La Tenuta la Mandria di Candelo: cavalli ed emozioni

La tenuta è immensa, la si nota già arrivando dalla strada statale. La piccola strada sterrata che imbocchiamo a bordo del nostro mini-bus, fangosa e madida di pioggia, taglia in due un immenso appezzamento di terreno; in questa stagione c’è erba, ma lo immagino  alla fine dell’estate colorito dalle pannocchie di granturco.

Il profumo che mi sale nelle narici appena scendiamo dal bus mi fa sentire in paradiso: il profumo di campagna umida, di animali, di cavalli.
Sin da giovanissima ho sempre adorato il profumo dei cavalli. Per tanti può essere un odore, un olezzo…per me è profumo. E’ il ricordo [un po’ come le madeleines di Proust] delle cavalcate da ragazzina, in compagnia delle mie compagne del liceo nei pomeriggi domenicali quando si faceva una pausa dallo studio.

La tenuta vista da vicino è ancora più grande di come appariva dalla statale. Il lungo caseggiato, le due case padronali, le stalle, le rimesse sono tutti in mattoni e sembrano voler raccontare una lunga storia.

mandria1La storia della famiglia e della tenuta che ci racconta, con passione, Marco Aondio, il proprietario della Tenuta la Mandria di Candelo, poco lontano da Biella e dal Ricetto.

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Ecco il signor Marco venirci incontro nel cortile, un vero cavaliere, pantaloni da equitazione, stivali in cuoio, basco in testa, affascinante nello stile e nel portamento.
Non titubiamo, dobbiamo entrare per il pranzo: la signora Aondio e le sue valide aiutanti hanno preparato un pasto squisito…non possiamo farle attendere.

Il signor Marco fa gli onori di casa, ci aiuta a sistemarci al tavolo e mentre le portate appena cucinate, fresche e genuine, si alternano nei nostri piatti, lui si accomoda a capotavola e inizia a raccontarci la storia della Tenuta La Mandria.

Ci racconta del padre, originario del Lago di Como, stabilitosi a Candelo negli anni 50 dello scorso secolo che dopo aver iniziato come dipendente dei precedenti proprietari acquista la Tenuta ed accoglie gli sfollati del Polesine come lavoratori.
E orgogliosamente ci racconta anche di come, all’inizio degli anni 60, il padre si reca in Francia per comprendere la filosofia degli agriturismi e trasforma La Mandria nel primo Agriturismo d’Italia associandosi poi con la Federazione Allevatori di Cavalli.

Un pranzo all’insegna della genuinità, della storia e della eccellenza nell’ospitalità e nello sport. La scuola di equitazione, infatti, è riconosciuta dalla Federazione da circa 60 anni e offre ai ragazzi corsi annuali e stagionali.

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Ma non finisce qui: dopo il pranzo c’è la visita alle stalle, il momento per me più emozionante. La prima emozione arriva dal volo di una rondine. Quanto tempo è passato dall’ultima volta che vidi una rondine! Nel tepore della stalla sono parecchi i nidi, incastonati tra il soffitto e le travi, e le rondini che fanno spola con pagliuzze nel becco per rinforzarli.
L’emozione più grande però viene dai cavalli. Questi musi grandi e curiosi che si avvicinano per capire chi sono quelle persone che disturbano la loro tranquillità pomeridiana, che scattano foto a raffica per immortalare momenti così rari e particolari.
Mi riempio le narici del profumo di cavallo e gli occhi della vista di questi splendidi esemplari, che vengono curati e rispettati dai giovani cavallerizzi in un modo che [purtroppo] non si vede più così sovente.

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Ancora una volta, Candelo, mi sorprende e mi stupisce piacevolmente.
Questa Italia celata, timida e discreta vale davvero la pena di essere conosciuta!

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-1 a #Biellastoria

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5 thoughts on “La Tenuta la Mandria di Candelo: cavalli ed emozioni”

  1. Emozione allo stato puro…

  2. natascia baron

    l’Italia ha un patrimonio culturale immenso ed inestimabile che una vita forse non basta per scoprire tutto… bellissimo il tuo racconto Paola!

    1. polly674

      grazie anche a te Natascia

  3. […] La Tenuta la Mandria di Candelo: cavalli ed emozioni […]

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