Viaggiare in auto con i bambini: più sicurezza con i-Size

Viaggiare in auto con i bambini è molto più complesso rispetto a quando eravamo bambini noi. Ricordo viaggi verso la montagna sulla Fulvia Coupè dei miei: io dietro, affacciata in mezzo ai sedili. Con l’aria fredda accesa in inverno, per non far annebbiare il vetro, perchè io con quella calda iniziavo a sentirmi male. Ma era inevitabile: prima o dopo il mal di stomaco arrivava. Dopo la sosta tecnica, si ripartiva per l’ultimo tratto, io in collo alla mamma sul sedile passeggero.

Vedessimo transitare adesso un’auto con un equipaggio del genere, probabilmente chiameremo la polizia, o, forse, il telefono azzurro.

Nel giro di una trentina d’anni la questione della sicurezza dei bambini in auto è davvero cambiata, in meglio.

Adesso i bambini devono sedere sugli appositi seggiolini, specifici per la loro fascia di peso, di età o di altezza, fissati ai sedili mediante le cinture di sicurezza o il sistema isofix, ed essere “imbracati”.

A volte si vedono delle mamme (o nonne, peggio!), che tengono il pargolo da 0 a 3-4 anni in braccio sul sedile posteriore. Sono sincera, mi sembrano davvero sottosviluppate. La società ha fatto dei progressi per la salute e la sicurezza dei nostri bambini e noi la rifiutiamo?

Eh, no, mi dispiace, sarò un’integralista: io il Topomarco l’ho sempre portato in giro, anche da sola, ma lui ha sempre avuto il suo bel posto sicurissimo. Quando viaggiava in carrozzina, lo trasportavo sempre con la carrozzina in macchina, mentre la maggior parte delle mamme, poverine, non ce la fa, e mette i figlioli neonati sull’ovetto. Non era banale, date le pochissime ore di sonno che mi concedeva tra una poppata e l’altra. Ma io legavo il figliolo, fissavo la carrozzina agli attacchi che il DottIng aveva installato in macchina, sbuffavo e sudavo, chiudevo il supporto del trio e lo infilavo in maniera poco elegante in bauliera. Quando ero pronta di tutto ciò e dovevo mettermi alla guida, avevo un livello di stanchezza da ritornarmene a casa, ma la girata del giovedì mattina a Viareggio era il nostro piccolo rito.

A Luglio 2013 è entrata in vigore una normativa europea, detta i-Size, che offre maggiore protezione ai piccoli in viaggio, rendendo obbligatoria la posizione contraria al senso di marcia fino a 15 mesi, invece che fino a 9 o 12 mesi come suggerito dalla precedente normativa.

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Ecco… dato che diversi studi hanno mostrato che la sicurezza dei bambini in viaggio è maggiore se viaggiano contro il senso di marcia anche oltre i 15 mesi, Bébé Confort ha da poco lanciato sul mercato il seggiolino 2WayPearl, il primo seggiolino omologato secondo la nuova normativa i-Size. Si può utilizzare in senso contrario di marcia da 6 mesi circa fino a 4 anni circa, ha il poggiatesta regolabile in altezza e un innovativo sistema di cinture che restano aperte da sole mentre si accomoda il bambino. Come fa a non piacere ad un’integralista come me?

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Questo post è offerto da 2wayPearl, il seggiolino auto Bébé Confort omologato secondo la normativa i-Size per garantire un più elevato livello di sicurezza.

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