7 libri da mettere in valigia

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La settimana di ferragosto è arrivata e, così dicono le statistiche del blog, gli italiani si preparano a andare in vacanza. Prima di chiudere la valigia, ricordatevi di metterci un libro: le vacanze (a meno che siano dei bei viaggi on the road in cui c’è tanto da correre-vedere-studiare, sulle guide) portano con sé il tempo calmo e dilatato dei libri. Che sia sotto l’ombrellone, su un terrazzino davanti al verde di una montagna, a bordo di una piscina o la sera prima di addormentarsi, in vacanza riescono a trovare tempo per un libro anche quelli che altrimenti non ce la fanno mai.

Io ho appena finito l’editing della mia seconda fatica, che vedrà la luce il 9 settembre. Ne sono entusiasta, perché lo so che tutti da me vi aspettate un (altro) manuale di blogging. E invece no. Mi sono data alla narrativa, anche se i protagonisti saranno proprio il blogging e la mia storia, dal blog per gioco al licenziamento da un posto fisso statale.

Ma non sono qui a parlare di questo; sono qui a consigliarvi un po’ di libri da mettere in valigia. Libri per tutti i gusti, perché a darvi i consigli siamo di fatto in tre: il consorte, la signora madre ed io. Complice la casa al mare dei miei, dove trascorriamo spesso i weekend tutti insieme, ormai i nostri libri fanno comunella tra loro; si parla dei libri che si leggono, ci si raccontano, spesso ci si scambiano. Si arriva anche a leggere lo stesso libro “insieme”, uno di giorno e uno di sera, uno sul mare e uno prima di dormire. Va così, non andava così da parecchio, almeno per me, perché loro due questa cosa dei libri scambiati e commentati l’hanno da un po’. Io ho avuto degli anni senza attenzione, in cui potevo leggere un libro in un’estate, ma senza entusiasmo, senza la bramosìa che invece mi è tornata adesso, dello spicciarmi nei lavori serali di casa per correre a letto a leggere. Perché il momento prima di addormentarmi è, per me, l’unico momento calmo (e solo!) della giornata. Ho ricominciato a leggere grazie ai consigli della Sara Missorini, colei che ha iniziato su questi schermi la rubrica LeggendoViaggi e che ha editato il mio libro nuovo. Proprio mentre si lavorava al libro (perché “scrivere un libro” non è solo fatto di scrittura, ma anche di editing!), mi ha suggerito di leggermi qualche libro di Fabio Genovesi: <<Ti piacerà>>. Sì. Mi garba a bomba.

Fabio Genovesi – Il mare dove non si tocca e Chi manda le onde

Chi manda le onde è stato IL libro, quello che mi ha ricondotto nel magico mondo dei libri, quello per cui scappavo a letto appena mangiato -e guai se al consorte gli venivano le ruzze- e da cui non mi sono staccata finché non l’ho finito. Sarà perché Genovesi è delle mie zone e le sue ambientazioni sono posti che conosco bene, ma i suoi libri me li bevo, passando dalla risata al momento di commozione, al divertimento per quei personaggi strampalati che la sua penna riesce a tirar fuori.

Per utilità, metto qui i link per l’acquisto diretto, premettendo che sono link di affiliazione, percui comprando da qui, voi pagherete lo stesso, mentre i guadagnerò qualcosa.

Il mare dove non si tocca

Chi manda le onde

Paolo Ciampi – Gli occhi di Firenze

Anche questo è stato consigliato dalla Sara, ma Paolo Ciampi per me era una penna già nota e apprezzata. È uno scrittore e giornalista fiorentino molto prolifico e leggendo i suoi libri si esce sempre con un po’ di altri libri da leggere. È un uomo di grande cultura, il Ciampi. Leggere Firenze attraverso i suoi occhi è un viaggio in una Firenze diversa da come ci si immagina, una Firenze antica, una Firenze “isola”. Una Firenze abitata di persone illustri e di gente comune, una Firenze dove il centro è quello che si vive e si ama. All’interno del libro ci sono delle (belle) illustrazioni in bianco e nero di Elisabetta Damiani, che ha realizzato anche la splendida copertina. Di Elisabetta ne sentirete parlare ancora, presto: ha curato anche copertina, illustrazioni e grafica del mio nuovo libro ed è stata una splendida scoperta, oltre che uno dei motivi che mi ha portato a leggere Gli occhi di Firenze! Un encomio va anche alla casa editrice, Bottega Errante Edizioni, che, oltre ad avere in catalogo tanti libri che sono già nella mia “to read list”, ha un formato comodo, manevole, leggero, una bella stampa ed una copertina di una bella consistenza, splendida anche al tatto. Perché io sono una donna di carta e apprezzo molto anche il “fattore carta”!

