Intervista ad una blogger e viaggiatrice appassionata: Giovy Malfiori

Ne sono sempre più convinta. Nella nostra vita precedente io e la Giovy (Giovy Malfiori, n.d.r) avevamo fatto il liceo insieme. Impossibile che non sia così, perchè mi sembra davvero di conoscerla da sempre. Forse perchè siamo accomunate dalla passione per i viaggi. Forse perchè la sua passione trapela dal suo blog, Emotion recollected in Tranquillity. Una passione che esce fuori. Sempre. Ho deciso di intervistarla per conoscerla meglio io. Se non la conoscete o leggete già, scoprirete un bel personaggio. Se invece la conoscete bene, potrete viaggiare un pò attraverso i suoi occhi. E la sua passione!

Si inizia così, con una mail di qualche giorno fa ed io che le dico: Giovy, ho “bisogno” di intervistarti perchè ti conosco -virtualmente- da poco, ma mi sembra di aver fatto le scuole insieme. Siccome non le abbiamo fatto, voglio conoscerti meglio. E farti conoscere anche ai lettori di trippando, che, se mi leggono, vuol dire che hanno gli stessi miei gusti. E anche loro ti ameranno, ne sono certa!

Partiamo con le domande: so che vivi a Carpi, ma hai vissuto per un pò in Svizzera: chi sei, da dove vieni, cosa fai… e dove vai?
Io sono di Valdagno, alta provincia di Vicenza. Ho vissuto lì fino al 2002 e poi ho colto un’occasione lavorativa che mi ha portata in Svizzera. Ci sono rimasta fino al 2008, quando ho conosciuto Gian e abbiamo deciso di convivere.
Per me era più semplice trovare un lavoro in Emilia, dove vivo ora, ed eccomi qua. Mi piace definirmi “sbrindola” perché fin da piccola i miei mi hanno portata in giro e non mi hanno mai vietato di viaggiare. A 14 anni m’hanno messa su un pullman e spedita in Germania da sola e non li ringrazierò mai abbastanza per questo. Cosa faccio ora? Lavoro, come molti di noi blogger. Mi piacerebbe pagarmi bollette e affitto con la scrittura ma è ancora molto difficile. Dove vado? ovunque sia possibile 🙂
Sei anni in Svizzera. Leggendo il tuo blog si capisce che è un paese che ti è entrato nel cuore. Per me, è il primo paese estero che ho visitato da bambina. Che cos’è che ti ha affascinato, da straniera? E com’è per viverci?
Vivere in Svizzera è uno shock, spesso, per gli italiani. Per me è stato un “dissesto” che ho subito volentieri. Mi sono abituata subito all’ordine, soprattutto legislativo e delle istituzioni. In ugual modo, ho amato la flessibilità che è alla base di ogni rapporto lavorativo. La Svizzera pretende ma dà anche molto e questo ha fatto sì che il mio cuore si aprisse così tanto a quei luoghi. E’ bastato poi cominciare a coglierne la bellezza ed il gioco era fatto. Ora devo tornarci ogni tot di tempo e quando vedo la frontiera spesso mi commuovo come se fossi una bimba.
Dai spazio alla viaggiatrice che è in te: perchè consigli di visitare la Svizzera? Purtroppo il cambio euro-franco è molto sfavorevole e con i nostri stipendi medi è sconveniente. C’è qualcosa che si trova solo lì e che è da non perdere assolutamente?
Il cambio ora non è proprio il massimo. E’ vero. Ma ci sono luoghi per i quali val la pena fare qualche pazzia Elvetica. Parlo di Andeer, le terme non troppo distanti dal Ticino dove fuggivo ogni volta che ne sentivo il bisogno. Il biglietto di ingresso è attorno ai 20€ e non è per niente caro per l’ambiente in cui ci si troverà. La Svizzera merita tutta ma una città di cui innamorarsi è sicuramente Lucerna, bella in qualsiasi stagione e piena di cose inaspettate. Ho scoperto una collezione d’arte visitabile, così… per caso. A Lucerna poi si possono gustare buonissime fondue e già questo vale il viaggioCome dicevo prima sul cambio, spesso ci facciamo condizionare dal fatto che ci dicono “ah… è caro”. Io ho imparato dalla Svizzera e dall’Inghilterra che spesso non è così.
L’Inghilterra: altra tua grande passione: ci racconti come vi siete “incontrate”?
