Gustando l’Umbria – il post fuori concorso della signora Trippando

Anni fà c’era un signore che alla tele verso mezzanotte diceva “Si faccia una domanda e si dia una risposta”. Questo post per me è un pò così. Perchè questo contest è una mia idea. Il titolo l’ho più o meno concordato col consorte (a cena o si parla di cacche -di Marco- o si parla di Trippando…i figlioli son questi due!!)…quindi mi sono fatta la domanda. E ora ecco la risposta. Fuori concorso.

Cioccolata. Zafferano. Cojoni de mulo. L’Umbria da gustare per me è sintetizzata con questi tre sapori. Tre prelibatezze.

Cioccolata e Perugia sono un binomio ormai storico. Al di là della famosa fabbrica di Baci (Perugina, giusto per far nomi), è ancor più leggendario l’evento che invade strade e piazze della città una volta l’anno: Eurochocolate. Non ci sono mai stata. Forse perchè quando viaggio mi piace farlo con calma e, per me, dove c’è calca non ci può essere calma. Forse per paura di ingrassare (dell’altro?? -direbbe il mio amico Oliver). Però l’ultima volta che sono stata in Umbria ho scelto di dormire all’Etruscan Chocohotel di Perugia. Una sorta di paese dei balocchi. Una cittadella della cioccolata che fa vivere l’atmosfera di Eurochocolate 365 giorni all’anno.

Zafferano. Mi piace il suo colore. Mi piace il retrogusto e la vivacità che dà ai piatti. E mi rilassa vedere le distese coltivate con questa delicata pianta. Una pianta preziosa. I miei genitori, che viaggiano sempre “col prete” vanno in Umbria quasi tutti gli anni. Con la “scusa” di un santuario o di un monastero da visitare hanno girato questa regione in lungo e in largo. Senza tralasciare l’aspetto gastronomico. E quello che possono  portar via…lo saccheggiano. Ricordo, qualche anno fa, un vasettino di zafferano di Cascia, che ho custodito con amore, usandolo in occasioni speciali e per piatti particolari. Una squisitezza.

Anche i cojoni de mulo me li hanno portati i miei da una loro incursione a Norcia. Siccome io -che sono una buongustaia- ne ignoravo l’esistenza fino ad allora, penso che anche molti di voi non sappiano cosa sono. Si tratta di due “super salami”. Fatti appunto come gli attributi dei muli e, come essi, rigorosamente appaiati. Altro che salami: la loro grana grossa è strepitosa. Sentir chiedere, dai commensali cui si offrono, cosa sono e farsi due risate mentre si racconta la storiella non ha prezzo.

Perchè gustare e viaggiare sono un binomio perfetto. Io non posso andare in un luogo ed ordinare al ristorante la pasta al pomodoro come quella che faccio anch’io. Ogni posto ha i suoi sapori. E quelli dell’Umbria sono meravigliosi!

 

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1 thought on “Gustando l’Umbria – il post fuori concorso della signora Trippando”

  1. Io ho scoperto che si può essere viaggiatori col prete, per cui mi piacerebbe che tal viaggiatori raccontassero le loro esperienze…
    Io viaggio coi miei anziani del Centro Sociale (ti ho detto che sono Consigliere Nazionale dell’ANCeSCAO, associazione nazionale dei centri sociali anziani?) e mi diverto un mondo… Se pensi che la mia ultima fiamma l’ho conosciuta alle vacanze estive di settembre a Rimini con loro…
    Ciao supermamma!!!

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