Link d’acquisto

Gli occhi di Firenze

Douglas Adams – Guida galattica per autostoppisti

Un cult per gli appassionati di letture fantascientifiche, Guida galattica per autostoppisti mi sta chiamando, anche se il genere non è di certo tra i miei preferiti. Il consorte l’ha iniziato con grande entusiasmo, arenandosi a causa della difficile leggibilità del libro, che ha caratteri troppo piccoli e un’impaginazione stretta, quasi condensata. Dopo essermi appassionata al film The Martian, tratto dall’omoniomo libro, sento proprio che il momento della fantascienza è arrivato anche per me. E questo libro mi aspetta!

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Guida galattica per autostoppisti

Franco Berrino, Daniel Lumera – La via della leggerezza

Lo sta leggendo in questo momento Enrico. Spesso me ne legge dei passi. Già che ho ripreso a leggere (e era dall’ante Marco che non avevo questo bel ritmo e questa brama di andare in libreria a far shopping di bellezza) e non è stato banale, i saggi per me sono sempre stati ostici. O, per lo meno, mi sono sempre scorsi lenti, senza mettermi quel pizzicorino alle mani di girar pagina e poggiare subito gli occhi su altre parole. Non so, dunque, se lo leggerò, adesso. So di certo che il consorte ci s’è intrippato e mi dice, di continuo: <<dovresti leggerlo anche te>>. Il sottotitolo è Perdere peso nel corpo e nell’anima. Lo so che dovrei leggerlo anch’io, soprattutto per la parte corpo. L’anima la sento stranamente leggera e fanciullesca. Non vorrei che fosse per l’aver ripreso un bel ritmo di lettura. Secondo me qualcosa c’entra…

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La via della leggerezza

Marina Minelli – Royal Wedding

A proposito di saggi, questo è un saggio che un saggio non è. Cioè. Non c’è nulla di inventato o di romanzato (anzi, è frutto di anni di ricerche storiche!), ma la leggibilità è quella di un romanzo. Anzi, di una serie di racconti, dato che ciascuna delle coppie protagoniste costituisce un capitolo e una storia d’amore a sé stante. È un libro utile per conoscere e capire la storia della Royal Family inglese degli ultimi due secoli, ma anche una lettura (molto) piacevole e romantica (non sempre!). È un libro da studiare o da leggere, a seconda del livello di approfondimento. Una curiosità: il “ricamo” in copertina è il velo da sposa della Regina Vittoria!

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Royal Wedding

Azra Nuhefendic – Le stelle che stanno giù

Avevo scritto anni fa un piccolo elenco di libri da leggere prima di un viaggio nei Balcani. Ecco, Le stelle che stanno giù deve essere aggiunto. Assolutamente. È una raccolta di racconti, storia vissuta dall’autrice quando la Jugoslavia si chiamava così e quella parte di mondo, che io così profondamente amo, era completamente diversa da come ci appare adesso. È un libro affascinante, da godere pagina dopo pagina. È un libro che, da appassionata dei Balcani, ho letto per capire quella terra, quelle terre, che così tanto hanno sofferto alla fine del secolo scorso e dove gli animi sono ancora rotti e rimessi insieme. È un libro per chi già conosce i Balcani e vuole comprenderli meglio, ma anche per chi ci si avvicina adesso, per affrontarli con il dovuto rispetto.

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Le stelle che stanno giù

Oriana Fallaci – Quel giorno sulla Luna

Per questo libro sono in coda e sono l’ultima. Lo sta leggendo la signora madre, l’ha cominciato anche Enrico. A me toccherà per ultima, ma ho valide alternative, nel frattempo. Un giorno sulla Luna è stato appena ripubblicato da Rizzoli per il Corriere della Sera ed è la prima uscita di 27 volumi dedicati all’opera della giornalista e scrittrice fiorentina. Per essersi appassionata mia madre ad un tema a lei poco affine (anche se vissuto in diretta!) come lo sbarco sulla Luna, deve trattarsi d’un capolavoro, ma su questo non avevo dubbi. Quando escono queste collane, a me verrebbe sempre voglia di prenderle per intero. Poi un’altra me ha sempre voglia di cambiare. Ed vince sempre.

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Quel giorno sulla Luna

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