In Bosnia-Erzegovina con Vedran Jusufbegovic: Jajce

Ogni città ha la sua storia, ma una delle poche città della ex Yugoslavia, forse anche di tutti i Balcani, che è riuscita a conservare gran parte della sua storia è Jajce, la citta che si trova nella parte centrale della Bosnia Erzegovina.

"Jajce Total View" di Julian Nitzsche - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
“Jajce Total View” di Julian Nitzsche – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

In questa piccola cittadina si possono scoprire le tracce di quattro imperi (Romano, Bizantino, Ottomano e Austro-Ungarico), di tre regni (Bosniaco, Ungherese  e Yugoslavo), di tre religioni monoteiste mondiali (cristiana – cattolica e ortodossa – islamica e giudaica), ma anche diversi stili architettonici.

Già all’ingresso di Jajce,  sulla collina, si vede il muro della grande e lunga fortezza che fu costruita in XIV secolo, quando fu fondata la città, ai tempi del Duca Hrvoje Vukcic Hrvatinic.

Proprio in quella fortezza, che fa parte della città vecchia , si puo verificare la ricca storia di Jajce. Per gli apassionati di storia, la citta è famosa come il luogo in cui è stato incoronato Stefano Tomasevic, l’ultimo Re di Bosnia, che regnò dal 1461 al 1463. Per questo motivo, molti chiamano Jajce  La Città del Re. La sua incoronazione è avvenuta nel primo edificio religioso costruito a Jajce: la chiesa di Santa Maria con Campanile di San Luca. Grazie a sua moglie che l’ha portato come parte di dote, il camapanile di San Luca, alto 23,15 metri, è oggi l’unico campanile medievale conservato nella parte continentale dei Balcani.

Durante il dominio ottomano, la chiesa è stata trasformata in una moschea, chiamata Sultan Suleyman moschea. Andata bruciata piu volte, questo fatto per i cittadini era un segno. Segno che l’oggetto non doveva cambiare l’obiettivo e dopo l’incendio del 1832 ne sono rimaste solo le pareti.

A pochi metri di distanza dalla chiesa c’è la Torre dell’Orso, con pareti spesse fino a sei metri. È stata costruito nel XV secolo e usata come prigione per detenuti e “persone disobbedienti”.

Di fronte alla torre si trova un monumento di gran valore: la Catacomba (chiesa sotterranea), che è stata costruita durante l’impero del Duca Hrvoje Vukcic Hrvatinic, che desiderava esserevi sepolto assieme alla sua famiglia. Non avendo sopravisuto al completamento dell’opera, così non è stato e all’interno della catacomba si trovano sarcofagi vuoti oltre all’altare e alla croce. Con la luce fioca che filtra, questo luogo sembra nascondere un segreto misitico.

Dopo aver visitato questi luoghi, nella stessa direzione si trova il camminamento che circonda la fortezza, sita ad un’altezza di 470 metri e che è stata ricostruita durante il governo Ottomano e, poi, quello Austro-Ungarico. All’ingresso della fortezza  si trova un portale con lo stemma del Re Stjepan Tomasevic, mentre dentro c’e un serbatoio d’acqua che è in uso anche oggi per le case che si trovanno intorno. A parte quello, la più bella cosa per tutti quelli che salgono sui muri della fortezza è il panorama di Jajce moderna e le colline intorno.

Se anche già questo per molti è vale una visita, Jajce offre posti interessanti e importanti  anche nel centro moderno.

La sua posizione geografica è stata importante anche durante la Seconda guerra mondiale. Tra il 21 e il 29 novembre 1943 la città divenne famosa per lo svolgimento, della seconda sessione dell‘AVNOJ, il consiglio antifascista di liberazione nazionale della Yugoslavia, in cui vennero gettate le basi del nuovo Stato Federale Yugoslavo con Tito come primo ministro. Oggi nello stesso palazzo si trova il Museo di AVNOJ, dove si possono vedere i documenti e  le foto dei partecipanti delle diversi nazioni della ex Yugoslavia.

"AVNOJ Jajce-2005". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
“AVNOJ Jajce-2005”. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Come prova che anche le bellezze ambientali e naturali  non sono passate fuori città, alla confluenza del  due fiumi Vrbas e  Pliva, nel pieno centro cittadino, si trovano le Cascate della Pliva, che costituiscono una delle maggiori attrattive di questa città. Le cascate erano alte circa 30 metri, ma dopo il terremoto avvenuto durante la guerra civile,  l’area venne allagata e adesso le cascate hanno un’altezza di 20 metri.

"Jajce vattenfall" di Original uploader was Nedde at sv.wikipedia - Transferred from sv.wikipedia; Transfer was stated to be made by User:Natox.. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
“Jajce vattenfall” di Original uploader was Nedde at sv.wikipedia – Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Poco distante dalla città si possono facilmente raggiungere i laghi della Pliva (piccolo e grande lago), in mezzo ai quali si trovano i mulini ad acqua.

Grazie ai due fiumi, alle cascate e alla bellezza naturale, Jajce è stata famosa perché nell’agosto 1982 si sono svolti, ora già posso scrivire “i mitici”, Giochi senza frontiere, una compentizione che per molte  generazioni  e nazioni di tutta Europa  sono stati simbolo della comunità e dei rapporti civili.

Non è tutto. A Jajce ci sono 26 siti che sono stati indicati dal Governo della Bosnia Erzegovina come monumenti  nazionali,  perché, come scrivevo all’inizio dell’articolo, non ci sono tante città con la sua storia.

Ecco perché molti che decidono visitare la Bosnia-Erzegovina  si fermano anche a Jajce per verificare perché questo posto è chiamato anche “il museo sotto cielo aperto”.

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