Le mille luci di New York, di Chiara Guidi

Oggi Chiara Guidi ci porta a New York. Chiara è una mamma appassionata di viaggi, titolare dell’ e-shop In Viaggio con Leo

A dicembre 2010 – ormai più di un anno fa – io e mio marito abbiamo intrapreso il nostro primo viaggio oltreoceano con bimbo al seguito. All’epoca il nostro bambino aveva 1 anno e 10 mesi ed era già stato in Francia e in crociera nel Mediterraneo, ma non aveva ancora avuto il suo “battesimo del volo”.

Ci siamo imbarcati da Firenze alla volta di Parigi e poi di… New York! Io c’ero già stata tantissime volte e conoscevo bene la città, mentre per mio marito era la prima volta nella Grande Mela, e vedere la città nel periodo natalizio, con le sue mille luci, le musiche e la sua magica atmosfera, non avrebbe assolutamente deluso le sue aspettative.

Abbiamo trovato temperature rigidissime, ma il sole non è mai mancato e così, armati di sciarpa, guanti, cappello, e abbigliamento pesante, abbiamo passato le nostre giornate camminando in giro per la città, per cercare di vedere il più possibile visto il poco tempo a nostra disposizione (solo 4 brevissimi giorni).

Prima di tutto abbiamo esplorato l’area di Midtown, con l’immancabile salita al 70° piano del Top of the Rock, l’osservatorio panoramico del Rockefeller Center, dal quale è possibile ammirare l’intera città con un panorama davvero mozzafiato!!! Siamo passati da Times Square, con i suoi grattacieli illuminati da mille schermi colorati, abbiamo percorso per la mitica Fifth Avenue, con l’Empire State Building e una miriade di negozi di ogni genere, per arrivare fino all’inizio di Central Park, dove non poteva mancare una sosta da FAO Schwarz, un vero paradiso per grandi e piccini, con giocattoli per tutti i gusti! Nostro figlio si è divertito tantissimo a giocare con le infinite varietà di animali dello “zoo di peluche” e a saltare sul gigantesco pianoforte da pavimento!

Quando calava la sera l’atmosfera diventava ancora più magica, con ogni angolo della città scintillante di luci, con i mercatini natalizi, le bancarelle dei dolciumi, le piste di pattinaggio su ghiaccio, e ogni vetrina addobbata per il Natale.

Complice il sole che accompagnava le nostre giornate, abbiamo passeggiato per Central Park, con i suoi tortuosi sentieri, il lago e il piccolo zoo, e visitato il Museo di Storia Naturale, dove il cucciolo è rimasto incantato davanti ai realistici diorami raffiguranti animali di ogni genere. Ma l’attrazione che lo ha entusiasmato di più è stata la portaerei Intrepid, ormeggiata al vicino al Chelsea Pier e trasformata in un museo dell’aria, con aerei ed elicotteri utilizzati a partire dalla prima guerra mondiale. È davvero impazzito a salire sugli elicotteri e a premere quanti più tasti possibile!

Non è mancato un giro a Battery Park e a Ground Zero, dove procedevano senza sosta i lavori per la ricostruzione del “dopo 11 settembre”. Quel giorno il vento era davvero forte, per cui abbiamo rinunciato a prendere il battello per la Statua della Libertà, per non esporre il bimbo al troppo freddo. Abbiamo così proseguito verso Wall Street e il Financial District, e da lì verso South Street Seaport, al Pier 17, un vecchio mercato sul mare, ricco di negozietti e ristoranti deliziosi. Già, i ristoranti. A New York la scelta è davvero infinita: dai classici fastfood, ai tipici diners, dalle steakhouse, alle catene americane come TGI Friday (Thanks God It’s Friday…), dai ristoranti di cucina straniera (italiana, francese, giapponese, messicana, vietnamita, indiana… ce n’è davvero per tutti i gusti) ai locali alla moda frequentati dalle celebrities.

Io e mio marito adoriamo la tipica colazione americana con pancakes e uova strapazzate, quindi i diners erano la nostra meta ideale per il brunch, mentre per cena abbiamo provato un po’ di tutto, prediligendo comunque ristoranti dove poter trovare piatti abbastanza semplici (pollo alla griglia e patate al forno erano perfetti) da poter proporre al nostro cucciolo. E per pranzo era di rigore un hot dog acquistato nelle bancarelle lungo la strada!

Purtroppo 4 giorni sono davvero pochi per vedere una città come New York, con le sue mille facce e suoi caratteristici quartieri da esplorare con cura. Ma è stato un piccolo assaggio che ha lasciato in noi un ricordo bellissimo.

Come dicevo, è stato il primo lungo viaggio con il nostro bambino, e devo dire che non abbiamo avuto alcun problema, sia per ciò che riguarda i trasferimenti che per il soggiorno. Forse l’unica difficoltà che abbiamo incontrato è stata prendere la metropolitana con il passeggino: nelle stazioni non c’è l’ascensore, ma solo scale o scale mobili e se lui si addormentava nel passeggino, trasportarlo di peso giù per le scale non era affatto una passeggiata. A abbiamo ovviato a questo piccolo inconveniente camminando molto e servendoci della efficientissima rete di autobus. Il nostro bimbo è stato bravissimo: si è adattato senza problemi al fuso orario (anche se lo ha accusato un po’ al ritorno) e se ne è stato tranquillo nel passeggino col naso all’insù, anche lui ammaliato dal fascino di questa città davvero unica.

Avremo modo di tornare presto nella Grande Mela, nel frattempo riguardiamo con nostro figlio le foto fatte durante il viaggio per rivivere, attraverso i suoi sguardi, la magia di quei bellissimi giorni.

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4 thoughts on “Le mille luci di New York, di Chiara Guidi”

  1. Ciao Chiara! Bellissimo racconto, anch’io vorrei portare Mr D (lo gnometto) a New York. Buon anno!

    1. Ciao Valentina! Buon anno anche a te! Io adoro New York, ogni volta che ci vado scopro qualcosa di nuovo, e sto già prendendo appunti su una serie di articoli che ho trovato in rete riguardanti cose nuove da fare con i bambini nella grande mela… la prossima volta speriamo di potersi fermare di più!

  2. enza

    Ciao! Anche io adoro questa meravigliosa citta e già una volta a giugno ho rinunciato ad andarci perché ho una bimba che aveva 10 mesi ed ero terrorizzata dal pensiero del fuso orario, considerato che da poco si e’ regolarizzato un po il sonno! Ora forse avrà di nuovo la possibilità per inizio dicembre che mi consigli? Grazie

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