I luoghi di Piero (della Francesca)

“ Proveresti un gran piacere a guardare questa regione dall’ alto dei colli: ti parrebbe, infatti, di scorgere non un territorio ma un grande quadro dipinto con grande maestria: da così copiosa varietà, da così felice disposizione, gli occhi, ovunque si posino, traggono diletto”

 Plinio il giovane,

 in occasione di un suo soggiorno nell’ Alta Valtiberina.

Caraibi, Tailandia, Mauritius? Niente di tutto ciò, o per lo meno non ora.

Come promesso nella mia presentazione oggi vorrei accompagnare  virtualmente tutti i lettori a conoscere il mio paese, quello dove sono nata, cresciuta e dove tutt’ oggi lavoro.

Sicuramente molti di voi alzeranno le orecchie se dico Piero della Francesca e Madonna del Parto….

Ebbene sì, il mistero è svelato:  a voi Monterchi

Monterchi – foto di Ines Martellini

La fotografia si dice sia lo specchio del mondo, mille parole non varrebbero a spiegare questa immagine: “un’ isola in un mare di verde”. Così potremmo definirla di primo acchito. Ma potrei modificare la versione in ” un’ isola in un mare di  giallo, rosso, viola, bianco” a seconda della stagione! Non ci son maghi che tengano, è la Natura a far tutto: che si arrivi da queste parti in Primavera o in Autunno, in Estate o in Inverno lo spettacolo che si apre ai nostri occhi è sempre diverso: papaveri, girasoli, ginestre, piuttosto che lavanda, colza o granturco tingono il paesaggio gran parte dell’ anno.

E poi c’è lei, Sua Maestà la Neve, che ormai da qualche anno viene immancabilmente a farci visita, quasi a voler dimostrare che anche lei non può fare a meno di tornare.

Monterchi sotto la neve – foto di Silvia Carciani

Monterchi è un grazioso paesetto della Valtiberina toscana proprio al confine con l’ Umbria, si erge isolato su un colle a 360 metri sopra il livello del mare. E’ un piccolo borgo medievale ricco di storia e al contempo una destinazione adatta anche ai più piccoli: il mito secondo cui il paese sarebbe stato fondato da Ercole dopo aver ucciso l’ Idra dalle sette teste è fantasioso e ha ispirato lo stemma cittadino. Così, è facile incontrare bambini giù al parco intenti ad arrampicarsi sulla statua di Ercole  e ad imitarne le gesta. E’ un luogo di incontro ma anche punto di ristoro per i turisti, che spesso scelgono l’area attrezzata del parco per fare un pic nic o semplicemente perriposarsi all’ombra dei salici, cullati dal rumore  delle  acque del Cerfone, mentre i bambini giocano al sicuro nell’ area a loro adibita.

Il parco di Monterchi – foto di Silvia Mencaroni
Ercole – parco di Monterchi – foto di Sara Boncompagni

Ma Monterchi è di più. Monterchi è universalmente nota per la presenza di un capolavoro del XV secolo, ritenuto dagli addetti ai lavori “tra le 10 opere più belle al mondo”: la Madonna del Parto.

Madonna del Parto – di Piero della Francesca – foto di Sara Boncompagni

Piero della Francesca scelse una chiesetta poco fuori dall’abitato per dipingere questo affresco, Santa Maria “in silvis” il suo nome, proprio a indicare il luogo boschivo in cui sorge: la si raggiunge a piedi dal parco dopo una piacevole passeggiata.

Volle forse Piero rendere omaggio alla madre celeste nel paese della sua madre terrena, Monna Romana di Carlo da Monterchi? O forse un parente commissionò al Maestro, ormai famoso in patria e fuori, un’ opera che desse lustro a Monterchi?Navighiamo nel vasto mare delle congetture. Quel luogo fin dall’ antichità è ritenuto sacro e legato ad antiche divinità della fertilità e della procreazione. Vi era presente una sorgente d’ acqua dove le donne andavano ad abbeverarsi per ottenere la grazia di diventare madri: credenze e tradizioni popolari poi parlano di animali e donne che, bagnandosi nel vicino Cerfone, avrebbero ottenuto abbondante latte per la loro  prole e felici parti.

