[Pillole di TravelBlogging] 9. L’importanza del Networking

Questo articolo per le Pillole di TravelBlogging non era previsto. Non era in scaletta. Non ci avevo pensato, né mi era stato suggerito.

Forse perché fare network è difficile. Forse perché lo è particolarmente per me, che zitta non ci sto mai. E quando vuoi dire la tua sempre -o ti esce di bocca anche non volendo- è inevitabile che tu ti crei inimicizie. Ed il concetto di network ne risente.

IL NETWORKING

Non mi sento di certo una primadonna. Non lo sono. Sono stata una brava prof di chimica, a detta dei miei allievi, che ho visto piangere quando ho lasciato la scuola. Poi è arrivato il miraggio di un posto fisso ed ho abbandonato la passione per la sicurezza (è vile, lo so!), perché era il tassello mancante che mi ha permesso di metter su famiglia. Ho rinunciato all’io per il noi due. Adesso siamo già tre e mezzo e posso solo dir grazie a venticinque giorni di studio matto e disperatissimo che mi hanno regalato la gioia di una bella famiglia.

Ho divagato. È nòva. Ma volevo solo dirvi che se dovessi essere una primadonna in qualcosa, di certo non lo sarei nel blogging. Tanto meno nel travel blogging. Scrivo come parlo. E parlo come mangio. Ho solo dalla mia l’aver avuto una prof. di lettere al triennio che era la più temuta del liceo (scientifico) e la mamma maestra che, prima di diventare nonna, era sempre pronta alla precisazione e al “cercare sul vocabolario” per dirimere ogni questione linguistica in famiglia. Ora lei mette -ino e -ina alla fine di ogni parola e non è più attendibile. Nonnitudine.

Per quanto riguarda il travel, ho l’umiltà di dare consigli solo su esperienze studiate e vissute. Come ho scritto varie volte (l’ultima nel manuale), i miei viaggi iniziano quando il consorte decide la meta. Studio molto prima di partire ed ho un’ottima memoria (di ciò che mi interessa), percui mi ricordo dettagli dei miei viaggi anche a distanza di moltissimo tempo. Spesso sento dire che non si è veri viaggiatori se non si hanno timbri su timbri sul passaporto. Soprassiedo. Per me un vero viaggiatore è semplicemente una persona curiosa di conoscere e scoprire novità anche dietro l’angolo. Ma son punti di vista, ovvio.

Dicevo… nonostante non mi senta e non lo sia affatto, sono stata tacciata numerose volte di essere una primadonna e questo mi ha allontanato un po’ dall’idea di networking, soprattutto a livello di travel blogging.

Tuttavia, ritengo che il networking sia fondamentale, sia offline che online.

Il networking offline si fa principalmente partecipando ad eventi, a giornate di formazione, ad incontri ed uscite con persone interessanti. Magari c’è da stare attenti, da seguire un corso cui abbiamo saporitamente pagato per parteciparvi (per diventare dei bravi professionisti, occorre investire costantemente in formazione), da lavorare (su twitter, facebook ed instagram, per il famoso storytelling live degli eventi), se siamo noi ad essere pagati per la partecipazione ad un evento, ma quando si è insieme a persone interessanti, fare network è inevitabile.

Purtroppo per me, gli eventi interessanti si tengono quasi tutti a Milano o a Roma e, per come è organizzata la mia famiglia, mi rimane difficile partecipare. Cerco invece di non lasciarmi scappare gli eventi toscani. Sabato scorso è passata da Viareggio l’ondata Spora, la Stiletto Academy.

silvia con spora

E se mi è venuta l’idea di trattare il tema del networking, che spero vi sia utile, per le pillole, dovete ringraziare, oltre all’organizzatrice e musa del Tacco 12, anche Iris, Morgatta e Violeta, le mie “compagne di paletta” (eravamo le giurate che hanno dato i voti per la miglior camminata sui tacchi). Due chiacchiere ed un gelato con persone che, come te, vivono di blogging ma hanno una nicchia che pare completamente diversa, ma invece non lo è più di tanto, può essere davvero illuminante. E infatti m’è arrivata una nuova illuminazione, che vedrete presto su questi schermi!

compagne di palette

Il networking online, invece, è fatto di commenti e condivisioni. Gli articoli ed i blog vengono scritti per essere letti. Altrimenti sarebbero diari segreti. Ve li ricordate, col lucchettino ciofeca e le chiavette che dopo mezza volta si rompevano, per la gioia delle mamme che potevano leggere in santa pace senza dover sbirciare?

