Da Morbegno a Bormio: una gita gastronomica

Lo scorso inverno io ed il consorte siamo stati in settimana bianca a Bormio. Per chi si trova o ha in programma di andare nel nord della Lombardia, un tratto di strada imperdibile è quello da Morbegno a Bormio. E’ un viaggio all’insegna della Gastronomia. Quella con la G maiuscola. Perchè negli ottanta chilometri circa che separano le due località ogni paese evoca una cosa buona da mangiare. O anche più d’una.

Si parte da Morbegno, con il bar-spaccio della Galbusera (biscotti e affini) e con il Ristorante La Ruota, lungo la SS38, annesso all’omonimo hotel. Un bell’ambiente, moderno e accogliente, frequentato sia da gente di passaggio che del posto. Un ottimo menù, con piatti tradizionali della cucina valtellinese (ottimi gli sciatt e i pizzoccheri) ed un rapporto qualità-prezzo assolutamente valido.

Proseguendo lungo la SS38, superato lo svincolo per Sondrio, si trova poi Montagna in Valtellina, dove risalta lo stabilimento della Rigamonti, che per noi supermercatari rappresenta La bresaola.

Si attraversa quindi l’abitato di Teglio, che i cartelli indicano come la “patria dei pizzoccheri“.

E si arriva a Tirano. Questa cittadina mi è rimasta nel cuore. E’ la porta della Svizzera. In centro paese si trova l’indicazione per St. Moritz. Da qui parte il famoso trenino rosso del bernina. A proposito, vi ricordate il bel racconto che ci ha regalato Cinzia qualche tempo fa? Noo? Allora andatevelo a rileggere!!

Nel tratto di strada percorso finora, è un susseguirsi di rivendite di mele. Le mele della Valtellina. Buone!!

Passato Tirano, iniziano le gallerie ed in breve tempo si raggiunge Bormio. La parte antica del paese è molto bella. Su Bormio ho un pò di segnalazioni gastronomiche da fare: anzitutto l’Hotel Alù, che fa anche ristornate, dove abbiamo soggiornato e dove “ci siamo sparati” delle cene stratosferiche. Da non perdere il giovedì la cena tipica bormina. To die for. Per gli acquisti gastronomici “da ghiotti”, c’è “il Salumaio“, che oltre alla bresaola di produzione propria, vende ogni tipo di salume, oltre a pizzoccheri e altra pasta tipica (di castagne ecc.), dolci e delle strepitose caramelle di montagna. Un buon caffè l’ho assaggiato al bellissimo Bar Bormio, in un ambiente montano-chic. Da assaggiare l’amaro Braulio, prodotto a Bormio e venduto nella “botteghina” annessa. Due giorni a settimana, in alta stagione, si possono anche visitare le cantine.

Poi si può proseguire per Livigno…ma questo ve lo racconto un’altra volta!!

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1 thought on “Da Morbegno a Bormio: una gita gastronomica”

  1. […] da sposati (16 gennaio 2010 il gran giorno, n.d.r.) e dovevamo festeggiare. Enrico ha la fissa di Bormio: dice che per lui (che scia come un maestro di sci) le piste non sono male e che per me (che, […]

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