Un viaggio di emozioni: quattro giorni in Sicilia tra colori, profumi e sapori

L’avevamo chiamato #LostinSicily: un viaggio itinerante dalla Sicilia sud occidentale alla Sicilia sud orientale che ho fatto con tre compagni di viaggio, Amelia, Diano e Claudia. Per parlare degli aspetti emozionali di questo tour breve, ma intenso, ho bisogno di partire dalla fine. Dal nostro ritorno a casa; dalla frase di mia madre appena ci vide uscire dal gate degli arrivi all’aeroporto di Pisa la sera del 9 agosto scorso.

Isola di Favignana
Isola di Favignana

“Tu hai finalmente fatto la vacanza che volevi fare da anni, ti si legge nel viso!” è stata la frase con cui mi ha accolto al nostro ritorno. Sì, ho trovato soddisfazioni ed emozioni che non provavo più, se non viaggiando da sola, per un fine settimana o per più settimane. Con una differenza, fondamentale per me in questo periodo: in Sicilia ho potuto condividere. Che cosa? Tutto. Dagli spostamenti quotidiani alle emozioni. Condividerli con chi ha “il mio stesso bagaglio” (e ovviamente non intendo quello che tutte le mattine ricaricavamo in auto per poi riprenderlo la sera). Bagaglio esperienziale, bagaglio di vita. Sintonia nell’affrontare una vacanza e trasformarla in un viaggio, non solo esteriore, ma anche interiore.

Non importa se sono stata via meno di una settimana: dieci giorni con persone sbagliate possono essere devastanti, cinque giorni con le persone giuste sono edificanti.

La nostra esperienza in Sicilia è stata scandita dai ritmi a cui io son sempre stata abituata nei viaggi di famiglia e in quelli da sola. Meno compatibile con quelli di altri che hanno un’idea diversa di vacanza rispetto alla mia. Niente da contestare, semplicemente non son mai stata il tipo da “Viva la noche” a Ibiza, Rimini o luoghi simili. Per me non esiste la vacanza 16-04; bensì quella 08-24.

Che cosa ho portato via di quei giorni? Che cosa mi servirà ad affrontare un autunno e un inverno impegnativi, sia da un punto di vista lavorativo sia personale? Il vento contro mentre sto pedalando lungo le stradine di Favignana, ammirando il mare che si infrange sulle coste piuttosto frastagliate; il cuore che sale in gola di fronte al Tempio della Concordia e al Tempio di Giunone nella Valle dei Templi al tramonto; la bellezza barocca di Noto che di notte risalta ancor di più; la piscina naturale di Calamosche. Niente di strettamente tangibile, nessun souvenir, se non qualche cartolina per la mia collezione.

Concordia
Tempio della Concordia, Valle dei Templi, Agrigento
Tempio di Giunone, Valle dei Templi, Agrigento
Tempio di Giunone, Valle dei Templi, Agrigento

Per me che sono Leone ascendente Acquario l’acqua è elemento naturale nonché rigenerativo. Negli ultimi anni me ne sono privata troppo spesso. Non ho avuto cura di me, in questo senso. E la Sicilia me lo ha severamente ricordato. Me lo hanno ricordato le acque di Favignana in cui mi sono immersa dopo poche ore aver preso il volo da Pisa. Me lo hanno ricordato nuovamente le acque di Calamosche, nella Riserva Naturale di Vendicari, poche ore prima di riprendere il volo del ritorno.

Spiaggia di Calamosche, Oasi di Vendicari, Siracusa
Spiaggia di Calamosche, Oasi di Vendicari, Siracusa

Alternare il mare all’incontro con la mitologia, la storia antica e moderna, le tradizioni popolari, come quelle che ci sono state raccontate durante la visita alla Tonnara Florio, a Favignana, è stato un toccasana.

E poi ho portato via le persone. Lo so, lo so… la concordanza semantica non è delle migliori, ma nel nostro vagabondare da sud-ovest a sud-est ne abbiamo incontrate molte e ognuna ha condiviso con noi un qualcosa di se stessa.

Cattedrale di Noto
Cattedrale di Noto

Simona del B&B Mille e una Notte di Agrigento che qualche settimana prima si era sposata a Firenze; Carmelo della Foresteria San Michele a Mazara del Vallo che – facendoci strada con la sua bicicletta – ha condotto la nostra macchina fino all’uscita del paese, evitandoci così di essere davvero “lost”; Fabio della Locanda di Terra ad Agrigento che si è intrattenuto con noi una serata intera per illustrarci il suo lavoro, la sua vita, la sua filosofia. Queste sono soltanto alcune delle persone che hanno avuto voglia di raccontarsi indipendentemente dal fatto che fossimo loro clienti, per una notte o per una sera e che mi hanno lasciato in primis l’amore per la loro terra, quello che forse a noi toscani un po’ manca.

Ah, dimenticavo: chi mi conosce, lo sa. Di base sono un’inappetente. In realtà non ho mai apprezzato così tanto il cibo come in Sicilia. Primo impatto: brioche e granita al caffè nel cuore di Trapani. E poi a seguire: cous cous, arancini, antipasti e primi di pesce, un vassoio di salumi e formaggi nel cuore di Ragusa, targati Slow Food.

Ho scoperto che basta poco per rendermi felice!

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