Quando si scrive su di un blog, sia classico monoautore che multiautore, come Trippando, dove voci diverse declinano gli stessi temi, unite dal filo della passione, si vorrebbe essere ripagati non solo con le letture (che, basta lavorar bene, arrivano!), ma anche con le condivisioni e coi commenti. Se chi non ha un blog è, di solito, meno smanettone e a volte non sa nemmeno come si condivide un post (ho amici, non scemi e non vecchi, che non sanno nemmeno “aprire” un post di cui vedono l’anteprima su facebook), chi ha un blog sa come si condivide un articolo e come si scrive un commento. Se non lo fa è perché non lo vuol fare. Io condivido sempre gli articoli che mi piacciono e che penso possano piacere o essere utili a chi mi segue. Per esempio, qualche giorno fa è uscito un post della Patrizia e Gabrio su tutto quello che c’è da sapere per visitare Expo. L’ho letto d’un fiato e condiviso ovunque, perché è davvero fatto col cuore e col cervello, su di un argomento che da ora a fine ottobre è e sarà molto caldo. Mi ha fatto piacere leggere commenti positivi e complimenti anche da parte di altri blogger. Ecco, questo è un ottimo esempio di network online: è, principalmente, riconoscere che un altro ha scritto qualcosa di interessante, di importante. E condividerlo. Mi auguro che quell’articolo possa regalare loro la prima pagina di Google sul tema Expo, e quindi sei mesi di grandi numeri.

Tuttavia, ritengo che non occorra scrivere la Divina Commedia per meritarsi una condivisione o un commento. Come ho scritto a proposito dei social network:

Non siate tirchi, mortaccivostri, condividete questo articolo se vi è garbato! E… volete ottenere condivisioni da parte mia e di Trippando? Partecipate al progetto insiders: sarà mia e nostra cura far girare i vostri post!

Con ciò, concludo. Perché ci sarebbe tanto da sviscerare sull’argomento, ma lascio a voi la parola. Commentate. Dite la vostra, arimortaccivostri. Che a scrivere un commento ci si impiega un minuto. E donare il sorriso ad una persona non ha prezzo!

manuale-compra-ora1

Related posts

44 thoughts on “[Pillole di TravelBlogging] 9. L’importanza del Networking”

  1. Fare networking è la chiave 🙂 Ovviamente fatto con le persone che sono sulla stessa “onda”…e indubbiamente chi dice quello che pensa e che parla come mangia è in linea con la mia filosofia di vita! Brava Silvia, è stato un piacere averti conosciuto!!!

    1. trippando

      è stato un gran piacere anche per me, Marina!! Alla prossima!

  2. Per me non sei assolutamente una primadonna, ma “solo” una grande donna molto schietta e diretta (disse un’altra primadonna cui è difficile tenere la boccaccia chiusa). Il tuo concetto di networking è assolutamente condivisibile ed è lo stesso che, tra una discussione e l’altra, cerco di attuare pure io. Quindi, go Silvietta, go!

    1. trippando

      gogogo Ari. te dici che ce la faremo a networkare??

      1. Ne hai dubbi? Siamo primedonne, O NO?

  3. Sto imparando tante cose da queste pillole per cui ti ringrazio, innanzitutto!!
    Per ciò che riguarda il networking devo imparare ancora taaaaaaaaaanto ma già leggendo qui mi sono fatta un’idea più chiara!
    Per quanto riguarda il tenere la bocca chiusa io invece sono esattamente l’opposto: anche quando dovrei a volte mi mordo la lingua, ma credo sia meglio come fate tu e Arianna 😉

    1. trippando

      vedrai che se bazzichi lo zoppo, poi impari a zoppicare e ad aprir bocca anche te, Elisa. Che poi non è un bene, ma almeno ti fa andare a letto senza pensieri su cui dover rimuginare!

