Social Chef Piemonte: la Val Chisone

17-19 maggio, quasi un mese fa ormai, il nostro primo blog tour: Social Chef Piemonte. Un itinerario di luoghi e sapori nel territorio della Val Chisone organizzato dal poliedrico e infermabile Carlo Vischi.
Che dire? E’ stata la nostra prima esperienza e temo che ci abbia un po’ viziato. Dai commenti e dai resoconti che leggo delle esperienze di blog tour vissuti da altri “colleghi” credo davvero dovremo ridimensionare le aspettative per le esperienze a venire! Ma tant’è; al futuro ci penseremo, per adesso posso dire che abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad un evento di prima classe dove non solo i luoghi e le aziende incontrate erano di gran qualità, quanto le persone che abbiamo avuto modo di incontrare sono state una compagnia speciale che non possiamo altro che augurarci di ritrovare presto, prestissimo!
L’esperienza inizia alla stazione di Pinerolo dove era concertato il punto di ritrovo alle ore 12 di Venerdì 17… sarà stata la data infausta, sarà stato il navigatore di mio suocero con le mappe non aggiornate, fatto sta che la stazione di Pinerolo per noi in un primo momento sarebbe stata situata lungo una amena stradina di campagna in mezzo al nulla, poi in un paesino in collina a circa 20 km dal paese (ed in effetti ci sembrava un po’ strano), in ultimo davanti ad un grande complesso sportivo (qui almeno una stazione c’era: Pinerolo Olimpica); fortunatamente eravamo in anticipo, così per mezzogiorno, seguendo le insegne siamo finalmente arrivati al punto prefissato!
Iniziamo con la visita agli stabilimenti di Albergian, una ditta artigianale che produce marmellate e distillati.

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Il nipote del fondatore ci accompagna a vedere le cucine dove la frutta viene cotta e successivamente “imbarattolata”. Ci aspettavamo chissà che macchinari e invece tutto viene fatto a mano, con frutta fresca di massimo 48 ore, mai congelata. Alla frutta viene aggiunto zucchero, punto. Nelle composte neppure quello. Più artigianale di così?! Qui assaggiamo le loro specialità servite sui Gofri, un particolare wafer tipico piemontese fatto con impasto salato e cotto sul momento, perfetto da farcire con cose sia dolci che salate.
Usciti da Albergian ci allontaniamo da Pinerolo per addentrarci in Val Chisone. La prima sosta è a Perosa Argentina (paese che deve il suo nome alle vecchie miniere di argento) dove visitiamo Sotto Tiro, il più grande poligono di tiro privato italiano.

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La visita è davvero affascinante: i sistemi di sicurezza, le corsie dove si spara a diverse lunghezze, ma anche i locali ludici dei combattimenti a laser: una struttura davvero notevole e unica nel suo genere.
Proseguiamo per arrivare a Roure, in questo paesino veniamo accolti da un piccolo comitato in abiti tipici che ci racconta le usanze e la lingua di questa particolare zona, molto vicina alla Francia ma anche abbastanza isolata per la sua conformazione. Qui visitiamo un vecchio mulino restaurato le cui pale vengono messe in funzione per noi e l’antico forno comune che tutt’ora viene usato dalle famiglie locali. A Roure troviamo ad accoglierci anche le sorelle de La Peiro Douco che organizzano per noi nella terrazza della loro casa vacanze, una spettacolare merenda a base di dolci e tartine fatte a mano.

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Visitiamo gli appartamentini e scopriamo come l’accoglienza per questa realtà famigliare sia davvero qualcosa di speciale che si ritrova in ogni piccolo dettaglio.
La pioggia insistente durante la visita di Roure ci fa venire voglia di arrivare in fretta alla prossima tappa: l’Hotel Lago del Laux. Arriviamo e troviamo una costruzione di montagna affacciata su un piccolo lago e montagne tutto intorno, fuori fa freddo e quando entrando nella nostre accoglienti camere sentiamo il tepore del riscaldamento ci sembra davvero di trovarci in una baita.

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Tempo di scaldarci con una bella doccia e siamo di nuovo tutti insieme nella bella sala con caminetto acceso dove ceneremo. Ad acoglierci Franco, il proprietario, quello che si definirebbe un “bello stampo”. Franco è simpatico, ed è un fiume in piena, forse un po’ ruvido, ma ti fa sentire a casa dopo pochi minuti! La cena che ci prepara è a base dei prodotti del territorio e al tavolo con noi molti dei produttori di quello che mangiamo, in fianco a me l’erede dell’azienda agricola dal Baffo, che mi spiega le differenze tra i disciplinari dei formaggi; in fianco a Gabrio una guida alpina che si è appassionata a fotografare gli animali delle sue riserve… potevamo capitare meglio?! E poi tutto intorno i nostri compagni di viaggio, con cui, davanti ad un tavolo imbandito e con i bicchieri pieni, cominciamo a sentirci davvero bene, quasi amici da sempre: che bellissima sensazione!
La serata va avanti molto, moltissimo; d’altra parte come non stare ad ascoltare Franco che ti racconta dei lupi che puoi incontrare appena fuori dalla porta?!
Si va in fine a dormire, per risvegliarsi con un panorama mozzafiato, le montagne innevate dalla nevicata notturna che si specchiano nel lago!
Facciamo una ottima colazione e io e Gabrio andiamo a fare un giro per Laux, il minuscolo paesino appena oltre l’albergo, anche lui sembra uscito dalle fiabe, tutto è roccia e legno e non incontriamo anima viva. Torniamo al gruppo e si parte destinazione passeggiata al Pian dell’Alpe accompagnati dalle guide…