Per essere precisi, chiamiamole British Isles … ovvero le isole britanniche perché la mia passione non è solo la Gran Bretagna, l’isola più grande, ma davvero tutte quelle isole attorno a lei. Dalle più grandi (Irlanda, Isola di Man) alle più minusole, dove spero di poter approdare presto. Io e la Britannia (dai, chiamiamola così) ci siamo incontrate a più riprese da quando avevo 14 ad oggi. Ho cominciato ad amarla in modo viscerale nel 2007,quando per puro caro ho scoperto Liverpool, della quale sono perdutamente innamorata da quel momento. E’ stato lì che ho superato quella che io chiamo “la linea Londra” ovvero quando dici “vado in Inghilterra” e poi visiti solo la Big City, che già merita. Ho scoperto il Nord che è spesso stato etichettato come luogo industriale, grigio e poco interessante. E’ tutto tranne che poco interessante e ci sono posti spettacolari sia urbani che di campagna. Liverpool mi ha introdotta alla conoscenza di posti diversi come Manchester, Leeds, York. Poi è stata la volta del Galles e l’amore è stato totale. Non è solo il paesaggio a piacermi, è la gente, le loro abitudini, i loro diversi modi di parlare inglese.
Parlaci del Galles: per me, che non ci sono mai stata, è un luogo di fascino. Ce lo fai visitare attraverso i tuoi occhi?
Ah… sospirone. Il Galles è un qualcosa che ti entra dentro. Un signore inglese che si è trasferito lì e che abbiamo incontrato in un pub disse a me e Gian che il Galles è così bello perché non è ancora stato invaso dai turisti. E secondo me è verissimo. C’è molta gente che transita per quelle terre bellissime ma non troppa e questo è già un punto a favore. In Galles ti devi guadagnare molti luoghi a suon di miglia a piedi ed è il regalo più grande che quella terra può farti. I gallesi tra di loro si distinguono molto tra chi abita al nord e chi abita al sud. Al Sud ci sono le città più grandi e c’è molto più legame con l’Inghilterra. Il Galles è tutto bilingue ma a sud si sente parlare soprattutto inglese. Il Nord è un altro mondo, ed io lo adoro. Le persone parlano solo gallese tra di loro e l’inglese viene usato per i viaggiatori. I posti sono piccoli, ma incantevoli. Si passa dalla campagna ai villaggi sul mare senza accorgersene. A nord troneggiano molti castelli e i monti della Snowdonia, che sembra un regno fantasy con sto nome. A Caernarfon, altra città del mio cuore, impera il Castello che è importassimo per il Regno Unito perché lì viene incoronato The Prince of Wales, che di solito è il primogetino del sovrano in carica. Il Galles è come un vecchio signore burbero che però ti vede e ti sorride. Caernarfon lo testimonia benissimo. E’ granitica ma lucente. Piccola ma apertissima all’orizzonte. Lì c’è uno dei più vecchi pub di tutta la Britannia, il Black Boy Inn, dove si può bere la magnifica Purple Moose, una delle migliori birre al mondo per me.
Piccolo consiglio da amante di quelle terre: non noleggiate la macchina. Ci sono tantissimi abbonamenti per i mezzi pubblici e sono molto convenienti.
Mi hai fatto venir voglia di partire per il Galles. Quale altro luogo, sulla terra, ti è entrato nel cuore?
Quando qualcuno che mi legge mi dice una cosa come questa io sono felice. Un altro luogo principe del mio cuore è Cuba. Ho fatto una tesi in Storia dell’America Latina e ho studiato principalmente alcune dinamiche storiche dell’Isla Grande. Sono riuscita ad approdare a Cuba per ben tre volte e ho scandagliato quell’isola nel profondo. Soprattutto come viaggiatrice. E’ un posto speciale e, dicendo ciò, tralascio ogni colore politico possibile. E’ speciale per la sua gente, i suoi sorrisi e i colori. Ricordo quando sono tornata la prima volta, nel lontano 1999. Ero a Malpensa e aspettavo l’autobus per milano centrale. Guardavo il cielo e mi dicevo “questa è una tv in bianco e nero. Il Colore è Cuba”. Diciamo che le mie passioni si concetrano soprattutto nelle terre Nordiche, con questa piccola punta di Caribe.
Cuba ti ha colpito per la gente, i sorrisi, i colori. Di cos’altro vai alla scoperta quando viaggi?
