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Perizoma nero di pizzo: come un titolo può fare la differenza

Sono un'ingenua...

<<Enrico, ho scritto un articolo che avevo in mente da un po'. Avevo voglia di ridere e di far ridere, trattando un tema delicato come il cambio della conformazione fisica dopo la nascita dei figli. Enrico, ha fatto un botto di visite. Oltre 1000 da stamattina ad ora, roba vista di rado e che non immaginavo con un articolo così particolare>>

<<Silvia, ma nel titolo hai usato la parola "perizoma": sai la potenza di quel termine? Siamo un popolo di guardoni, la gente non può leggere "perizoma" senza cliccarci su e andare a curiosare.>>

<<Eh, però è un bell'articolo. Anche divertente. Fuori scuola di Marco la mamma di una sua compagna mi ha guardato col sorrisino chiedendomi cos'avessi in quel momento... È l'articolo che è piaciuto>>

<<Sì, l'articolo è carino, ma se tu non avessi messo la parola perizoma, l'avrebbero letto in molti meno e si sarebbero persi un articolo divertente e che fa riflettere>>

Questi erano i discorsi importanti fatti da me e dal consorte, il consigliere numero uno, la sera che ho pubblicato l'articolo "Dal perizoma alla pancera: come cambia la lingerie in 10 anni e 2 figli"

Sono un'ingenua. Mi occupo (anche) di marketing e ho sottovalutato il potere della parola "perizoma". Cioè. Non che l'abbia messa nel titolo a caso; però non avevo cognizione del traffico che potesse generare.

Dunque?

Dunque oggi ho titolato "Perizoma nero di pizzo", per vedere se ha ragione l'ingegner Fagiolini o la sua ingenua moglie. Perché oggi il perizoma c'è solo nel titolo. Anzi, oggi si parla proprio di titoli.

I titoli secondo le regole SEO

A seguir le regole della SEO (la SEO, il SEO... boh!), i titoli devono essere descrittivi, una sorta di megasintesi di quello che verrà trattato nel testo. Ovviamente sono gradite le parole chiave, soprattutto nella prima parte. Ecco. Io oggi ho come parola chiave "titolo". L'ho inserito nel titolo, ma nella seconda parte. Male. Ma il mio obiettivo era l'esperimento perizoma. Quindi qui "effetto perizoma" batte SEO 1-0. E vediamo se quest'effetto funziona. Soprattutto, nei commenti, mi dovete scrivere perché avete cliccato per leggere quest'articolo: "effetto perizoma" o approfondimento su come scrivere dei buoni titoli?

I titoli d'effetto

I titoli d'effetto sono quelli che hanno sempre usato i giornalisti; quelli che, in bella mostra sulle civette, decretavano la maggiore o minore vendita di un quotidiano rispetto ad un altro. In quelli i giornalisti della carta stampata ne sono i maestri. Sul web, un articolo con un titolo d'effetto (per esempio con dentro la parola "perizoma" - muahaha, daje!) ha sicuramente il suo peso e, nell'imminente, può portare un bel numero di lettori e di condivisioni, che non guastano mai, ma poi non hanno una durata, in quanto vengono male indicizzati dai motori di ricerca, che, porelli, non capiscono se doverli, per esempio, mostrare a chi cerca un perizoma nero di pizzo o a chi vuole consigli per scrivere un buon titolo.

Un compromesso

Un compromesso è quello di scrivereun titolo diverso dal titolo SEO. Molto diverso. No. A me questa pratica non piace, ma aspetto i commenti di chi ne sa, di SEO, più di me (e non occorre essere dei maghi!). Sennò, ad aver tempo, sarebbe da scrivere, al momento del lancio dell'articolo, un bel titolo dell'effetto e in seguito, finita l'ondata di visite per passaparola, cambiarlo e tramutarlo in un titolo valido a livello SEO.

Voi come fate? Vi siete mai trovati in queste condizioni? Perché avete fatto click su quest'articolo?

I commenti vi aspettano. Io vi aspetto. Ho le mutandine a fiorellini, oggi, eh! Muahaha

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