Travel

Quattro città per una prima volta negli Stati Uniti

Se ne parlava ieri con Enrico: tornassimo indietro il viaggio di nozze lo faremo ugualmente a Parigi. Però poi un salto negli Stati Uniti lo faremmo, nell'ante figli. È buffo: prima non avevamo ferie né soldi; adesso abbiamo molte più possibilità, ma i bambini a limitarci. Ok, ci sono bimbi che a tre anni hanno già fatto il giro del mondo. I miei non li conoscete. Il mese scorso siamo stati undici giorni a Londra. Doveva essere la prova generale per New York, invece è stato il momento in cui abbiamo detto, in un attimo, >.

Ok, aspettiamo. Io, però, devo continuare a programmare, che per me organizzare e disorganizzare viaggi è un lavoro quotidiano: io sono sempre a pensare a un viaggio e, mentre le cose mi vengono in mente, ecco, un occhio alla cartina, il calcolo delle distanze, capire quante notti fare dove, scoprire i quartieri migliori dove alloggiare... Tutte queste cose io le faccio e le smonto tutti i giorni. Perché io sono fatta così. Ho bisogno di costruire e le mie case sono queste.

Ed eccomi qua, già a pensare a un viaggio negli USA che abbiamo rimandato di un paio d'anni, confidando nella prima elementare, che per Marco è stata miracolosa e non ci auguriamo sia lo stesso anche per suo fratello.

Prima di organizzare un viaggio negli USA: la richiesta dell'ESTA

Prima cosa, quando si approccia un viaggio verso gli Stati Uniti: fare l' "application esta". L’ESTA è un’autorizzazione necessaria per recarsi negli Stati Uniti per viaggi di piacere o di lavoro se la permanenza è inferiore ai 90 giorni. Conviene fare la richiesta dell’ESTA prima di acquistare il biglietto aereo, in modo da essere sicuri di essere ammessi in territorio statunitense prima dell’acquisto del volo. Ottenuto l'ESTA, si può procedere ad acquistare i voli e a pianificare nel dettaglio il nostro viaggio negli USA.

Prima tappa: New York

Per me gli USA sono New York. E lo so che è sbagliato, perché gli Stati Uniti sono sconfinati e non possono essere sintetizzati con una città, ma nel mio immaginario, nel mio sogno americano c'è New York. Colpa di libri e di film. Ho vissuto troppo per non avere questo preconcetto. E mi dispiace non averlo avuto prima, perché sono veramente diversi anni che ho questa bramosia di andare a New York, che però si contrappone alle esigenze della mia famiglia. E non è pensabile non partire tutti insieme. O, almeno, non lo è per noi, perché siamo fatti così, perché i figlioli li abbiamo voluti e vogliamo che stiano con noi. E così New York ce la godremo quando anche il piccoletto di casa sarà cresciuto. Lo so già. Mi sembrerà di essere in un film, poi in un libro, poi in due film e tre libri insieme. E mi andrà solo di perdermi, perché questa città mi sembra già di conoscerla, perché di fatto già la amo.

Seconda tappa: Chicago

Poi c'è Chicago. Perché, insomma, con tutto questo aspettare, mica mi voglio fermare solo lì, alla porta dell'America? Chicago mi affascina per i suoi grattacieli e per il grande lago, il Michigan. E poi New York e Chicago si trovano a distanza accettabile l'un l'altra da essere raggiunte in treno o auto o autobus. Perché a me piace vedere anche "cosa ci sta in mezzo". Sennò che gusto c'è?

Terza tappa: San Francisco

Il sogno newyorkese è per me una roba degli ultimi anni: prima sarei voluta andare a San Francisco. A suo favore hanno giocato senz'altro molti film, ma anche il fatto che ci sia stato, per poi tornare indietro, il mio bisnonno Beppe, anarchico e bevitore, a cui chi non sa dove sbatter la testa dice che io assomiglio. Beh, un po' anarchica sì... Ma io a San Francisco ci sarei restata, famiglia al seguito. E chissà adesso...

Quarta tappa: Los Angeles

Da San Francisco a Los Angeles (o "El Ei", L.A.), il passo è breve e credo vada da sé, perché la California non è solo una città, ma un territorio da assaporare, da farsi entrare dentro. La California è uno stato mentale, una filosofia di vita.

Una cosa è certa, più mi tocca aspettare, più io costruisco programmi (divertendomi!).

L'immagine di copertina è di Elisabetta Damiani e la troverete dal 9 settembre nel mio prossimo libro I caffè della libertà!

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