Realtà o leggenda?… Una cosa è certa: ancora oggi donne da ogni parte del mondo arrivano qui per chiedere protezione durante il parto e non è raro trovare un omaggio ai piedi dell’ affresco come ringraziamento alla  “Madonna”.

Ah, dimenticavo, le donne incinte hanno l’ingresso gratuito al museo che, dal 1992 custodisce l’ opera all’ interno di una teca climattizzata.

Nel programmare una uscita da queste parti  agli amanti del buon palato, consiglierei sicuramente il penultimo week end di Settembre, quando il paese si trasforma in un turbinio di mestoli e paioli e un odore di sugo si sparge dappertutto: è la Sagra della Polenta, il nostro fiore all’ occhiello che ogni anno attira fiumi di persone. Al sugo, fritta, arrosto, coi fegatelli … e il palato gode!

Un ultimo evento vorrei citare, ne vale la pena, perchè dall’ idea di un gruppo di amici si è creata nel nostro comune  un’ associazione che per diversi mesi si impegna ogni anno alla realizzazione di un Presepe Vivente tanto suggestivo quanto laborioso: 250 figuranti, migliaia di lumini, quintali di legna, lungo il percorso che si snoda per circa 1km. Antichi mestieri, animali veri e una scenografia unica lasciano il visitatore incredulo e, non di rado, lo si vede rifare il giro una seconda volta. Un’ emozione unica… che anche noi abbiamo avuto la gioia di vivere!

Il presepe vivente di Monterchi: Sara e la sua famiglia

Vi aspetto, sarà un piacere farvi da Cicerone….

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10 thoughts on “I luoghi di Piero (della Francesca)”

  1. Che bel post. complimenti!
    La Madonna del Parto è bellissima; così razionale, autorevole, regale e femminile.

    1. Ciao Amisa, hai colto in pieno la bellezza dell’ arte, sei già venuta a vederla?

      1. Sì, Sara; l’ho vista diversi anni fa!

  2. Era tempo che, passando in auto sulla E45 (quando dalla mia Torino ogni volta tornavo in Paradiso), mi chiedevo perchè non mi fossi mai fermato a Monterchi.
    Eppure ogni volta che passavo da lì, il cartello che annunciava San Sepolcro, città di Piero della Francesca, mi faceva ribattere: “No, è Monterchi il momento più alto del sommo pittore che riuscì ad unire e ad esprimere appieno Rinascimento artistico ed Umanesimo nella sua arte…”
    E grazie a te, Sara, ora è arrivato il momento.
    Ci verrò con Halyna, la mia sposa, non per chieder grazie x fantomatiche credenze, ma per ammirare un luogo sospeso tra favola e realtà.
    Pace e bene…

    1. Ti ringrazio Erdematt per quello che hai scritto, mi fa immenso piacere sentirti parlare così…. bè allora quando vieni a trovarmi? Come ho scritto nel post sarò ben felice di farVi da Cicerone nel mio mondo e naturalmente al museo della Madonna del Parto. Fammi sapere

  3. E’ bellissimo anche in verde…ma in bianco supera ogni aspettativa!

  4. fra qualche giorno ve lo mostrerò tutto vestito di giallo… è arrivato il tempo dei girasoli… ed è un incanto in questo periodo..

  5. Cara sorella, ti devo fare tanti complimenti perche’sei riuscita a trasmettere, con questo ricchissimo articolo, tante belle sensazioni che avevo quasi dimenticato…e’ vero Monterchi e’ un luogo magico e, come spesso succede, le bellezze che abbiamo sotto gli occhi passano un po’inosservate…grazie all’articolo tante persone potranno conoscere i nostri posti ed ammirare la nostra “Madonna”!

  6. […] Leggi il resto dell’ avventura su Trippando Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. […]

  7. […] di Trippando continua con questo post di Sara Boncompagni, che ci riporta nella sua Monterchi, stavolta per assistere al presepe […]

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