Questo mese il progetto #insiders ci chiede di raccontare la nostra città a tavola. Pisa a tavola non ha delle grandi particolarità. Nei ristoranti di Pisa e della provincia non si mangiano piatti di quelli che "si trovano solo qui". Pisa, in cucina, subisce l'influsso sia delle colline circostanti per quanto riguarda la cacciagione, in particolare il cinghiale, che della parte costiera, per il pesce. Ma per mangiare il miglior cacciucco, uno dei piatti unici di pesce più buoni che esistano, dovrete andare a Livorno. Per mangiare il cinghiale cucinato divinamente, invece, dovrete addentrarvi nelle colline: l'osteria "Al canto del maggio", a Valtriano di Fauglia è in assoluto uno dei miei ristoranti preferiti: andateci e mi rammenterete!
Per mangiare "pisano" bisogna andare nelle case, dalle nonne (io le ho finite, sicché non posso invitarvi!), bisogna andare a quei battesimi o comunioni o cresime in cui la gente fa da sé, magari con l'aiuto di qualche amica o vicina di casa. Lì davvero, e non nei ristoranti, potete assaggiare la cucina pisana, il cui piatto più tipico e rappresentativo è la zuppa di pane (che chiamiamo semplicemente zuppa e che altro non è che la ribollita, fatta con ogni tipo di verdura ed il pane non salato raffermo). Nella zuppa viene fuori davvero il buono ed il genuino della nostra terra. Perché dovete sapere che, tra Arno e Serchio, la pianura pisana ha dei terreni estremamente fertili: qui vengono coltivati e crescono rigogliosamente cavoli e spinaci, pomodori e meloni, cocomeri e carciofi, zucchine ed insalate.
E poi fragole e ciliegie, alle quali vengono dedicate due delle mie sagre preferite:
Ma torniamo a noi e ai prodotti "made in Pisa". Non vengono solo dalla terra: ci sono anche gli squisiti formaggi (pecorini, ma non solo) della Famiglia Busti, che ha le grotte di stagionatura sulle colline, attorno al paese di Fauglia, ed un nuovo spaccio vendita enorme e scintillante ad Acciaiolo; c'è la Pasta Martelli, a Lari, squisita, esportata e famosa in tutto il mondo; la Pasta Conforti, a Migliarino, nota per i formati e le colorazione particolarissime, amata dai turisti, che la troveranno nelle gastronomie vicino alla Piazza dei Miracoli come souvenir d'Italie.
Ma le leccornie non sono finite: c'è il Pinolo di San Rossore, che vi consiglio di degustare sotto forma di gelato (quand'è in stagione) alla Gelateria de' Coltelli, sul Lungarno, un posto che da solo può valere un viaggio gastronomico a Pisa. E poi il Mucco Pisano, una razza bovina magrissima e molto saporita. La trovate nelle macellerie della zona, ma se non avete voglia o possibilità di sfornellare, i ravioli al ragù di mucco pisano sono una bontà che in città troverete alla Spaghetteria Ir Tegame. Un posto bello, oltre che buono!
Amici pisani, avete altro da aggiungere?
E nelle altre città, cosa si mangia? Vi va di partecipare a questo racconto corale dei cibi d'Italia (e non solo)? Non è mai troppo tardi per unirsi al progetto #insiders! A proposito, a maggio di che cosa vorreste parlare? Dite, dite...
Le foto del gelato della tavolata a Ir Tegame sono di Ernesto De Matteis e "risalgono" al nostro primo trip-Raduno #trippandoapisa.
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