Périgord, una Francia sconosciuta – di Giancarlo Pardini

Dopo il bellissimo articolo su Sarajevo abbiamo di nuovo e con gran piacere ospite Giancarlo Pardini, che ci porta alla scoperta del Périgord. Seguiamolo!

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Il Périgord è una regione del sudovest della Francia. Amministrativamente corrisponde quasi interamente al dipartimento della Dordogna, nella regione dell’Aquitania, ai limiti del Massiccio Centrale. Diciamo un po’ sopra Tolosa e a est di Bordeaux. Chi ama il mare e la vita da spiaggia stia pure lontano da questo luogo. Chi invece vuol scoprire un luogo e un mondo un po’ diverso dal solito può programmare una visitina in questo angolo di Francia, sconosciuto al turismo internazionale. Non si incontrano infatti stranieri, giapponesi, inglesi o tedeschi ma solo molti turisti francesi. Nemmeno italiani perché in tutti i nostri 2000 e rotti chilometri in auto abbiamo visto solo una Panda con targa italiana e incontrato appena una o due coppie di connazionali. Un vero peccato perché il luogo è bello, tranquillo ed anche interessante.

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Tranquillo perché le auto si fermano per farti traversare la strada quando cammini a piedi oppure per farti entrare sulla carreggiata ad un incrocio difficile, le strade sono a volte strette ma perfettamente asfaltate e senza buche o toppe, la pulizia è generale, le rotonde molto belle e curate, niente cartacce e immondizia sui cigli delle strade, non ci sono cicche nè cacche di cani. Un cartello molto esplicativo con figurina di cane “imprudente” segnalava l’ammenda per il padroncino di ben 200 euro! Sembra quasi che la vita vi scorra un po’ più lentamente e le persone appaiono molto pazienti e comprensive, un cliché abbastanza diverso dal francese del nostro immaginario.

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Bello perché sei immerso in una natura lussureggiante, verde, curata, fiorita. In ogni paese, anche in quello più piccolo e sperduto si possono trovare ampi spazi verdi per lo svago, il “pique nique” (è scritto così), percorsi vita, parchi acquatici, percorsi natura e “adventure” nei boschi. E poi ci sono i fiumi, il Vèzére e la Dordogna che sono il loro mare: ci prendono il sole, ci passano i momenti di riposo ma soprattutto ci vanno in canoa! Centinaia, ma forse migliaia di canoe colorate percorrono i fiumi con adulti, bambini, famiglie intere con bambini anche piccoli, ragazzi, tutti muniti del loro corpetto che sorridenti scorrazzano nei fiumi a favore di corrente e salutano agitando le mani battelli dei turisti. Vengono accolti a monte da organizzazioni locali che forniscono loro equipaggiamento e canoa e scendono per chilometri e chilometri lungo i fiumi, un po’ remando e un po’ facendosi trasportare dalla corrente, fino al punto di arrivo finale dove vengono raccolti (loro e la canoa) e riportati al punto di partenza. È  il loro divertimento, sono le loro vacanze sul fiume.

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Interessante perché nel Perigord ci sono 1001 castelli, centinaia di grotte, decine di siti preistorici con tracce di presenza umana con opere d’arte parietali risalenti a 17500 anni fa (è stato scoperto proprio in quei luoghi l’uomo di Cro-Magnon, il successore di quello di Neanderthal). E poi una miriade di piccoli villaggi medievali con casette scavate nella roccia, abbarbicate sui dirupi, cinte da immancabili mura e fortificazioni per difendersi dagli invasori.

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Quelli più pericolosi pare siano stati addirittura i Vichinghi che si inoltravano all’interno percorrendo con le loro navi i grandi fiumi venendo dall’Atlantico, dal golfo di Biscaglia. Fra i luoghi più interessanti visitati segnaliamo la cittadina dove eravamo alloggiati, Sarlat-La Caneda, un borgo medievale affascinante e anche il luogo turisticamente più frequentato con molti negozi, artisti di strada, ristoranti, vita notturna attorno ad una piazza molto bella che ricorda un po’ quella di Praga; Beynac et Cazenac, microscopico borgo con 500 abitanti dove è stato girato il film Chocolat con Johnny Depp e Juliette Binoche e un imponente castello sede di riprese di “Jeanne d’Arc” di Luc Besson del 1999; la Roque Gageac di cui allego una foto (con canoe) classificato come “ le Plus Beaux Villages de France”, e Rocamadour.

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Rocamadour e un santuario che fa parte del cammino di Santiago ed è forse il luogo che ci ha colpito di più per la sua particolarità. Un santuario costruito in cima ad una falesia a 150 metri di altezza, dentro la montagna dove si arriva solo a piedi con una scalinata la “grande escalier” che i pellegrini e i penitenti salgono in ginocchio per recarsi dalla Madonna Nera nella Chapelle Notre- Dame a chiedere grazie e favori. Per il cibo bisogna amare la “canard”. Ce n’è a iosa, non solo nei recinti in tutti i paesi, ma anche su tutte le tavole dei ristoranti. Anatre e oche, fegati, petti o cosce ma da questi non si può sfuggire. Devo dire che i piatti sono veramente gustosi, con qualche eccellenza come il fegato d’oca (grondante grasso, una squisitezza per chi non soffre di colesterolo!) fatto come una specie di prosciuttino, ma dopo un po’ ci si stanca e si richiederebbe una buona pastasciutta nostrana. E infine le noci. Le strade si snodano fra continue piante di noci, alberi già produttivi o estesi vivai. E’ “l’oro del Perigord”, un frutto che loro esportano in tutto il mondo e con cui producono la più vasta e varia produzione di dolci alle noci mai vista. Insomma non la solita vacanza che si trasforma spesso in qualcosa di stressante ma all’insegna della scoperta e del relax. Certo la piscina (freddina) del nostro “chambre d’hotes” e la bella stagione, nonostante la fine di un agosto passato molto in sordina, hanno dato a tutto questo un buon contributo.

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