Dato che ho un debole per gli ABC, accetto però con piacere l'invito di Micaela di "Le M cronache" ed eccomi qui, alle prese col mio ABC del Natale.
Per me l'albero addobbato è lui e solo lui. Mi piace vero, anche se quest'anno abbiamo ceduto ad un bellissimo sintetico. Con un quindicimesenne in casa, non avremo potuto fare altrimenti!
È lui, il vecchio barbuto, l'anima del Natale per tutti. Credenti o non credenti, grandi o piccini, tutti siamo affascinati da lui!
Quest'anno con l'albero finto e, perdipiù, senza luci per non dar modo a Marco di attaccarvicisi, le mie luci di Natale sono le candele. Sanno di inverno, di caldo... di Natale!
Il modo più elegante, almeno qui in Toscana, di chiamare i regali. Mi piace dire "doni". Mi sa di prezioso. Chissà cosa s'immagina Marco quando gli dico che tra poco "Arriva Babbo Natale a portare i doni!"
Gli aiutanti di Babbo Natale. Come potrebbe, da solo, preparare i regali per per tutti i bambini del Mondo, senza il loro aiuto?
Il Natale fa famiglia. A Natale le famiglie si riuniscono, si ritrovano. Da quando c'è Marco sono contenta che arrivi il Natale: voglio fargli sentire tutto l'amore del mondo. Perchè il Natale è la festa della famiglia. Ma, soprattutto, dei bambini!
Per me, il paese del Natale. La fortuna di capitarci, per uno scambio culturale al liceo, all'inizio dell'Avvento, si è portata dietro tradizioni varie. La mitica Weihnachtspyramide ed i Lebkuchen, che i dizionari traducono come "panforte", ma sono in realtà biscotti morbidi speziati.
Non so da voi, ma da me non passa Natale senza pronunciare questa mitica frase!
Perchè a Natale deve averle anche chi di solito non ne ha. Per i regali, per gli addobbi... Idee, idee, sempre idee...
Ce ne sono tante. Forse troppe, negli ultimi anni. Quqndo ero piccina, c'erano solo fuori dai negozi. Ora (quasi) tutte le case ne hanno. Io no. Per me il Natale è dentro. E le luci sono, spesso, un pò kitch. Sono sofisticata, lo so...
Il mio Natale.
Quelli che sono (quasi) sempre mancati nei miei Natali di bambina.
Il colore del natale secondo la mia mamma. Anni fa la chiamavamo "Re Mida" perchè ad inizio dicembre riempiva la casa di bombolette di tinta coloro oro ed andava a caccia di pigne di vari tipi e misure, rami di magnolia. Poi dorava tutto. Tutto! Da quando c'è Marco le abbiamo inventato la scusa che "se si mette qualcosa di dorato in bocca, gli fa male"... e lei, tristemente, ha riposto la tinteggiatura... ma gli addobbi rimangono!
Dopo aver fatto l'albero, si usa anche in casa vostra di metter la punta? Beh, in casa mia non stava mai dritta, non era mai delle dimensioni giuste... L'ho abolita, potevo?
C'è stato un periodo, quand'ero piccina, in cui la mia mamma addobbava anche quelli. Oh my God!
Il paese di Babbo Natale. E' lì, al Circolo Polare Artico, che mi aspetta. Prima o poi ci andrò!
Come farebbe babbo Natale senza?
Quando è troppo morbido, quando troppo duro: quando si mangia il torrone, da me, c'è sempre da dire qualcosa!
Meno male che il Natale viene una volta l'anno!
Fa Natale, ma a me non piace!
Adesso non si usano più, ma quando ero piccina bastava andare poco prima di Natale a Lucca e si sentiva il suono delle loro zampogne che li anticipava, nel loro incedere lento. Erano una tradizione che sta andando persa. Però mi mettevano tristezza. Non so perchè.
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