Di solito mi concentro molto sulla storia, perché è un mio interesse personale. Storia per me è quella dei libri e quella della gente comune. La storia poi si porta spesso dietro l’arte, l’architettura, la costruzione delle città. Poi adoro testare i gusti del paese nel quale viaggio. La cucina e le bevande (soprattutto le birre) sono parte integrante dei miei viaggi perché spesso sono i gusti a farmi diventare nostalgica verso un qualche luogo. Attraverso questi “punti fissi” scopro il territorio, parlo con la gente e mi lascio conquistare dal paesaggio.
Sarai sulle tracce della storia anche nel tuo prossimo viaggio, a Rovereto. Un blog tour fai-da-te. Come, quando e perchè?
Beh… Rovereto. Posso dirti che sono nata ai piedi dell’altro versante del Pasubio, quello Veneto e Rovereto è sempre stato una presenza costante perché vedevo i cartelli stradali che ne indicavano la distanza. Ci passavo tantissime volte ma non mi fermavo mai. Ho una passione davvero grande per la Storia, soprattutto quella contemporanea e essere nata vicino a dove si sono svolti fatti fondamentali della Grande Guerra mi ha spinto spesso a mettermi gli scarponi e andare per trincee a cercar di capire l’atrocità della guerra. Rovereto è intrisa di questa storia ma è proiettata anche nel futuro, grazie al Mart e all’arte in esso contenuta. E’ una piccola città di cui non si parla quasi ma e che, a mio avviso, merita di sicuro. Per questo voglio scoprirla. Il blog tour fai-da-te è nato per caso, contattando l’APT di Rovereto e chiedendo loro se, considerato il mio blog e quelli del mio compagno, potevamo avere il permesso di fotografare il Mart all’interno. Da lì è partita una collaborazione più profonda che ci porterà a vivere due giorni e mezzo (giusto il tempo di un week end) a contatto con Rovereto e il territorio circostante. VisitRovereto ha compreso che dietro al mio desiderio di scoprire quelle zone c’era un interesse sincero, da vera viaggiatrice che ama capire. #RovStory avrà luogo dal 9 al 11 Novembre. Ovviamente twitterò e, una volta tornati, sia io che Gian racconteremo un bel po’ di cose.
Quando organizzi un viaggio, da quello “dietro casa” a Rovereto fino a quelli ben più lontani, come ti documenti? Leggi guide? Blog? Recensioni?
Di solito internet è la mia prima risorsa. Sono una fiera sostenitrice dei siti delle APT locali. Alcuni di quei siti (quelli inglesi e gallesi ad esempio) sono davvero una fucina informazioni. Il web mi aiuta ad avere una prima idea su un ipotetico itinerario ma soprattutto sui costi: mi rendo conto subito se una destinazione è affrontabile per il mio budget e il mio modo di viaggiare o no. Dopo di questo, acquisto la guida e approfondisco. Leggo le recensioni ma più per curiosità. Spesso mi fido del mio istinto.
Un’ultima domanda “fai-da-te”: cosa vorresti far sapere del tuo rapporto con i viaggi che ancora non ti ho chiesto?
Mi piacerebbe raccontarti di quella stretta al cuore che sento ogni volta che rivedo per caso, in un film o altro, un luogo che ho amato. E’ la stessa stretta al cuore che provo leggendo post di altri blogger che hanno visitato posti che ho visto anch’io. Ci sono luoghi che ti entrano nel cuore e che, a vederli soltanto, si sussulta. Io adoro quella sensazione al cuore, anche se poi sto male per la nostalgia. Non ne posso fare a meno e per questo continuerò a viaggiare. Per la curiosità che mi muove e per la voglia di conoscere il mondo. Per la voglia di innamorarmene e sentire poi la forte nostalgia … sentimento che mi spinge a partire di nuovo. “Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare!”
Dice di sè: Classe 1978, sbrindola, poliglotta e viaggiatrice per indole. Nasco e cresco in Veneto, divento grande in Svizzera per poi coltivare le gioie del cuore in Emilia. Mi sento un po’ la  Mary Poppins dei viaggi: sempre ottimista e con mille proposte e soluzioni in tasca per percorrere tutti i kilometri possibili. Prima o poi aprirò una gastronomia italiana nel Galles del Nord. Vorrei un incantesimo per essere semplicemente un po’ più alta e vorrei portare sempre i miei occhiali.

