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#maisenza, ovvero quando i #nonescosenza si mescolano con i #nonpartosenza

Vi sembra un titolo complicato? A dir il vero ho dovuto rileggerlo anche io ma, alla fine, è quello che mi è passato per la testa quando la nostra cara boss, Silvia, ci ha chiesto di scrivere un post su ciò del quale non possiamo fare a meno nella nostra valigia.
All'inizio ho cominciato a pensare a tutte quelle cose che porto con me e, piano piano, mi sono resa conto che, in realtà, molti sono dei #nonescosenza, vale a dire oggetti che porto abitualmente in borsa quando debbo uscire (mentre scrivo la mia mente mi sta dicendo: "Capisci adesso come mai la schiena ogni tanto grida vendetta?").
Mi sono allora concentrata e, ovvio, ho trovato anche piccole cose che mi seguono nei viaggi.
Quindi, per farla breve, io avrei oggetti da #nonescosenza ai quali aggiungo dei
#nonpartosenza per cui diventano, alla fine, dei #maisenza. Giusto?
Sarà meglio iniziare, ecco i miei #nonescosenza che diventano #nonpartosenza:

1- il Kindle, la mia biblioteca virtuale, appare dalla borsa durante le file di attesa ovunque e durante il viaggio... se non guido! Anche se la sera sono spesso troppo stanca per leggere, è sempre sul comodino della camera d'albergo.

2- la macchina fotografica digitale, piccola, smart e compatta, poco peso da portare sempre con me perchè qualcosa di bello da immortalare ti può capitare anche uscita dal portone di casa, figuriamoci in viaggio!


3- la Sciarpona, foulard, telo leggero, chiamatelo come vi pare ma io non vivo sotto i 23/24 gradi centigradi e sono terrorizzata dall'uscire, sentire un pochino di fresco e non avere nulla da mettere sulle spalle. Ne ho sempre uno in borsa, leggero, copre le altre cose e la fa sembrare quasi vuota. In viaggio, poi, può avere molteplici usi, anche come telo da stendere in un parco per un attimo di relax.

4- il blocco e la penna per scrivere di tutto.Ne ho una collezione intera, alcuni in parte scritti e altri ancora da iniziare, ad anello perché pratici e con le copertine di tutti i tipi. Quando sto per partire, cerco la copertina che più è in sintonia con il luogo dove sto andando e scrivo tutti i miei appunti e ricordi di viaggio. Su ognuno posso scrivere di più viaggi ma quello che tengo quotidianamente nella borsa è un caos di appunti, disegni, note,
fogli, foglini e foglietti!

5- occhiali da sole perché, portando le lenti a contatto, qualsiasi variazione di luce mi dà fastidio, per cui tendo ad averli sugli occhi anche con le nuvole. Ho anche un paio di occhiali stenopeici ma ancora non ho avuto il coraggio di indossarli fuori!

6- cellulare, lo metto da ultimo perchè ormai mi sembra scontato ma per me non è solo strumento di condivisione e qui vorrei sottolineare il suo uso come agenda dove ho tutti, ma proprio tutti, gli appuntamenti personali e familiari ed inserisco la suoneria di recall mezz'ora prima così mi rendo conto di cosa sto per andare a fare!

Questi pezzi, indispensabili, sono accompagnati da quelli che si aggiungono per un viaggioper cui, tutti, mi seguono nel viaggi:

7- crema gambe defaticante effetto fresco all'aloe e mentolo, perché non vi potete immaginare quanto è bello, dopo una giornata alla scoperta, o riscoperta, di luoghi, sentire il fresco sulle gambe accaldate e stanche dal camminare!

8- campioncini di crema, bagnoschiuma e shampoo, praticissimi perché porto meno peso, sono usa e getta e, al ritorno il beauty è quasi vuoto e posso metterci altro! Ho un'amica erborista che, ogni volta che acquisto qualcosa, me ne aggiunge un pò nel sacchetto, io, diligentemente, li metto da parte per il viaggio successivo.

9- caricabatterie, anzi, dovrei dire la busta con tutti i caricabatterie! Ormai sono diventati un obbligo e sogno il giorno in cui esisterà un caricabatterie universale per tutto, ma proprio tutto, da trovare ovunque, ma proprio ovunque!

10- spazzolino e dentifricio, sarà banale ma la sensazione della bocca pulita e fresca mi fa sentire meglio sebbene io appartenga alla scuola del "qualche batterio tiene alte le difese immunitarie ed evita l'uso stratosferico di antibiotici" e sia cresciuta col detto: "quel che non ammazza, ingrassa!"

11- infine, ma non per meno importanza, un libricino di preghiere, non solo perché sono credente e praticante ma perché fermamente convinta che l'equilibrio di un essere umano sia dato dal rispetto e dalla cura che si ha delle tre parti di cui è composto: la mentale, la fisica e la spirituale per cui, che sia preghiera, meditazione, riflessione, pensiero, rito, che ben vengano i minuti a lei dedicati.

Dunque, mi sembra di aver concluso ed aver quasi preparato la mia valigia sebbene, chissà perché, abbia sempre la sensazione di aver lasciato fuori qualcosa... bé, sarà l'occasione per inserirlo la prossima volta!

Ops! Dimenticavo lo spazzolino! Eccolo qua sotto!

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