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Lentamente muore...

Ecco. Mi sono beccata la nomination del gioco letterario da parte di Silvia, con la più semplice delle motivazioni, ovvero “perché quando si parla di letteratura in genere, è quella che mi viene in mente per prima.”

E il gioco mi ha messo in connessione con il pensiero che vi riporto sotto...

A volte me lo chiedo: ma non sarebbe stato tutto più semplice se anziché tentare di fare della mia passione un lavoro, di ripartire da zero, farmi due anni di praticantato giornalistico, quando ormai uno non ha più 20 anni e per giunta nel bel mezzo della crisi, e poi aprirmi la partita iva e sperare ogni giorno che i clienti si degnino di pagarmi, me ne restavo a fare la segretaria (sfruttata) in una scuola privata?

La risposta è no, ovviamente, e il perché sta tutto in questa poesia comunemente attribuita a Pablo Neruda, Lentamente muore, che è diventata il mio motto di vita e che spesso ho letto e riletto nei momenti delle “grandi decisioni” e “grandi cambiamenti”. In realtà è stata scritta da Martha Medeiros, giornalista e scrittrice contemporanea, nata a Porto Alegre, in Brasile. E mi piace dedicarla a chi in questo momento si trova a dover scegliere e/o voler cambiare…

 

Lentamente muore (o Ode alla vita)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, 

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce. 

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni; 

emozioni che fanno brillare gli occhi, 

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore 

davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, 

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza, 

chi rinuncia ad inseguire un sogno, 

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati. 

Lentamente muore chi non viaggia, 

chi non legge,

chi non ascolta musica, 

chi non trova grazia e pace in sé stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio, 

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna. 

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, 

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce. 

Evitiamo la morte a piccole dosi, 

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di

gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di 

una splendida felicità.

 

E adesso la parte più difficile… invitare qualcuno a questo gioco… Io invito a pubblicare sul proprio blog la poesia che più amano o più li rappresenta:

  • Amelia di Love-Eat Italy, perché insieme abbiamo fatto un pezzo di strada lavorativa (complicata) e se ci siamo salvate è anche perché tra uno "sclero" e l’altro parlavamo di viaggi e letteratura;
  • Silvia di Viaggiolibera perché è da chi ama la propria terra che possono nascere le migliori perle;
  • Patrizia di FashionforTravel perché sicuramente non le manca l’originalità;
  • Mariangela di Chelibromiporto perché, anche se non ci conosciamo di persona, probabilmente abbiamo molti interessi in comune… e questo potrebbe essere uno di quelli;
  • Cristina di Crinviaggio perché dopo che twitter ci ha svelato la passione in comune per gli aeroporti, chissà che i giochi letterari non svelino altro.

Buona lettura e buona ricerca a tutti!

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