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la passeggiata doveva essere ben più lunga ma a causa delle condizioni meterologiche avverse abbiamo proseguito in macchina fino ad un punto abbastanza alto e abbiamo camminato solo per il tratto finale. Ad accompagnarci per tutto il tragitto una nevicata copiosa, con fiocchi grandissimi! Un tempo decisamente strano per metà maggio e infatti le mucche ancora non sono state portate in alpeggio. Arrivati alla meta la cooperativa Il Trifoglio ci organizza una degustazione di formaggi, la particolarità dei loro prodotti è che i loro animali non sono mai stanziali in stalla, vengono spostati da alpeggi più o meno alti a seconda del clima, e devo dire che la qualità eccellente la si sente ampiamente nel sapore, tra i formaggi più buoni che io abbia mai mangiato !!
Torniamo più a valle, sempre sotto la neve, e raggiungiamo l’azienda agricola dal Baffo, quella il cui figlio è stato il mio vicino di cena la sera precedente, e quindi sono molto curiosa di assaggiare le loro specialità: non verrò delusa, anche perchè ho potuto mangiare una formaggella morbida fatta alle 11 con latte munto in mattinata… per noi cittadini cose del genere non sono neppure ipotizzabili…penso che il Baffo mi abbia preso per scema quando per tre volte gli ho chiesto se davvero quel formaggio avesse un’ora scarsa di vita!
Ma il Baffo ci riserva un’altra sorpresa: la stalla.

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Per mia fortuna fa ancora troppo freddo per portare le mucche in quota e quindi sono lì, e noi possiamo entrare a vederle….la stalla era pulitissima, gli animali belli e in un recinto…i vitellini! Io li adoro e credo di aver passato più di un ora ad accarezzarli e a giocare con loro tirandogli la lingua!!

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Si torna verso Pinerolo, non prima di una sosta per visitare il famoso forte di Fenestrelle, il tempo piovosissimo ci impedisce una visita completa ma il tratto di camminamento interno delle mure di quella che dopo la muraglia cinese è la fortificazione più lunga del mondo, è stata interessantissima: un posto dove tornare assolutamente!
E’ ora dell’aperitivo e Casa Pautasso ci organizza un buffet nei locali della loro cantina, il posto è raffinato ed elegante così come la camera che ci ospiterà per la notte all’interno della stessa struttura. Le varie bottiglie intorno a noi divise per nome e territorio ci incuriosiscono e così ci viene spiegato che i clienti del ristorante, se lo vogliono, possono andare a scegliersi direttamente da soli il vino. Trovo l’idea geniale, spesso vedere una bottiglia ti fa innamorare del suo contenuto anche senza conoscerlo, facendoti venire voglia di provare qualcosa di diverso invece che optare sempre per quello che già conosci.
La serata continua nel centro di Pinerolo, prima sosta la Gofreria (Io Mangio Gofri)

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dove la specialità piemontese che abbiamo assaggiato al nostro arrivo ci viene servita nei più svariati modi, e poi al Birrificio Pinerolese dove degustiamo le varietà di birra, alcune delle quali provate già la sera prima, che qui vengono prodotte, accompagnate da un menù sfizioso. Il birrificio è un ambiente molto bello che rispecchia le etichette di questa birra che ha solo un difetto…va giù molto bene!! 
La serata è al suo termine ma c’è un’ultima sorpresa: la festa di fine tour a Casa Vischi (che tra parentesi è una bellissima casa vacanze del pinerolese) festeggiata con il dolce preparato delle Peiro Douco.
Il blog tour in Val Chisone è finito, ma ancora adesso a distanza di un mese i tweet tra noi di #socialchefpiemonte si sprecano, ricordando momenti delle giornate spese insieme, segno che non solo il fine di far conoscere un territorio e i suoi produttori è stato raggiunto, quanto che il fantastico Carlo è stato in grado di mettere insieme un evento che ha creato un vero gruppo, e questo, dal basso della mia poca esperienza, credo non sia da tutti.

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I sapori e l’ospitalità della Val Chisone in Piemonte

La Laux di Franco

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4 thoughts on “Social Chef Piemonte: la Val Chisone”

  1. Ah!
    Che bello leggere di queste cose del “mio” Piemonte…
    Gran bel lavoro, ragazzi: sia a chi ha organizzato che a chi ha descritto e fotografato…
    Che nostalgia dei formaggi d’alpeggio… le tome piemontesi sono insuperabili!
    Unica nota: i gaufre, o goffres, o come li volete chiamare, ognuno dice che siano suoi…
    Ieri li ho fatti assaggiare a mia moglie a Kiyv!!!
    La ricetta era quella francese, ed ovviamente dicevano di esserne gli inventori.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Gaufre
    Ciao meraviglie!
    Pace e bene…

  2. ahahhaha…è verissimo! anche in Spagna pochi giorni fa era pieno di “Gofrerie”: stesso soggetto e pure stesso nome…ma sai che ti dico?! a me piacciono, chiunque li abbia inventati!!

  3. Ciao Ragazzi.. è bellissimo rileggere questo diario di viaggio pieno di emozioni… E’ stato un piacere conoscervi e aver potuto passare del tempo insieme! Spero di potervi far vedere un giorno che anche qui puo far bel tempo!!! Un caro saluto! a prestissimo…

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