Quarant'anni sono un'età strana. Molto strana. Ne ho scritto qui, proprio nel giorno del mio quarantesimo compleanno. È sicuramente l'età della consapevolezza, ma anche l'età dei bilanci. Quella in cui, se non l'hai fatto prima, decidi di dividere il mondo in persone che meritano ed altre senza le quali vivi lo stesso, serenamente.
A quarant'anni si decide tra essenziale e superfluo e si sceglie per l'uno o per l'altro. Cioè: si decide cos'è che è essenziale e cosa, invece, superfluo. Perché, vedo bene, che quello che per me è essenziale, per altre coetanee è superfluo. E viceversa.
Per questo fare un regalo di compleanno per i quarant'anni non è banale affatto: bisogna conoscere bene chi è dall'altra parte, chi riceve il regalo. Da più giovani si è più aperti anche verso regali che uno non s'aspetterebbe. Per esempio, io in passato ho ricevuto varie volte dei profumi, cose che adesso non apprezzerei affatto; invece all'epoca ho accolto di buon grado dei regali così stranamente personali e, quasi, intimi.
Venendo ai miei regali di compleanno, devo dire che sono stati pochi ma buoni e, decisamente, super apprezzati:
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