
Radda Arte 2026: il blu di Sergio Fiorentino trasforma il Chianti in una galleria a cielo aperto
C'è un motivo in più per andare nel Chianti quest'estate. Non una nuova cantina. Non una degustazione. Non un borgo da spuntare sulla lista. A Radda in Chianti, dal 6 giugno al 20 settembre 2026, l'arte contemporanea esce dai musei e si mescola alle vie del borgo, alla piazza e alle colline che rendono questa parte della Toscana una delle più amate d'Italia. Il protagonista è Sergio Fiorentino, artista siciliano nato a Catania e da anni legato a Noto, che porta nel cuore del Chianti il suo universo fatto di blu intensi, figure sospese, santi, volti e presenze che sembrano emergere dalla memoria.
Un artista che dipinge il mondo in blu
Se c'è una cosa che colpisce immediatamente entrando nel mondo di Sergio Fiorentino è il colore. Il blu. Un blu profondo, mediterraneo, quasi liquido.
Ascoltando Sergio raccontare il proprio lavoro si comprende come questo non sia semplicemente un colore, ma un elemento identitario. Il mare della Sicilia, la luce del Sud, l'acqua come origine e memoria. Le sue opere sembrano nascere da questo fondo blu per poi lasciare affiorare figure, dettagli, simboli e storie. Non a caso una delle opere più significative è uno scatto di alcune opere di Fiorentino che affiorano nel mare siciliano, durante una performance ripresa dalla TV francese, con l'artista sott'acqua a tenerle a galla.
Dalla Sicilia al Chianti in un dialogo perfetto: Sergio Fiorentino fa dialogare due territori molto diversi, che si incontrano attraverso la luce, il paesaggio e il senso del tempo.


Una mostra che si percorre a piedi
Per me che amo esplorare a piedi, il bello di questa mostra non è una singola opera, ma il percorso. Le creazioni di Sergio Fiorentino diventano il filo d'unione tra le vie del borgo fino ad arrivare a Santa Maria Novella (non quella alla stazione di Firenze, eh!). Ammirando le opere di Fiorentino si esplora il centro storico di Radda in Chianti. Viceversa chi arriva a Radda pensando di visitare il borgo, si ritrova nel mezzo di un'opera d'arte. Gigantografie, installazioni, sculture e dipinti accompagnano il visitatore attraverso il borgo, trasformando una passeggiata in un'esperienza di scoperta continua.
Poi il percorso prosegue. E qui la viaggiatrice che è in me non può non entusiasmarsi: la parte sacra della mostra conduce fino alla splendida Chiesa di Santa Maria Novella, a pochi chilometri da Radda, nel complesso alberghiero di Pieve Aldina, in una delle zone più belle del Chianti. Questo è un invito quasi naturale a rallentare, camminare, vivere il territorio. Non soltanto guardare delle opere. Approfittatene!
Da Radda a Santa Maria Novella: un itinerario tra arte e paesaggio
Nella chiesa romanica di Santa Maria Novella sono esposti quattro grandi dipinti dell'artista. Qui il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica diventa particolarmente intenso. Le opere sembrano trovare una collocazione naturale all'interno dello spazio sacro, mentre all'esterno grandi drappeggi riproducono alcune delle sue immagini più iconiche.
Da amante dei cammini e delle esperienze lente, credo che questo sia uno degli aspetti più interessanti dell'intero progetto: la mostra come occasione per esplorare il territorio. E il territorio diventa parte della mostra.
Entusiasta? Di più! Non vedo l'ora di tornare per fare il percorso a piedi, magari verso sera... perché col buio accade qualcosa di speciale, che vorrei assolutamente vivere...


I campanili illuminati di blu
Ci sono immagini che restano in testa.
Quando mi hanno raccontato che, durante il periodo della mostra, i campanili di San Niccolò a Radda e di Santa Maria Novella saranno illuminati di blu, la mia mente chiede di vedere quest'immagine, di essere testimone del segnale, visibile nella notte, che collega simbolicamente i due luoghi della mostra.
Confesso che questa è una delle cose che mi farà tornare.
Perché immaginare il Chianti al tramonto, con i vigneti che si perdono all'orizzonte e quei campanili blu che emergono nel paesaggio, è già di per sé un'esperienza.
E poi i ragazzi...
Tra gli aspetti più belli del progetto c'è la collaborazione con il Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena.

Ventitre studenti hanno partecipato a workshop, incontri e momenti di confronto con l'artista. Il risultato è una sezione parallela della mostra intitolata "Blue: Fiorentino and Me". I lavori realizzati dai ragazzi sono esposti negli spazi normalmente destinati alle affissioni pubbliche. Un'idea semplice ma potente, che trasforma luoghi anonimi in spazi creativi e dimostra come l'arte possa diventare occasione di crescita, dialogo e partecipazione.
Sergio Fiorentino: pittore, scultore e narratore di mondi
Ridurre Sergio Fiorentino alla sola pittura sarebbe limitante.
A Radda sono presenti anche sculture, mobili-scultura e oggetti che raccontano un approccio artistico molto più ampio. Durante la visita, accompagnati dall'artista e dalla curatrice Mila Sturm, emerge chiaramente come il suo lavoro non si sviluppi per compartimenti separati: pittura, scultura e materia dialogano continuamente.

Anche i suoi celebri dittici seguono questa logica: opere nate insieme ma capaci di vivere autonomamente, come racconta lui stesso. Due lavori distinti che si osservano, si influenzano e si completano.
Un motivo in più per visitare il Chianti nell'estate 2026
Il Chianti è già una delle destinazioni più amate della Toscana. Vino, borghi, strade panoramiche e paesaggi iconici non hanno bisogno di presentazioni. Radda Arte aggiunge un tassello nuovo, un motivo in più per fermarsi qualche ora in più, per uscire dalla cantina dopo una degustazione e per scoprire il territorio con uno sguardo diverso.
Perché questa non è soltanto una mostra. È un invito a vedere il Chianti attraverso il blu.
