Viaggiare da sola con due bambini: considerazioni, idee, paure

Mi sta arrivando da tante mamme, questa domanda e in questa domenica di raffreddore e venticello prendo il coraggio e rispondo a tutte: com'è viaggiare da sola con due bambini?

Non banale, mi verrebbe da dire d'impatto, ma si può fare. Basta mettere da parte i sogni e guardare alla realtà. È difficile da ammettere, ma, almeno con me, ha funzionato. Mi spiego meglio...

I miei figli sono nati con la valigia in mano (o forse era un marsupio incorporato); per loro "andare a giro" è sempre stata la cosa più normale del mondo, così come il partire tutti insieme. Nel momento in cui la formazione è cambiata, mi sono resa conto che bisognava cambiare anche il resto: l'approccio, il modo. In una sola frase, bisognava abbandonare i sogni e trovare una dimensione più semplificata, più fattibile, più gestibile. Bisognava smettere di guardare i prezzi dei voli per Parigi e salire su un treno Pisa-Firenze con l'entusiasmo del primo giorno dell'anno. Così ho cominciato a viaggiare da sola con due bambini, su un Pisa-Firenze il primo di gennaio. Quattordici chilometri, ha registrato il contapassi quando siamo risaliti sul treno. Niente male!

Viaggiare da sola con due bambini: idee

Poi la strategia per incrementare i giorni: gli amici.

Gli amici possono essere (per me lo sono stati!) fondamentali nel cominciare a viaggiare da sola con i bimbi: incontrando persone amiche, i bimbi non sentono (o, almeno, questa è la speranza!) la mancanza dell'altro genitore. E così siamo stati tre giorni a Chianciano, dove, praticamente, non siamo stati quasi mai noi tre soli.

A dire il vero avevamo anche altri giri in programma, ma il primo inverno senza mascherina ci ha portato un bel po' di malanni di stagione... E allora abbiamo dovuto aspettare le vacanze di Pasqua, per ripartire. Anche lì, per lo più in compagnia. Ho rischiato, partendo la mattina di Pasqua, con l'idea di fermarci per pranzo in un posto dove eravamo sempre andati in quattro. Ma c'era il sole, avevamo fame, voglia di stare all'aria, fretta di rimetterci in moto per raggiungere gli amici. Insomma, i bimbi sono stati felici. Io di più e anche il weekend sulla costa laziale è volato.

E così ho rischiato un'altra volta, ma andando sempre per gradi. Un weekend noi tre da soli. Ho scelto un posto vicino casa, un villaggio (il Paradù, a Marina di Catagneto Carducci) con tutti i servizi possibili immaginabili. Mi si erano chiusi gli occhi in macchina un paio di settimane prima, nel corricorri tra lavoro e scuole-attività-gestione figliolanza. Io dovevo riposarmi, loro divertirsi. Ho speso un botto, lo ammetto. Era pure il ponte del due giugno, ma io mi sono riposata (ho pure pisolato sul lettino bordo piscina) e loro si sono divertiti parecchio. Abbiamo visto il mare (nonostante il resort sia "sul" mare) dieci minuti per riflessione, perché lorsignorini gradivano stare in piscina. E in piscina sono stati. Li ho un po' viziati, ma a questo giro era necessario per tutti. E così anche il primo weekend tutto da soli è andato.

Un passo alla volta e io sono sempre pronta ad alzare l'asticella: da tre a cinque giorni. Qui ammetto che ho tirato troppo: un giorno in più o meno cose da fare sarebbero state meglio.

Un giorno nella storia di Ocriculum AD 168 e tre giorni tra Lazio e Umbria: Rieti, Lago di Piediluco, Cascata delle Marmore, Monte Terminillo. Troppo. Menomale i bimbi hanno avuto più giudizio di me e hanno iniziato le loro proteste, sennò io a Narni anziché un'ora mi ci sarei fermata anche una mezza giornata... Bene, abbiamo già un posto e un pretesto per ripartire... Ma in realtà siamo già in partenza, alzando l'asticella ancora un po': a breve ci aspetta una vallata dell'Alto Adige dove non siamo ancora mai stati e il Muse di Trento, uno dei musei, per me, più belli al mondo, che spero anche i ragazzi apprezzino.

Viaggiare da sola con due bambini: paure

Non spacco il mondo, sono umana, ho le mie paure e cerco di andare sempre avanti un passo alla volta. Forse applico anche al viaggiare da neo mamma single il metodo scientifico: introduco una variabile alla volta. Mi era venuta l'idea dell'inter rail: sarebbe stato l'ultimo anno in cui avrei pagato solo io (è gratis per i bimbi fino al compimento dei 12 anni). Sapete com'è? Lo faremo quando me la sentirò, pagando per uno o forse per tutti e due i bimbi. Non voglio rischiare. Non posso farlo sulla pelle dei miei figli. Chissà, magari tra qualche anno vi racconterò di essere alla ricerca di voli da Milano a Buenos Aires (altro grande sogno, l'Argentina e tutto il Sud America), o magari resteremo per anni nei paraggi. Chissà.

I miei consigli (se posso)

È senz'altro presto per mettermi sul piedistallo e dispensare consigli, ma ve ne giro uno datomi da un'amica appena mi separai, conoscendo (e bene) la mia grande passione per l'andare a giro: non fare finta di nulla, non viaggiare come prima, non ce la fai. Non ce la fate. Rischiate di tornare più stanchi di prima, arrabbiati, delusi, frustrati. Era capitato a lei e ai suoi figli, qualche anno fa. La ringrazierò tutta la vita, per questa messa in guardia.

Aggiungo: ci vuole umiltà. I bimbi devono capire che qualcosa è cambiato e c'è un nuovo modo di muoversi, di viaggiare, di andare a giro. Ci saranno mete più vicine, all'inizio (e chi lo dice che non sono migliori di quelle più lontane?) e poi pian piano, una variabile alla volta... Chissà!

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6 comments

  • Lucia says:

    Gran bell'articolo, sarà utile a tantissimi genitori. Molto interessanti le tue riflessioni sull' "accettazione" di una situazione nuova. Ti abbraccio forte e ti auguro mille nuovi viaggi.

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    • Silvia Ceriegi says:

      Grazie infinite Lucia. Pian piano tutto si assesta. Un abbraccio enorme!

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