  4. Adoro scrivere e adoro viaggiare, fin da quando ero piccola. Sono riuscita a trovare un lavoro fisso nel settore della comunicazione ma ora mi sta stretto per tutta una serie di motivi. Avevo in testa un blog di viaggi da qualche anno, ho cominciato diverse volte senza costanza per la cronica mancanza di tempo. Ma un paio di settimane fa mi sono lanciata, anche perché se aspetti che tutto sia perfetto non cominci mai. Online ho conosciuto tanti amici, magari ora con il blog incremento il numero di persone con i miei stessi interessi. Silvia e Trippando li seguo da un po’ sui vari social, non mi è mai sembrata una primadonna, ma di solito evito di dare giudizi negativi senza conoscere bene le persone e in generale sono per il “vivi e lascia vivere” 🙂

    1. trippando

      spero di conoscerti presto, allora. così mi dirai 😉 e hai fatto benissimo a buttarti. quando ho iniziato io i lettori erano pochissimi e spero che quel template arancione se lo ricordino ormai in pochi 😉

  5. Non è che sei una prima donna… è che sei toscana :p
    Ma di quelle veraci e purosangue!
    Voglio dire: Montanelli, Cavalli, Malaparte, Dante, Benigni, Spadolini… siete etnicamente così :p

  6. che dire… mi è piaciuta la tua divagazione, la finestra sui tuoi pensieri reali e la condivisione di quanto senti…
    Personalmente capisco bene quanto dici… Il “networking” è essenziale sì… Ma per me che sono anche e prima di tutto giornalista da anni e anni, il networking esiste solo se mi fa piacere. Non mi è mai riuscito di fare le famose PR per dovere… E difatti pur essendo milanese non ho fatto dei cocktail e degli open day la mia seconda casa, ma sai una cosa? Sto decisamente bene nel fare e frequentare e condividere solo quanto mi interessa davvero e non quanto credo “mi servirebbe per migliorare le mie relazioni”… Però mi sembra giusto ammettere che non sono ancora diventata direttore di Vanity Fair?!!!! 😉
    Scherzi a parte, credo ancora nella spontaneità di intenti, ma ciò detto, so bene che quanto dici ha del vero e a livello professionale, se di professione di “blogging” si parla, quanto dici è giustissimo. Ciao!

  7. Bel post ! Sai cos’e’ che mi frena dal lasciare commenti? Che spesso qualcosa va storto nel log-in oppure mi prende in automatico un profilo che non voglio usare oppure ancora alcuni blog non permettono di commentare solo con il proprio nome e url del sito… Alle volte in questi inghippi il commento si cancella e per il nervoso lasci perdere! #cronacavera

    1. trippando

      Hai ragione. Però tante volte è più veloce mettere un like che scrivere un commento 😉

  8. […] anticipato parlando di networking per le Pillole di Travelblogging: una nuova idea bolle nella pentola/calderone/cervello della […]

  9. […] Un mondo competitivo, dove si fa poco network e c’è troppo individualismo (se vuoi approfondire l’argomento “network”, ne ho scritto qui). […]

  10. Hai ragione relazionarsi è da sempre la base di qualsiasi rapporto sia lavorativo che non. Pertanto con tutta naturalezza .. evviva il networking!

  11. Sono tremendamente d’accordo. Purtroppo si ha l’idea che i blog degli altri si leggano solo per copiare o avere ispirazione non di certo per fare un complimento a chi ha messo l’anima per scrivere quelle righe. La condivisione, anche sui social non dovrebbe essere vista come un “oddio sto facendo pubblicità a qualcun’altro” ma seplicemente dire ai propri utenti e amici “ei questa persona ha fatto un buon lavoro e ne sa qualcosa di questo argomento vi voglio invitare a leggerlo…è un servizio che stai offrendo a chi ti legge…ed i blogger dovrebbero offrire sempre un servizio….o mi sbaglio!!

    1. trippando

      Non ti sbagli per niente affatto!!

  12. […] un anno fa, sulla pillola dedicata all’importanza del networking (che potete leggere qui), […]

Leave a Comment

20 + cinque =

Fai l\'operazione indicata *