L’Aquila, 6 Aprile 2009, h 3.32

Io non dimentico.

L'Aquila, 07/04/2009Ero in cucina, al computer, ad elaborare foto per una mostra del mio mentore e professore Sisto Giriodi.

L'Aquila, 07/04/20094 secondi: così poco ma così nuova, come sensazione.

L'Aquila, 07/04/2009Sordo, gelido boato, accompagnato dal dondolio del lampadario a neon circolare della cucina. Capisco da subito che non è locale, non è la replica del sisma del 1997.

L'Aquila, 07/04/2009Ma “sento” che qualcosa di terribile è successo. Avverto il vuoto.

L'Aquila, 07/04/2009Barcollo…

L'Aquila, 07/04/2009Comincio a cercare sul web, e la mia connessione tramite segnale flebile WiMax mi comincia a dare conferma dei timori… No, perchè proprio lì, non è possibile…

L'Aquila, 07/04/2009Rimango impietrito, a forza vado a dormire: sono le 6.15 del mattino, ma il pensiero va alla città che Rimane Immutata

L'Aquila, 07/04/2009Ma dormo male e poco, accendo la televisione e piango: ferito, in silenzio, pietrificato.

L'Aquila, 07/04/2009Più passa il tempo più sale la rabbia per lo spettacolo che ci tocca subire: avvoltoi ai quali par bello godere delle disgrazie altrui, parlano senza senso di luoghi assenti e ridotti in cenere, mentre aleggia il dolore di chi resta ferito eternamente…

L'Aquila, 07/04/2009Ormai ho deciso, anche se è da incauti avvicinarsi all’epicentro, devo andare, ho bisogno di vedere, di far vedere ciò che non ci dicono.

L'Aquila, 07/04/2009Deciso: mi informo, chiedo dritte ad amici, evito le autostrade chiuse, arrivo da Rieti, e fino alla porta della città nulla sembra essere accaduto. Ma prima la tendopoli, poi i primi edifici di periferia annunciano l’inizio della fine…

L'Aquila, 07/04/2009Decido di entrare a piedi, in segno di rispetto, in silenzio. Scelgo l’orario del pranzo per evadere i sicuri blocchi, uso il mestiere, l’arguzia, lo sgomento per entrare nella zona off-limits…L'Aquila, 07/04/2009Ovunque è distruzione. Terrificante vedere come sia solo ciò che è nuovo, moderno, o tecnicamente ammodernizzato. La demenza del presentuoso uomo contemporaneo ed il suo modus edificandi sono deleterio, povero, inutile…

L'Aquila, 07/04/2009Straziante il racconto dell’anziano che ovviamente fotografo con la memoria: mi racconta di come la sua casa abbia resistito al terremoto del 1703, e che la gemella accanto custodiva il fratello ormai infermo. Stringeva in mano il documento comunale che lo obbligava a mettere a norma il vecchio tetto ligneo con un più moderno solaio in cemento armato. Fato volle che la notte precedente sua moglie si sia addormentata vicino al cognato dopo averlo accudito per i dolori della vecchiaia. Il moderno e meraviglioso tetto in cemento armato cede, sfonda il solaio della casetta a due piani e disintegra i due poveretti, mentre lui, miracolato perchè ancora sotto il vecchio tetto ligneo, presentava solo un escoriazione alla tempia sinistra, e sventolava disperato il documento di resoconto spese: “Chi mi restituirà i miei 20.000€ spesi per far uccidere mia moglie e mio fratello. Chi?”L'Aquila, 07/04/2009Piango con lui, e gli chiedo scusa. Perchè in questi anni non sono stato in grado di fermare lo scempio della nostra cultura architettonica, ammazzata da ignoranti incompetenze di finti possessori dell’umano scibile schiavi del danaro e dell’edificar per soldi…

L'Aquila, 07/04/2009Decido di dedicare il resoconto del disastro a Lei, all’Architettura ferita dalla stolta presunzione dell’uomo del XXI secolo…

L'Aquila, 07/04/2009Entro nel centro storico, e resto basito, impotente…

L'Aquila, 07/04/2009Non riesco più a parlare, non ho pranzato, ho la nausea…

L'Aquila, 07/04/2009…ed alle 15.54 c’è un’altra scossa, forte, lunga. Io sono in strada, cadono cornicioni, la terra si apre…L'Aquila, 07/04/2009Continuo a promettere di allontanarmi, ma continuo a girare intorno, mi nascondo e poi rispunto fuori. Attonito, vago come disperato, in silenzio…L'Aquila, 07/04/2009Tutto è fermo, immobile, vagando vedo resti di edifici che custodiscono vite spezzate, chiamo i soccorsi in un convitto di suore crollato, mi rispondono che sanno che lì sotto ormai sono rimasti in 4, giovani, e la mano che ho scorto è di uno di loro…

L'Aquila, 07/04/2009Basta, decido che non ne posso più, che quel che potevo l’ho fatto. Ma vado avanti, per rabbia, continuo a vagare senza meta…

L'Aquila, 07/04/2009Ore 17.13: trema ancora, tutto, ma il rumore è ancor più tenebroso.

Ecco, ho trovato come aprirò il reportage che mi han richiesto dalla città terremotata: un semplice tratto tremulo su un muro di un ignaro abitante della città fantasma che dichiara, forse involontariamente, il sentimento che provo per L’Aquila:L'Aquila, 07/04/2009A presto…

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22 thoughts on “L’Aquila, 6 Aprile 2009, h 3.32”

  1. Con le lacrime ti dico grazie per questa testimonianza.

    1. …ed io, tramite te, dico Grazie alla vita.
      Pace e bene…

  2. Le stesse parole di un mio amico, ingegnere aquilano. Ed i suoi racconti amari continuano.
    Grazie per questo ricordo.

    1. Ho amici umbri che stanno provando a lavorare alla ricostruzione, e mi confermano le impressioni di uno storico dell’architettura che però è nato e cresciuto su di un cantiere edile.
      E le cose non cambiano, purtroppo…
      Grazie a voi di ricordare…

  3. scusa, ma non riesco a commentare altro che: ho i brividi di rabbia…

    1. Invertila: sarà meravigliosa voglia di cambiare.
      Ce n’è sempre bisogno…

  4. Semplicemente grazie per non farci dimenticare….Ile

    1. Grazie a chi non dimentica…

  5. grazie Ernesto per questa memoria… grazie!

    1. …a te capo per avermi dato l’opportunità di ricordare una vergogna che difficilmente riuscirò a smaltire…

  6. Ernesto…..aggiungere parole,non avrebbe senso….non aggiungo cemento…….vorrei alleggerire il fardello ma sarebbe come toglierti…la consapevolezza la sensibilità….e la tua empatia…..grazie…

  7. Grazie per il tuo racconto Ernesto

    1. …a te Gabriella di aver avuto il coraggio di leggerlo, e di guardare.
      A me fa ancora male…

  8. So di che si tratta… Io c’ero e la mia casa, da allora, è ancora un cumulo di rovine…

  9. Immagini forti che hanno lasciato in me un segno profondo in una domenica di settembre lo scorso anno…io….non dimentico…un abbraccio da Roma! <3

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