Itinerario in Provenza: 4 giorni per far felici grandi e bambini

Era diverso tempo che volevo andare in Provenza, ma il consorte non voleva sentire da quell’orecchio. Invece una settimana di ferie ad aprile ed una grande proposta da parte di Provence Campings, la federazione di campeggi della Provenza, con l’idea di visitare la Provenza scegliendo un punto fermo in un campeggio, hanno fatto cambiare idea al mio scettico marito, che poi si è innamorato di questa regione proprio quanto me ed i bimbi.

hyeres parco olbius riquer

Siamo partiti senza un itinerario preciso, ma con alcune idee a cui non volevamo rinunciare e con la piena disponibilità di adattare il nostro percorso e le nostre giornate alle esigenze dei nostri bimbi e alla stagione che, in primavera, può essere mutevole; così mutevole che abbiamo deciso di partire un giorno dopo quello previsto, onde non dover trascorre un’intera giornata, il primo giorno, tra l’altro, con due bimbi sotto l’acqua battente. È stata un’ottima scelta, perché poi abbiamo avuto sole spelndente e cieli meravigliosi, che ci hanno regalato dei paesaggi da cartolina.

itinerario in provenza hyeres

Avendo a disposizione i campeggi di un’intera regione tra cui scegliere, non è stato banale, ma ho deciso di farmi guidare dal mio istinto, optando per la posizione più centrale: Hyères, a metà strada tra Nizza e Marsiglia, una piccola città fiorita ricca di meraviglie e con un territorio circostante molto affascinante, in particolare la penisola di Giens, in ogni stagione un paradiso per gli amanti della natura, che in estate si trasforma nel paradiso per gli appassionati di sport nautici ed acquatici. Una casa mobile nel Camping La Presqu’ Ile de Giens, del gruppo Vacances Giens è stata, per noi, la soluzione ideale, che ci ha permesso di vivere un viaggio come se fosse una vacanza, con l’occhio attento alle esigenze dei piccoli e nel bel mezzo della verde e azzurra Provenza.

Dal nostro alloggio è stato molto facile muoversi e creare, a volte improvvisando, il nostro itinerario in Provenza che, in soli quattro giorni pieni, ci ha permesso di visitare questa regione ricevendo stimoli e piccoli “assaggi” di tutto quello che si può vedere e delle esperienze che si possono fare in Provenza.

penisola di giens

Il primo giorno l’abbiamo dedicato alla visita della città di Hyères e della sua penisola. Io di Hyères non avevo mai sentito parlare, prima di prendere la mappa in mano e studiare il posto dove alloggiare. È una città bellissima e ve ne parlerò presto. Se siete anche voi in partenza per un viaggio in Provenza, calcolate di dedicarle almeno mezza giornata: vi lascerà a bocca aperta! La penisola di Giens, poi, è una sorta di Argentario in miniatura. Non me ne vogliano, per questo paragone, né gli amici provenzali, né i maremmani: un promontorio, le saline, le peschiere ed una bellissima strada che costeggia da una parte le saline, dall’altra il mare che è aperta solo nel periodo tardo-primaverile-estivo e che nel resto dell’anno è fruibile per sette chilometri solo da cicilisti e pedoni. Wow. Noi abbiamo noleggiato le bici e ci siamo divertiti a pedalare (soprattutto quando eravamo a favore di vento!) in mezzo ad una natura e ad un panorama mozzafiato, coi bambini contenti di tarscorrere un bel pomeriggio a contatto con la natura.

itinerario in provenza isola di porquerolles

Il secondo giorno l’abbiamo dedicato interamente all’isola di Porquerolles. Se non l’avete mai sentita dire, male. Molto male. Come dice il consorte, è un posto hrvasko, ovvero croato: il massimo, per noi. Anche qui, abbiamo noleggiato le bici (gli unici mezzi a motore che vi circolano sono quelli dei pochi residenti) e l’abbiamo esplorata come meglio abbiam potuto, viste le gambette del Toparco che ha voluto pedalare come noi. Cliccando qui potete leggere la nostra esperienza a Porquerolles.

itinerario provenza bormes les mimosas

Il terzo giorno avevamo il Toparco distrutto. Dopo una quindicina di chilometri in due giorni, era ko e, ovviamente, non voleva ammetterlo. Ce la siamo presa comoda e siamo andati a Bormes les Mimosas, un villaggio medievale che è un piccolo gioiello vista mare. Bormes les Mimosas è la sintesi della Provenza: mare, verde, borgo con le caratteristiche case e le imposte color pastello. Ma non è finita qui: abbiamo avuto il fattore C. Siamo capitati (è stato un caso, lo ammetto!) a Bomes di mercoledì: il giorno del mercato. Mica volevamo farci mancare un mercato provenzale? Sia mai: e ce lo siamo goduto nel borgo più bello che ci potesse capitare, catapultandoci in un crogiuolo di profumi e sapori, colori e odori da far perdere la testa. Spetta’olo! Ma il bimbo grande permaneva in crisi, per cui abbiamo deciso di tornare a pranzo nella nostra casetta mobile, per farlo riposare un po’. Non ce l’abbiamo fatta, e allora nel pomeriggio abbiamo osato. Siccome mentre l’auto va lui si abbiocca, ci siamo fatti poco meno di un’ora all’andata e lo stesso a ritorno, per curiosare a Saint Tropez. C’è di meglio, lo so; però il borgo antico è stato restaurato (e alcuni lavori sono ancora in corso) e non è così male. Sì, dai, passando dalla strada lungo mare, l’abbiamo visto che la zona di Le Lavandou è strepitosa. Ma noi dovevamo far dormire ‘ste creature, ché anche il piccino era in crisetta di sonno…

provenza hyères parco olbius riquer

Il quarto giorno avevamo l’idea di far divertire e rilassare i bimbi in uno dei bellissimi parchi di Hyères, per poi visitare les Calanques de Cassis in battello. La mattinata al parco Olbius Riquer è scorsa con grande gioia tra seguire i pavoni e arrampicarsi al parco giochi. Poi siamo saliti in macchina e… siamo arrivati a Marsiglia. <<Come, siamo a 30 chilometri da Marsiglia e non si va a visitare la seconda città di Francia?>>. Ovvio, in quattro ore visitare Marsiglia è impossibile. Ma innamorarsene sì, tra un pranzo a base di cous cous in uno splendido ristorante tunisimo sul porto e un giro sulla ruota panoramica. Abbiamo già deciso di tornare: la zoan del Porto Vecchio ci ha conquistati.

provenza marsiglia porto vecchio

La Provenza ci è piaciuta da matti. Quattro giorni sono pochi per dire di averla visitata, ma sufficienti per capire che le cose da vedere sono tante e bellissime. Torneremo. Torneremo…

 

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