Diario di viaggio in Croazia – 1: Brac, Hvar e Pag

La passione per la Croazia di Trippando e della Signora Trippando è sconfinata, si sa. Per questo pubblichiamo con gran piacere il diario di viaggio in Croazia di Annalisa Primiccio. Oggi la prima parte con le isole: Brac, Hvar e Pag. A breve arriva anche la terraferma!

Avete voglia di un mare cristallino a poca distanza dall’Italia spendendo pochi soldi? Volete fare sport acquatici e rilassarvi su bianchi ciottoli luccicanti? Volete la cordialità, la disponibilità e ricche tradizioni comuni di cui rimanere stupiti? Volete mangiare bene sia carne che pesce? Volete il mare, volete la montagna…volete la collina…volete la Luna?! Prenotate il vostro prossimo viaggio in Croazia.

Ecco le 7 tappe che se non vedete… non credete a quello che dico!

Spalato: punto di arrivo e di partenza, centro nevralgico per ogni spostamento. Da e Per. Per…l’Isola di Brac. Ed in particolare Bol.

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Come raggiungerla: si prende un bus che si trova li in aeroporto, 30 kune (4euro) a testa e si arriva in 40 minuti al porto (centro) di Spalato. Arrivati al porto, si prenota il traghetto per l’Isola di Brac: ne partono ogni ora e costano 33 kune a testa, sono grandi traghetti che trasportano anche automobili e impiegano 50 minuti per arrivare a Supetar. Da Supetar potete scegliere taxi (guidano un po spericolati) o bus per raggiungere finalmente Bol. Non c’è molta differenza tra l’uno e l’altro. I tempi di percorrenza sono simili, considerate però che il bus fa ovviamente delle fermate intermedie.

Arrivati finalmente a Bol capiamo di aver impiegato piu di mezza giornata per i trasferimenti ma che ne è valsa assolutamente la pena…

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1. BOL (La cartolina)

È una piccola cittadina molto ben curata, ristrutturata da poco e occidentalizzata con divanetti lounge un po ovunque ma frequentata da persone di ogni tipo. Il centro affaccia sul porto e sembra una cartolina. Le costruzioni sono fatte di pietra bianca che al tramonto intona colori rosei, romantici e affascinanti. La pietra proviene proprio dall’Isola di Brac ed è la stessa con cui hanno costruito la Casa Bianca di Washinton DC.

C’è una lunga pineta, fresca, profumata che vi condurrà alla famosa spiaggia di Zlatni Rat (quella lingua bianca con mare cristallino a sinistra e a destra che è un po il simbolo turistico di tutta la Croazia).  Dicono che sia la spiaggia piu bella di tutto l’Adriatico e i piu romantici la chiamano il corno d’oro.

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Dove e cosa  mangiare e bere a Bol:

Sul lungo mare che costeggia il porto ci sono tantissimi ristorantini, davvero ben curati, con pesce freschissimo e un profumo che ricorderete fino al rientro in Italia! la media di una cena a base di pesce qui è di 15/20 euro a persona! Provate le buonissime, tipiche e tradizionali zuppe di pesce, cremose e saporite, da assaggiare anche se in estate. Per chi non è amante della cipolla non preoccupatevi, loro la mettono sempre, ma al bordo del piatto, l’alito non odorerà di gelsomino in fioritura, ma perlomeno il sapore non è forte. Oppure dite No Luk..(senza cipolla). Ottimi sono anche i calamari ripieni, con ripieno di formaggio di Pag, specialità loro. L’unica cosa che sconsiglio è la pasta, purtroppo non sanno cuocerla, è sempre scotta!

Ristoranti, vi elenco i soli 3 degni di nota:

  1. Dalmatino. Vi consiglio la zuppa di pesce al pomodoro è molto cremosa e saporita, una vera delizia! Il ristorante si trova centralissimo, nella vietta appena dietro la piazza principale sul lungomare dove si trova la “discoteca / lounge bar “il Varadero”, che si può definire discoteca solo da una certa ora in poi, all’aperto e senza pagare l’ingresso. È un’ottima soluzione per chi passeggiando dopo cena vuole prendersi un cocktail senza impegno, ascoltando musica all’aperto.
  2. Pumparela, proprio sul lungomare del porto. Si ordina con i tablet e nonostante il rischio di “esageratamente turistico” all’apparenza, ci siamo trovati benissimo. Il prezzo era piu che giusto e la qualità del pesce a mio avviso è stata tra le piu alte. Per gli amanti della carne qui i vari tagli te li portano direttamente su pietra ollare.
  3. Mendula, consigliato per la location ma il cibo non era eccezionale, nonostante ci sia stato consigliato da abitanti della zona. La posizione non è centrale, ci si arriva con un paio di belle salite a piedi. Ma la location e l’atmosfera è tutta da provare.

