Il giardino all’italiana

Il Giardino all’Italiana nasce nel clima culturale dell’Umanesimo (XV secolo) quando la riscoperta del mondo classico si riflette anche sulla concezione dello spazio esterno all’abitazione. Plinio il Giovane, retore del I secolo d.C., nei suoi testi elabora una visione del paesaggio dove l’edificio ed il giardino sono integrati tra loro ed ambedue risultano inseriti nell’ambiente circostante. Questo è l’ideale cui aspireranno i progettisti tra Umanesimo e Rinascimento, ponendo l’accento sull’aspetto architettonico del giardino, e cercando di recuperare la dimensione colta, da luogo deputato al riposo dello spirito, che scorgevano nelle descrizioni dettagliate degli autori latini sulle proprie ville.
Necessita a questo punto fare una breve digressione: giardino all’italiana, giardino formale e giardino rinascimentale sono pressoché sinonimi, anche se pongono l’attenzione su tre aspetti diversi: col primo si sottolinea l’origine geografica e culturale, poi esportata nel mondo; col secondo la sua rigorosa organizzazione degli spazi e col terzo il secolo cui appartiene.

Un giardino all'italiana raffigurato nella Hypnerotomachia Poliphili, testo del XV secolo
Un giardino all’italiana raffigurato nella Hypnerotomachia Poliphili, testo allegorico del 1499

Leon Battista Alberti nel De re Aedificatoria detta le norme per l’edificazione della villa suburbana e del suo giardino, considerato un componente fondamentale: suggerisce di individuare un luogo facilmente accessibile, da cui si goda un bel paesaggio e nel quale si creino le migliori condizioni d’esposizione, ventilazione e clima. Dovrà avere un impianto regolare governato dalla geometria  e sulla simmetrica, dovrà sfruttare tramite terrazzamenti i dislivelli e le essenze dovranno essere piante sempreverdi, quasi a sottolineare il carattere di permanenza nel tempo, che saranno esse stesse ricondotte in forme geometriche.

Villa Medice di Fiesole: la terrazza aperta sulla campagna
Villa Medice di Fiesole: la terrazza aperta sulla campagna

Disseminati lungo questo percorso trovano dimora manufatti architettonici e scultorei ed elementi vegetali posizionati in modo da non disturbare la lettura immediata del disegno del giardino. Nascono in tal modo complessi articolati composti da terrazze, scalinate, rampe, fontane, tempietti, loggiati, pergole, ninfei e gruppi scultorei. Ognuno di questi elementi costituisce una sosta nei percorsi del giardino e ha un proprio significato allegorico, comprensibile solamente a quella classe dominante che sta rifacendo propria la cultura antica.
Le immediati origini possono sicuramente essere trovate nel precedente giardino claustrale medievale, con siepi poste a recinzione che dividevano lo spazio in comparti regolari ricreando vari ambienti raccolti. Se però in quel caso questi percorsi erano dettati esclusivamente da una funzione utilitaristica, nel giardino formale i viali, che non devono offrire una vista prospettica sul palazzo, sono concepiti come corridoi di collegamento delle diverse stanze verdi, che possono trovarsi anche livelli differenti. Proprio come i corridoi delle abitazioni, spesso quelli del giardino sono voltati tramite pergolati arcuati, su cui rampicano piante.

Il giardino formale del Castello Ruspoli di Vignanello
Il giardino formale del Castello Ruspoli di Vignanello

E quasi come delle stanze sono i cosiddetti “giardini segreti”, spazi di dimensioni abbastanza ridotte, defilati rispetto agli ambienti principali e utilizzati o come luogo di coltura di essenze pregiate oppure come luogo di ritiro e meditazione privato.
L’elemento arboreo, che assume grande valore nella composizione rinascimentale, è costituito in prevalenza da lecci, pini e querce, ed è normalmente confinato ai bordi del giardino, come una sorta di filtro tra la natura selvaggia delle campagne e quella modellata dalla razionalità dell’uomo.

Villa medicea di Fiesole: la terrazza di mezzo
Villa medicea di Fiesole: la terrazza di mezzo

Tra i primi giardini all’italiana c’è sicuramente quello della Villa Medicea di Fiesole, che data intorno al 1450. Nonostante l’odierno giardino sia stato realizzato negli Anni Venti dal famoso paesaggista Cecil Pinsent, la struttura originaria è rimasta immutata. Il giardino è organizzato su tre terrazze digradanti che si affacciano sulla campagna circostante; i terrazzamenti sono collegati da scale e rampe; la terrazza prospiciente la villa veniva utilizzata come soggiorno all’aperto; il muro di cinta è ombreggiato da un pergolato ricoperto di vite. La presenza di tutti questi elementi ha indotto alcuni studiosi a pensare che sia stato addirittura l’Alberti a progettare lo spazio esterno della villa, da tanto che ricalca quanto da lui raccomandato nel De re Aedificatoria.

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