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17 thoughts on “Intervista ad una blogger e viaggiatrice appassionata: Giovy Malfiori”

  1. Uh… come fa una certa bella impressione leggersi 🙂
    Un grazie speciale all’intervistatrice

    1. garzie ingfinite a te, Giovy, per averci raccontato la tua grande passione

  2. Bellissimo il miniracconto sul Galles e quella intuizione sul colore quando parli di Cuba.

    1. Lo sapevo che la Giovy ti sarebbe piaciuta, Amina! ormai i miei lettori affezionati li conosco bene!!

  3. Bella intervista!
    Silvia hai sempre molto occhio! 😉
    Giovy è stato un piacere leggerti e “scoprirti”, hai scritto del Galles quello che io ho provato in Irlanda…e Cuba è il mio grande sogno.
    Insomma mi hai conquistata…ti seguirò sicuramente 😉

    1. grazie Sara! obiettivo raggiunto!!

  4. Grazie a tutti davvero.
    E mando un grande abbraccio a Silvia, forever and ever

  5. Non so voi ma a me è venuta una gran voglia di Galles!! Grazie ad entrambe

    1. grazie a te, Giorgia, per il passaggio e per il commento…

  6. Giovy che bella la tua intervista! e complimenti alla signora trippando perchè è bello, veramente bello, leggere e conoscere un po’ meglio dei veri viaggiatori, come giovy!

    1. …si preparino i prossimi!! Elisa e Luca, adesso tocca a voi!!

      1. 🙂 che bello ne saremmo veramente onorati, grazie silvia, prepariamo la penna…emh la tastiera

  7. Giovy ha una dote rara da leggere sul web: crea delle immagini colle parole, fa sentire profumi e sapori, praticamente ti immerge nel luogo che sta descrivendo.
    E sul Galles ha pienamente ragione.
    Sicuramente tu lo conosci, ma consiglio a chi non l’avesse visto un film minore (o meglio meno conosciuto) con Hugh Grant che è “L’inglese che salì la collina e scese da una montagna”, ambientato all’inizio del secolo scorso in un Galles strepitoso con la sua gente, le club house e la natura in ogni dove.
    Io ho avuto delle amiche di quel lembo di Britannia, e ricorderò per sempre i loro occhi, luminosissimi e pieni di felicità.
    Grazie di esistere, continua così…
    Pace e bene…

    1. io quel film non l’ho mai visto… devo recuperare!!

      1. Oh… ho visto quel film. E’ ambientato a Sud del Galles e mi è piaciuto. molto.
        Caro Edermatt, grazie per quello che hai scritto su di me.
        Fa tanto bene (e poi oggi che ho il mal di gola ancora di più) e aiuta a scrivere sempre meglio.

  8. Letta l’intervista, interessante…ora seguirò entrambi i blog

  9. Truly no matter if someone doesn’t know after that its up to other viewers that they will assist, so here it occurs.

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