Oltre a mangiare bene, in Croazia, si beve anche bene. Ottimo è il vino croato, il rosso (a mio gusto ovviamente) soprattutto il Merlot, figlio di sterminati vigneti che affacciano sui versanti costieri. Soleggiati e ventilati, pregni di salsedine con la terra vergine e ricca. Una bontà!

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Un localino per fare un aperitivo che vi consiglio è il  Kala Bar . Particolare per la posizione (un po’ defilata) fresco e con il personale davvero disponibile. Assaggiate il Mojito, lo fanno con foglie di menta appena colta dai vasi che arredano questo salotto all’aperto, un po’ kitsch che affaccia su uno scorcio di mare, sotto altissimi pini freschi.

Se arrivate nella parte estrema della cittadina di Bol, troverete una spiaggia di ciottoli (non vanificate i vostri sforzi alla ricerca di spiagge sabbiose) in una posizione davvero particolare. Si chiama Martinica e per raggiungerla dovrete attraversare il ristorante Ribarska Kucica, rannicchiato sotto le rocce, con alberi che fanno parte attiva dell’arredamento. Ecco qui prendete una buona e fresca birra alla spina croata e godetevi il panorama della baia osservata da un campanile di un bellissimo monastero domenicano.

Per un pranzo veloce da portare in spiaggia potete farvi dei panini dai supermercati. Il piu fornito e anche un po’ occidentalizzato, si chiama Konzum, oppure infilatevi nelle Pekara, i panifici.

Per pernottare a Bol abbiamo alloggiato nei seguenti posti:

Marina Bol: 70 euro diviso 4. Appartamento bellissimo con camera e divano letto con un bel panorama dal balcone: vista mare. Per raggiungerlo è un po faticoso a causa delle salite, soprattutto se hai due valigie da donna da incollarti! Consigliato.

Poi ci siamo spostati, affidandoci ad Adria Tours Bol, che ci ha trovato una sistemazione simile alla precedente ma piu vicina alla pineta, alla spiaggia di Zlatni Rat.

2. HVAR (la Fortezza signorile)

Da Bol per  l’Isola di Hvar partono barche che organizzano gite dalle 9.00 alle 18.00 con due opzioni: il costo base è di 160 kune a/r, poi se vuoi fare il pranzo in barca e farti portare nelle vicine calette devi aggiungerci altre 160 kune.

Per organizzare questa gita non abbiamo fatto altro che chiedere al banchetto informazioni che si trova al porto.

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Il viaggio è durato un’oretta e mezza. L’abbiamo impiegata prendendo il sole sulla prua, e osservando l’isola di Hvar in tutta la sua lunghezza, così vergine, verde, aspra e brulla, senza segno di civiltà turistica né locale. Non c’è nessuno lungo tutta la costa, fa quasi impressione!

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Hvar è il nome dell’isola ma anche della nota cittadina. Arrivati ci rendiamo subito conto che è grande, ricca, pulita, e molto frequentata. Mentre la girate, assaggiate i Burek:  torte salate, a base di ricotta oppure con ricotta e carne, ne trovate ovunque. Se avete voglia di girarvi la cittadina, vi consiglio di dedicarle almeno 3 ore e perdervi per i vicoletti piu lontani, senza nome. C’è anche la fortezza spagnola, arrampicata su una collina alta un centinaio di metri dalla quale c’è un panorama mozzafiato sulle isole Pakleni. Dalla piazza principale dove c’è la cattedrale Sveti Stjiepan vi accorgerete presto che tutto sembra richiamare Venezia, non a caso la repubblica marinara l’ha dominata per quasi 4 secoli. I leoni e il campanile di San Marco, uniti ai piccioni molesti, vi faranno sentire proprio a casa!

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Consiglio:

Prima di arrivare a Hvar prenotate una barchetta o taxi boat che vi possa portare in giro per le calette piu suggestive. Ci sono anche dei piccoli gommoni che si possono affittare per un’intera giornata con skipper a bordo che ti accompagna dove, quando e per quanto vuoi. I posti dove farsi un bagno li troverete un po’ ovunque. Anche vicino il porticciolo l’acqua è limpida, figuratevi!

 

3. ISOLA DI PAG (la Luna)

Tornati a Spalato abbiamo affittato una macchina, è stato davvero complicato (per questo vi consiglio di organizzarlo prima della partenza). Ci hanno dato una Ford Fiesta. 57 euro al giorno tutto compreso. Franchigia di 600 euro bloccata sulla carta, sbloccata alla riconsegna. L’abbiamo affittata per 4 giorni con la riconsegna invece che al porto direttamente in aeroporto. Cartina alla mano ci siamo avventurati per le strade/autostrade croate fino a raggiungere l’Isola di Pag. Si chiama Isola ma in realtà è collegata alla terraferma da un ponte, quindi, almeno stavolta, niente traghetti! Abbiamo impiegato circa due ore ed il costo del pedaggio autostradale è stato di 60 kune.

