A spasso per la marca trevigiana

La marca trevigiana è uno scrigno di tesori e di paesaggi vari, caratterizzato da dolci colline e affascinanti borghi, tanto cari ad artisti e scrittori dell’ottocento e del novecento che lì trovarono la loro fonte di ispirazione e il loro rifugio, a poca distanza da Venezia. Un territorio, quello trevigiano, che abbiamo avuto modo di apprezzare grazie a #terredelgrappa, l’educational tour organizzato da Discovering Veneto, in  cui la bellezza del paesaggio naturalistico e artistico si coniuga alla perfezione con le bontà enologiche e gastronomiche. Non è difficile intuire perchè molti scrittori sono rimasti affascinati dalla bellezza e dalla quiete di questi luoghi. Nei dintorni di Asolo, uno dei borghi più belli e conosciuti, c’è San Zenone degli Ezzelini, piccolo comune il cui nome è legato indissolubilmente alla dinastia degli Ezzelini, protagonisti di tante vicende locali tra l’XI sec. e il XIII sec. Di quello che era il castello, roccaforte del potere degli Ezzelini, è rimasto ben poco, a parte la torre. Salendo i gradini della torre degli Ezzelini si accede al Belvedere. Davanti a voi dolci colline e vigneti, un meraviglioso panorama sui colli asolani.

Siamo sul colle Castellaro e ad attenderci ci sono delle guide d’eccezione provenienti dall’Academia Sodalitas Ecelinorum. che organizza spesso rievocazioni storiche e tornei medievali rigorosamente in costume d’epoca. Una ripida salita porta su fino all’ottocentesca Chiesa della Madonna del Monte, meglio conosciuta come Chiesetta rossa. I resti del castello risalente al XIII sec. si trovano sotto il sagrato. Con l’arrivo degli Ezzelini il castello venne fortificato per diventare inespugnabile e divenne tristemente noto per la tragica fine dell’ultimo componente della famiglia. Alberigo da Romano si rifugiò con la famiglia dentro il mastio. Sperando di aver salva la vita uscì allo scoperto ma fu legato alla coda di un cavallo e fatto scendere lungo il colle. La testa di Alberigo venne poi esposta in piazza a Treviso.

Un altro sito di interesse da visitare a San Zenone è Villa Marini Rubelli, realizzata da Marini, segretario della Repubblica di Venezia e poi passata di proprietà alla famiglia Rubelli nel ‘900. Nell’atrio esterno sono esposte sculture di Piergiorgio Rebesco e all’interno sono allestiti interessanti spazi espositivi. In questo periodo c’è la mostra di Paolo Veronese “L’incanto delle vesti”, una suggestiva trasposizione e riproduzione degli abiti d’epoca tratti dagli affreschi del pittore.

 A livello naturale e sportivo il territorio ha tanto da offrire. Treviso è la provincia più ciclistica e di questo ci si accorge presto vedendo il numero considerevole di biciclette e ciclisti che si riversano per le vie. Non tutti sanno che questa zona è il fiore all’occhiello del volo libero in Europa per parapendio e deltaplano. Dopo la visita a carattere culturale ci si può immergere nella natura dirigendosi verso l’Oasi San Daniele. L’oasi San Daniele è un ambiente naturale protetto che offre anche un percorso sensoriale a piedi scalzi.

Proseguendo lungo il percorso si arriva a un ambiente palustre popolato da germani reali e gallinelle selvatiche. Si può salire sulla passerella in legno e proseguire la camminata tra le canne e la fauna particolare.

Se cominciate a sentire i primi morsi della fame ma non siete ancora sazi di bellezza vi consiglio di recarvi presso il ristorante dell’Agriturismo Al Capitello. Una delle cose che sicuramente apprezzerete è la meravigliosa terrazza con vista sui colli asolani.

L’agriturismo propone una cucina saporita con prodotti stagionali a km zero tutti abbinati a vini Ghisolana della cantina di famiglia. E’ possibile assaggiare il sidro di mele, come anche il prosecco DOC o il prosecco superiore DOCG.

Infine è imperdibile una visita a Villa Barbaro di Maser, una stupenda villa palladiana in stile rinascimentale, patrimonio dell’UNESCO dal 1996. In tutto sono 4300 le ville venete, un numero davvero considerevole. Alla fine del ‘400 il territorio veneto, costituito da boschi e castelli, venne bonificato e si trasformò grazie alla costruzione di ville. Se le prime ville sono contenute nelle proporzioni, con il passare del tempo diventano sempre più grandi. Villa Barbaro, realizzata da Palladio, si affaccia su un romantico giardino all’italiana del ‘600 e ospita 5 stanze tutte affrescate da Veronese al piano nobile  e delle stanze di servizio al piano terra. Rappresenta la versione “meno nobile” del palazzo veneziano dal momento che i materiali usati sono meno preziosi. Il pavimento, ad esempio, è un seminato veneziano e le colonne non sono in marmo ma solamente affrescate. Palladio coniuga sapientemente bellezza e funzionalità nel realizzare Villa Barbaro. Il suo intento è di costruire una villa che sia un tutt’uno con l’esterno e la natura. Le varie sale affrescate da Paolo Veronese, la stanza del tribunale d’amore, la stanza di bacco, la sala a crociera, sono dei veri e propri capolavori. Molto particolari la stanza del cane e la stanza della lucerna in cui appesa al soffitto c’è una vera e propria lucerna tenuta da un putto dipinto.

Vi assicuro che non vorrete più uscire dalla villa che con le sue sale affrescate rappresenta un mirabile esempio di genialità artistica.

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