Il Giappone a casa nostra. La cerimonia del tè

L’occasione per immergersi totalmente nell’atmosfera giapponese ed osservare la cerimonia del tè restando rapiti dal suo fascino silenzioso è stata quella della Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia, domenica scorsa, 16 marzo.

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Quale relazione possa esserci tra le camelie, il tè e il Giappone è presto detto: la cosiddetta Camellia sinensis (ossia cinese) è la pianta del tè, o meglio la specie di pianta le cui foglie e i cui germogli sono usati per produrre il tè.

camelia sinsesis

La cornice utile è stata lo splendido giardino di Villa Orsi, a Sant’Andrea di Compito, una delle frazioni del Comune di Capannori in cui ogni anno – da ormai venticinque edizioni – si svolge, appunto, la Mostra delle Antiche Camelie.

Entrando dal cancello principale si hanno due possibilità: la strada in salita sulla sinistra che porta alla villa o il piccolo vialetto sassoso a destra, leggermente in discesa, che si apre su un giardino immenso ricoperto di camelie e sovrastato da un verde infinito.

wagasa

Da lontano intravedo l’inequivocabile arredamento giapponese: un wagasa rosso, l’ombrello gigante tipico giapponese, appoggiato a terra. L’altro dritto in mezzo ad una pedana.

giardino giapponese

Da destra e da sinistra spuntano quattro ragazze giapponesi, due per lato, con i loro kimoni colorati, le loro acconciature imperiali. Portano in mano vassoi colorati stretti e lunghi.

Man mano che mi avvicino posso iniziare ad osservare i dettagli: gli strumenti in ceramica, lacca, bambù e metallo, creati da artigiani specializzati, sono disposti con precisione in mezzo ad un tavolinetto attorno al quale ci sono delle sedute rettangolari in legno con sopra dipinti motivi floreali non casuali.

Ammaliata dai riti lenti e continui, mi siedo  su una panca di legno e assisto, quasi in solitaria, alla cerimonia del tè, apprendendo che si tratta di quella con il tè sencha.

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preparazione tè 1

Il sencha è un tè verde, non macinato, dalle foglie piccole e allungate ad alto contenuto di vitamina C. In Giappone la sua produzione è cominciata nel 1738. La tradizione vuole che sia bevuto per 4 volte: la prima per sentire il profumo, la seconda per la dolcezza, la terza l’amarezza e la quarta il sapore finale delle foglie di tè. Son necessarie due tazze di te per ogni ospite: tra le due viene servito un piccolo dolce il cui sapore viene scelto con cura perché non deve permettere di disturbare il sapore del tè, bensì di esaltarne le proprietà.

Per preparare un buon tè sencha, apprezzabile in tutte le sue proprietà ed essenze, l’acqua per la prima tazza va fatta bollire a 70°C, la seconda ad 80°C. La quantità di tè da utilizzare dipende ovviamente dal vostro gusto, indicativamente una porzione si prepara con un cucchiaino da caffè (2 gr.) e 100 CC di acqua.

tèsencha

Tornando alla cerimonia a cui ho assistito, ecco che mi piace sottolineare ancora qualcosa sull’atmosfera respirata, vissuta.

Il silenzio pare essere fondamentale durante questo rito. Ma non è un silenzio rigido. È piuttosto uno strumento necessario per rilassarsi e godersi il momento del tè, vero e proprio rito sacro in molte tradizioni.

Il rispetto per l’ospite emerge su tutto perché ogni volta che il padrone o la padrona di casa (o meglio colui o colei che tiene la cerimonia) prepara la tazza di tè per i suoi ospiti lo fa accogliendoli con cura e attenzione; pulendo tutti gli strumenti davanti a loro, nonostante questi siano già stati puliti per rispetto nei loro confronti.

attrezzi preparazione tè

L’eleganza è apprezzabile e ritrovabile in ogni gesto. Non solo durante la cerimonia. Basta osservare quando le rappresentanti dell’Associazione Culturale Iroha  di Firenze si sistemano il kimono e tutti gli accessori indispensabili che lo compongono. Delicate, attente e precise: in una sola parola eleganti, appunto.

La storia… la storia che viene da lontano e che, improvvisamente, ritrovo sotto casa durante una comune domenica pomeriggio di metà marzo.

 

 

 

 

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