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Lasciato un temporale alle spalle ci troviamo davanti un paesaggio alieno… sembra lunare, particolarissimo. Affascinante. Leggendo alcune recensioni abbiamo deciso di puntare verso Novaljia.

Grandissimo errore.

È un posto che a breve sostituirà Ibiza (intesa come svago per ragazzi moooolto giovani): discoteche e festini sulla spiaggia, ecco cos’è Novaljia. Noi non eravamo interessati a quel genere di vacanza, ma ci hanno detto che la spiaggia di Zrce oltre ad essere attrezzata a discoteca per la notte è anche una spiaggia davvero bella, il tempo non ci ha permesso di andarla a visitare, e siamo tornati verso Pag città. La strada che ci ha portato a Pag è molto panoramica, da una parte il mare, dall’altra sterminati terreni aridi con i famosi “muri a secco”, che sono piccoli muretti alti un metro circa, fatti esclusivamente di pietre appoggiate e incastonate a secco, appunto. Costituiscono un paesaggio particolare che fa quasi sorridere a pensare come e in quanto tempo hanno costruito questo kilometrico paesaggio rurale. Lungo la stessa strada si vedono piccoli isolotti che spuntano dal mare e poi le colture di Ostriche. Sono dei cerchi neri, enormi, uno accanto all’altro,  che escono dall’acqua: lì ci allevano le ostriche, un’altra delle prelibatezze di questa terra. Da citare è anche il tartufo. In base alla stagione, ovviamente.

Sulla stessa strada, prima di arrivare al ponte di Pag, si trovano le rovine di un’antica fortezza che vigilava sulla costa per il controllo del traffico delle navi. Si chiama Fortica  e le rocce con cui è stata costruita si confondono al paesaggio che qui torna ad essere lunare, quasi bianco.

Arrivati a Pag abbiamo chiesto aiuto ad un’agenzia che ci ha trovato un appartamento poco distante dal centro. L’appartamento non è degno di nota. Molto carina invece è stata Pag. Da vedere: sono 4 strade incrociate che danno vita a questi viottoli lastricati bianchi e lucidi, dividendo il centro storico in 4 piccoli quartieri. Quando si ricongiungono ci si trova davanti la basilica gotica di Santa Marija. Carini i negozietti, tra cui uno di abbigliamento allestito in una piccola chiesetta sconsacrata.

Di localini e ristoranti ce ne sono anche qui quanti ne volete. Ci hanno consigliato il ristorante Tovrnelle. Beh, il migliore di tutta la vacanza! Non poteva mancare nell’antipasto il formaggio di pecora di Pag e l’affettato Dalmatino: una specie di speck affumicato tipico della Dalmazia…è l’antipasto di terra di cui vanno piu fieri.. .e ne hanno tutte le ragioni!

Le spiagge di Pag:

Un po’ defilate dalle spiagge sabbiose e più conosciute di Pag, in linea d’aria proprio di fronte al lungomare, ci sono una ventina di calette una dopo l’altra, una piu bella dell’altra. Spesso vengono raggiunte da gommoni e barchette, ma avventurandosi le si raggiunge anche via terra.

Noi abbiamo trovato una piccola baia sotto una scogliera di terra marrone a picco sul mare; per scendere abbiamo trovato una scala piuttosto arrugginita e pericolante, ma il “rischio” ne è valso la candela: c’eravamo solo noi!

Il paesaggio è  incredibile: in lontananza le bianche e smussate cime collinari lunari, sopra le nostre teste lastroni di terra che gocciolano l’acqua drenata; il mare calmo quasi fosse un lago, una miriade di pesciolini. Ci siamo un po’ avventurati passeggiando per queste piccole cavernette che  il terreno franato crea; abbiamo trovato tantissima ardesia e creta… ci siamo fatti anche i fanghi!

A metà giornata decidiamo di spostarci e parcheggiamo in una meravigliosa pineta, a metà tra Simuni e Mandre. Anche qui si apre un magnifico panorama, una spiaggia piuttosto larga a ciottoli bianchi con chioschetti sulla spiaggia e la possibilità di affittare (per la prima volta) un lettino per prendere il sole! Abbiamo divorato un enorme hamburger e… birra a go go.

Il diario del viaggio in Croazia di Annalisa Primiccio continua tra qualche giorno. Stay tuned!

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1 thought on “Diario di viaggio in Croazia – 1: Brac, Hvar e Pag”

  1. Gin

    Ciao! anche io andrò a Hvar e Brac quest’estate, questo post mi ha dato un sacco di consigli! volevo sapere come funziona per gli spostamenti interni: conviene prendere una macchina a noleggio in entrambe le isole oppure i mezzi pubblici funzionano bene? e le bici si possono usare? Grazie!

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