Visitare Lussemburgo: cosa vedere nella cosmopolita capitale del Granducato

Si dice Lussemburgo e si pensa al paradiso fiscale, alle banche, ai milionari. La sorpresa è scoprire che la città è deliziosa, cosmopolita e dalla storia lunghissima, iniziata nel X secolo, quando il conte Sifrido comprò la chiesetta di Saint Michel all’Arcivescovo di Treviri.

Come arrivare a Lussemburgo

A Lussemburgo si arriva facilmente, non solo dal suo aeroporto internazionale, sprovvisto di collegamenti low cost, ma anche dai vicini aeroporti di Charleroi (Belgio) e Hahn (Germania), serviti entrambi da compagnie aeree low cost (e siccome il Granducato è piuttosto caro, meglio risparmiare sugli aerei); da entrambi gli aeroporti ci sono le navette di Flibco, che potete prenotare dall’Italia sul sito www.flibco.com (il prezzo del biglietto varia dai 5 ai 25 euro) e che portano fino alla Stazione Centrale di Lussemburgo. Il quartiere che sorge intorno alla stazione, e che da lei prende il nome, Gare, è vivace e cosmopolita e offre i migliori alberghi per rapporto qualità/prezzo (Lussemburgo è carissima per dormire); dista circa un quarto d’ora a piedi dal centro storico, a cui si arriva attraversando il ponte Adolphe, sulla valle della Pètusse. Ed è da questo ponte che si ha la prima idea della straordinaria posizione geografica della città.

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La storia di Lussemburgo

Posta su un promontorio, alla confluenza delle valli dell’Alzette e della Pètusse, Lussemburgo era uno degli avamposti meridionali degli Asburgo e la sua conquista era indispensabile per chiunque volesse aprirsi la via delle Fiandre dal Sud. Ma la città aveva le fortificazioni più potenti del Nord: le pareti delle vallate dell’Alzette e della Pètusse, quasi a strapiombo sui fiumi, e le altissime mura costruite dall’uomo.

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Per secoli, Lussemburgo venne considerata la Gibilterra del Nord, cioè una fortezza inespugnabile.

La Corniche: il balcone più bello d’Europa

Il panorama che si vive dalla Corniche, la balconata che dalle mura si affaccia verso la valle dell’Alzette, vale da solo il viaggio a Lussemburgo: le torri e le fortificazioni che circondano ancora oggi Grund, la città bassa di tetti e campanili grigi e aguzzi, così idilliaca intorno all’Alzette (quanto sarà fiabesca, sotto la neve?), i terreni terrazzati in cui si coltivano persino le viti, i ponti fortificati e le altissime mura in difesa della città suscitano sentimenti di ammirazione e, nonostante tutto, di pace. Per i lussemburghesi, la Corniche è il balcone più bello d’Europa ed è davvero uno dei posti più belli del nostro Continente, non solo per il panorama, ma per tutto quello che implicano quelle mura.

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Ve ne potete fare un’idea alla fine della Corniche, entrando nelle casematte, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sono costituite da corridoi lunghissimi e bui, con fessure sui due lati della valle dell’Alzette, scavati interamente nella roccia; sono dotate di profondissimi pozzi d’acqua e di luce, di scale a chiocciola, anch’esse scavate nella roccia. Si ha un po’ paura di perdersi (ma all’ingresso forniscono una piantina), ma poi si pensa alla loro storia, ai soldati spagnoli, austriaci, francesi, alle migliaia di persone che qui hanno resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Incredibile Europa.

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L’orgoglio del Granducato

Nonostante sia una città cosmopolita, in cui si sentono parlare tutte le lingue d’Europa e in cui i commessi dei negozi passano facilmente dal francese al tedesco all’inglese, Lussemburgo difende con orgoglio l’identità del Granducato. Le bandiere tricolori, rosso, bianco e azzurro sono ovunque, negli alberghi, nei negozi, sugli edifici pubblici; furoreggia anche la bandiera della dinastia regnante, i Nassau-Weilburg, con il leone rosso rampante su sfondo a strisce bianche e azzurre. La bandiera lussemburghese più solenne sventola dalle fortificazioni della valle della Pètrusse, bella, grande e orgogliosa, a poca distanza dalla Gëlle Fra (Signora Dorata), il Monumento alla Memoria. È un’alta colonna conclusa dalla statua dorata di una donna, che porta in alto una corona d’alloro, in ricordo dei caduti lussemburghesi delle due guerre del Novecento. Dicono che il Monumento alla Memoria sia il simbolo dell’identità del Granducato e non è difficile crederci.

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Quando il Granduca Henri è in sede, la bandiera più alta sventola dai tetti del delizioso Palazzo Granducale, che ha un aspetto un po’ disneyano, e può essere visitato solo d’estate, quando i Granduchi sono in vacanza. Si trova in una via ‘normale’: davanti all’ingresso, dove i soldati fanno regolare cambio della guardia, ci sono ristoranti, birrerie e librerie. Sembra come una demitizzazione della Monarchia, ma non lo è: ci sono anche le cartoline dei Granduchi con i cinque figli, in jeans o in posa ufficiale in vendita nei negozi di souvenir, insieme alle immancabili bandiere, alle immagini del Granducato e di Charlotte, la Granduchessa più carismatica e più amata, che regnò negli anni della Seconda Guerra Mondiale e nel difficile dopoguerra.

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Musei da vedere a Lussemburgo

Di lei e della millenaria storia della città potete saperne di più visitando il bel Museo della Storia della Città di Lussemburgo, che offre spiegazioni in francese, lussemburghese e inglese, ma a volte bastano i plastici della città, i quadri, i video, per rendersi conto della sua strenua resistenza a ogni invasore, dal suo promontorio roccioso. Un altro bel Museo da non perdere, a Kirchberg, il moderno quartiere europeo, è il Musée Dräi Eechelen, che si trova in uno dei forti della linea difensiva più esterna, il fort Thüngen, e racconta la città fortificata. A poca distanza ci sono il Museo d’Arte Moderna Granduca Jean e uno degli edifici più belli della Lussemburgo contemporanea, la Filarmonica (impossibile resistere alla tentazione di fotografarlo contro i riflessi dei grattacieli di vetro).

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I luoghi del potere

Nel centro storico, i luoghi del potere si trovano a pochi metri di distanza. Il Palazzo Granducale è accanto alla Camera dei Deputati, poco più in là, sulla Place de Clairefontaine, si affaccia il Palazzo del Governo, alle cui spalle si indovinano i campanili aguzzi della deliziosa (e piccola) Cattedrale gotica di Notre Dame, nella cui cripta sono sepolti i Granduchi del Lussemburgo. Il Municipio della città è nella place Guillaume II, da cui si ha una delle migliori viste del Palazzo Granducale e della Cattedrale, a poche decine di metri di distanza; in questa piazza, animata ed elegante, ci sono i mercatini più importanti della città, compreso quello di Natale, uno dei più apprezzati della Grand Region, l’area compresa tra Belgio, Francia e Germania, tra Metz, Arlon e Treviri, su cui Lussemburgo continua a esercitare l’antica influenza, nonostante le frontiere. E non lasciate Lussemburgo, senza aver visitato la piccola chiesetta di Saint Michel, tra le più belle della città, tra il Palazzo Granducale e l’ingresso alle casematte: è da lì che tutto è iniziato.

Testo e foto di Laura Cardia

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