
Alta Badia: 40 anni di storia sulla Gran Risa
Ci sono luoghi che ti entrano dentro piano piano, curva dopo curva, finché diventano tuoi.
Per me l’Alta Badia è questo: una seconda casa sulla neve, il posto dove i miei figli hanno imparato a sciare, dove io stessa torno ogni volta che ho bisogno di ritrovare quel mix perfetto di silenzio bianco, adrenalina e stupore.
E quest’anno c’è un motivo in più per salire in quota: la Gran Risa compie 40 anni di Coppa del Mondo. Una pista che, se ami lo sci, non puoi non conoscere. Iconica, severa, elegante: un monumento di neve che ha visto scendere i più grandi.
Una mostra a cielo aperto, sci ai piedi
Per celebrare l’anniversario, l’Alta Badia ha ideato “Gran Risa – The Champion’s Slope”, una mostra fotografica diffusa lungo le piste del comprensorio Movimënt. Si tratta di 21 scatti firmati da Freddy Planinschek, fotografo ladino che da vent’anni racconta il lato più vero e potente della Coppa del Mondo. Le sue foto non parlano solo di gare: parlano di coraggio, concentrazione, fatica, bellezza.
Sciando tra Corvara, La Villa e San Cassiano, ci si ritrova davanti ai pannelli come davanti a piccole epifanie: un gesto tecnico, un volto, una vittoria, un’emozione. Un modo diverso, rallentato, profondo, di vivere la montagna.
E per me sarà impossibile non fermarmi un po’ più a lungo su quelle immagini: le stesse piste dove ho visto i miei figli zigzagare per la prima volta, con quella timidezza impacciata che solo chi impara a sciare sa portare addosso.
Oggi che sfrecciano sicuri, tornare sulla Gran Risa ha il sapore di un cerchio che si chiude — e si riapre ogni inverno.
Stagione 2025/2026: un inverno che profuma di tradizione e futuro
Il vernissage della mostra avverrà a inizio dicembre, in concomitanza con il Winter Opening Party al Gran Risa Chalet — musica dei deejay di Ö3, atmosfera frizzante e quella sensazione bellissima che si respira solo nei primi giorni di stagione. Perché sì, ogni inverno sembra uguale, ma non lo è mai. E quest’anno, con i 40 anni della Gran Risa, sarà ancora più speciale.
Perché tornare?
Perché l’Alta Badia non si limita a essere una destinazione: ti educa alla bellezza, come solo le Dolomiti sanno fare.
Estate e inverno ti invita a rallentare, ad alzare gli occhi, a sciare seguendo il ritmo del tuo respiro. E a ricordare che ogni curva è una storia.
Io non vedo l’ora di tornarci.
E di portarvi con me, come sempre, tra piste, ricordi e scoperte.
