La settimana che precede la vacanza

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La settimana che precedeva le vacanze, quando ero piccola, era una settimana di grande attesa e di entusiasmo. In realtà lo era pure il mese precedente; insomma: da quando sapevo che il giorno X c’era una partenza, io vivevo in funzione del giorno X, facendo conti alla rovescia e fantasticando con l’atlante in mano.

Vivevo per partire e ammetto che questo vizietto mi è rimasto attaccato addosso. Da grande ho iniziato ad attendere i viaggi organizzandomeli da sola, nei più minimi dettagli, al punto che spesso mi ritrovavo in una città nuova e mi sembrava di esserci già stata, attraverso guide e siti.

Da quando ho i bimbi è cambiato tutto: l’organizzazione è sempre a carico mio (e guai a chi me la volesse togliere!), ma i dettagli mancano, perché ho capito che bisogna navigare a vista. Più programmo, più probabilità ci sono che i programmi salitino. E allora meglio non crearsi aspettative.

E poi c’è l’ansia della settimana precedente. L’ansia che le creature si ammalino. Non è un’ansia infondata, perché la cosa è successa varie volte, portando cambi di programma che vanno dal più drastico annullamento, con tanto di immane rosicata materna, al cambio di meta, perché a volte ci sono degli impedimenti verso determinate mete. Ci è capitato quando a Giacomo, di qualche mese, venne l’otite e noi dovevamo partire per la Val Badia. Era estate e la dottoressa fu chiara: <<potete salire oltre i mille metri facendo delle soste di almeno mezz’ora ogni cento metri di altitudine>>. E no. Non ci siamo imbarcati in un’avventura tale, ma, in quel caso, abbiamo dirottato sulla Val di Non, più bassa e che abbiamo scoperto essere bellissima e con passeggiate a misura di famiglia. Non è stato affatto male, anche se c’è voluta tutta la mia voglia di partire per cambiare il programma a tre giorni dalla partenza.

Ma l’ansia della settimana prima mi assale ogni volta, soprattutto per le partenze invernali. Mi assale così tanto che mi ritrovo sempre a prenotare il giorno prima di partire e mi ritrovo, fino a un paio di settimane prima di partire, ad augurarci di prendere l’influenza, perché la mia teoria (ovviamente razionalmente sbagliata, eh!) è la seguente: se ci si ammala adesso, non ci si ammala appena prima di partire o in viaggio. Quest’anno, con la settimana bianca prevista la settimana a cavallo tra gennaio e febbraio, è stata un’agonia, perché abbiamo visto tutti i compagni di classe dei Toparchi ammalarsi e loro lì, sani come pesci. Marco ha poi ceduto al virus influenzale questa settimana, mentre Giacomo, come da copione, si è preso l’otite proprio la settimana prima di partire. Ansia su ansia, ma anche questa volta ce l’abbiamo fatta. Siamo partiti con l’antibiotico da terminare, ma siamo partiti e ci siamo goduti la montagna sotto ricche nevicate.

E voi? Anche a voi che avete figli piccoli prende così male o sono io l’unica con l’ansia da settimana prima della partenza?

Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti!

 

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1 thought on “La settimana che precede la vacanza”

  1. […] la settimana prima della partenza, per me, è un’agonia (se volete ridere alle mie spalle, leggete qui!) ed è bene tutelarsi. Ho appena scoperto il portale Assicurazione Viaggio e ve ne voglio parlare, […]

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