e delle spiagge, conquistandosi così il titolo di città con il mare più pulito d'Italia.

Ostuni è anche uno dei centri storici, tra le località turistiche pugliesi, più vivaci e meglio conservati. Numerosissime attività commerciali, come ristorantini, bar, negozi e botteghe di artigianato e gastronomia, animano le strette e candide vie della città antica.

Quello che forse non tutti sanno di Ostuni è che, oltre ad essere la rinomata località turistica che oggi consociamo,  è anche  un importante centro archeologico ed i suoi primi insediamenti risalgono al paleolitico.

Questa zona, come un po' tutta la Puglia, essendo una terra carsica è particolarmente ricca di grotte naturali che in epoca neanderthaliana costituivano i rifugi sicuri per l'uomo e ne favorivano l'insediamento.

Proprio in questo territorio, recentemente, è avvenuto un ritrovamento straordinario: quello di Delia, la Donna di Ostuni, lo scheletro di una giovane donna gravida, perfettamente conservato insieme al suo feto. La donna appartenente ad un gruppo di cacciatori, come dimostrano i reperti trovati nella sua tomba, risale a 25.000 anni fa e la sua sepoltura si è mantenuta perfettamente intatta.

I resti di Delia ed un calco della sua sepoltura, unica al mondo, possono essere ammirati al Museo Civico Archeologioco di Ostuni, che vi suggerisco vivamente di visitare.

Il Museo, è interessante non solo per le testimonianze archeologiche conservate al suo interno, che vanno dal neolitico, alle civiltà preclassiche della Murgia meridionale all'età messapica,  ma anche per la sede stessa in cui è ubicato, l'ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, annesso alla chiesa di San Vito Martire, uno splendido esempio di barocco pugliese.

Il viaggio in Puglia, non finisce qui. Vi parlerò presto di Ceglie Messapica e vi accompagnerò in un posto molto speciale. Perciò, se vi siete incuriositi, continuate a seguirci!

Testo e foto di Tania de Cesare

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