Se non avete tempo e soldi per un volo intercontinentale, magari con rientro in serata, ho un'idea per voi: invece di andare in Perù, andate da Sevi, a Firenze. Non rimarrete delusi, anzi, vi verrà voglia di prenotarlo, quel volo... Ma questa è un'altra storia! Da Sevi la cultura peruviana si respira, si mangia e si beve. Col sommelier siamo arrivati da casa (Pisa) e in un'oretta ci siamo ritrovati in Perù: nella sua storia, nelle sue spezie e nelle sue contaminazioni. Per me è stata la serata delle prime volte: la prima volta in un ristorante peruviano e la prima volta con un abbinamento di cocktail ai piatti. Vi racconto com’è andata. L'entusiasmo credo si legga già tra le prime righe, vero?
Siamo partiti da Pisa, abbiamo preso la superstrada e siamo arrivati a Firenze. Sevi non è nel centro storico e non è in una zona pedonale: è una zona residenziale centrale. Il ristorante occupa il piano terra di un palazzo. È l’ultimo posto in cui ti aspetti di fare un viaggio in Perù, ed è questo il bello.
Al piano terra ci sono pochi tavoli, ben distanziati e curati, e un angolo con una saletta riservata. Al piano di sotto si trova Fragmentos, il cocktail bar di Sevi.
L’insieme è elegante, di classe, molto pulito e lineare. Il piano di sotto ha un allestimento bellissimo, effetto wow.
La cucina è a vista: vi lavorano lo chef e due ragazzi, bravissimi. Colpisce è la loro lentezza, che però non è lentezza, è estrema calma: si muovono felpati, in silenzio, danzando, quasi. Sono lenti e velocissimi insieme, perché attese non ce ne sono affatto. Ed è affascinante guardarli lavorare.
Ci sono un menu dei piatti e un menu dei cocktail, e vanno sfogliati con calma. I piatti sono disegnati e “esplosi” negli ingredienti: vedete come è fatto il piatto, come vi arriverà in tavola, con la spiegazione di tutto quello che c’è dentro. I cocktail sono ispirati alle diverse zone del Perù e sono evocativi, scenografici: quello con la nebbia che ricorda quella delle coste peruviane è commovente.
Nel carosello che ho pubblicato su Instagram trovate ogni piatto fotografato accanto alla pagina del menu che lo racconta.
Questo locale non è soltanto un posto dove mangiare, magari per un'occasione speciale, ma un luogo dove si entra in contatto con la storia del Perù e con la sua cultura gastronomica, comprese le contaminazioni cinesi e giapponesi, che nascono dall’emigrazione verso il Paese: è la cucina Chifa, di influenza cinese, e la cucina Nikkei, di influenza giapponese. I piatti vengono spiegati dal maître in modo molto dettagliato, ed è un modo per capire dove si è e che cosa si sta mangiando. Idem i cocktail, serviti dal barman.
Ci hanno offerto una degustazione mista, né da nove portate né da cinque. Ecco cosa abbiamo mangiato:
I sapori sono un crogiolo di spezie deliziose. Le materie prime sono eccellenti, carne e pesce strepitosi. Tutto è davvero leggero e delizioso. Abbiamo provato anche l’abbinamento con i cocktail, dando carta bianca al barman: ne abbiamo provati sei in totale, tre io e tre il sommelier. Anche lui era senza parole: incontri perfetti e gusti nuovi, interessanti. Vale la pena andare anche solo per i cocktail.
Lo chef patron è Francys Salazar, in gamba, cordiale e molto bravo: i suoi piatti sono la fine del mondo. La squadra che lo affianca è altrettanto valida: ragazzi giovani, sorridenti, disponibili ed estremamente competenti. Di una calma incredibile. In sala ci sono due persone meravigliose: il maître Gianni Elmer Fernández Muñoz, che serve e racconta i piatti, e il barman Lionel Guevara, che ha inventato, prepara e serve i cocktail. Uno staff così, all’altezza dello chef, è quello ci si aspetta dai ristorante di alto livello.
Siete a Firenze ma siete in Perù. Per me vale un viaggio anche da 100, 150 o 200 chilometri. Notevolissimo. Un fine dining con gusti nuovi e una ricercatezza davvero illimitata, sia sul fronte cibo che sui cocktail.
Dov’è il ristorante peruviano Sevi a Firenze? In Via Maragliano 24, in una zona residenziale centrale, fuori dal centro storico e dalla zona pedonale.
Che cucina propone Sevi? Cucina peruviana contemporanea, con influenze Chifa (cinese) e Nikkei (giapponese), e un menu cocktail ispirato alle diverse zone del Perù.
Vale la pena andare a Sevi da fuori Firenze? Per me sì: l’esperienza, tra cucina a vista, menu illustrati e cocktail abbinati, vale un viaggio anche da lontano.
Disclaimer: sono stata invitata da Sevi e la cena non l’ho pagata. Il racconto, e le opinioni, sono miei.
Frequento fin da quando ero bambina, e in questo articolo vi porto a scoprire i…
Chi l’ha detto che la Versilia è una meta esclusivamente estiva? D’estate, con il caldo,…
Credo che l'immagine della Versilia che viene in mente a ciascuno sia, com'è giusto, quella…
C’è un modo di scoprire un vino che non passa dalla bottiglia ma dalle persone…
La bagna cauda è uno di quei piatti da con calma, tutti insieme, intorno a…
Il nostro weekend nella Food Valley è nato attorno a un invito: la Festa dei…