Dalla Torre di Capo d’Omo, la Festa delle Torri 2014

L'ingresso in Fortezza
L’ingresso in Fortezza

 

Come ogni anno, ormai sono un’affezionata dell’evento, ho partecipato alla Festa delle Torri che si tiene nella prima metà del mese di giugno, grazie all’associazione Art Day, e che coinvolge tutto lo Scoglio (leggi Promontorio dell’Argentario!) e le torri, purtroppo per alcune quel che ne rimane, che hanno vigilato silenziose per secoli sulle sue acque, a protezione del territorio e dei sui abitanti.
Come sempre la festa ha inizio nella Fortezza, l’imponente bastione divenuto simbolo del promontorio, con un incontro dedicato alle sue storie e curiosità per poi dare il via, allo scoccare delle 20.00, alla prima delle segnalazioni che, come un’ola, si sono diffuse da torre a torre circondando la costa del promontorio di un alone di fumo rosso per una buona mezz’ora.

La terrazza della Fortezza
La terrazza della Fortezza

Nelle due precedenti edizioni avevo scelto di fermarmi in Fortezza, godendomi la festa nel suo cuore ma quest’anno ho deciso di partecipare ad uno dei gruppi che, come si suol dire, gambe in spalla, sono arrivati a ciascuna torre per completare il giro delle segnalazioni.
Così mi sono unita al GAT, Gruppo Argentario Trekking , per fare l’ itinerario che conduce alla Torre di Capo d’Omo, un percorso facile, giusto nell’ultimo tratto in salita, di circa 30 minuti con tratti panoramici sulla costa e sull’entroterra davvero spettacolari.

Il panorama dal sentiero
Il panorama dal sentiero

La Torre di Capo d’Omo, oggi quel che ne rimane, si erge a ben 358 mt s.l.m., sulla cima di uno sperone di roccia calcarea il cui ultimo tratto è conosciuto anche come “Spigolo Bonatti“, dal nome del grande scalatore che ha soggiornato per lungo tempo sul promontorio.

La parete scoscesa è infatti citata nelle pubblicazioni specializzate in arrampicate sportive ma io ho di gran lunga preferito il sentiero tra la macchia mediterranea che, chissà quante volte, i soldati della Repubblica di Siena, a tale periodo risale la sua costruzione, fecero per i cambi di turno.

La Torre della Maddalena
La Torre della Maddalena

 

Piante di Elicriso sul sentiero
Piante di Elicriso sul sentiero

 Arrivare al bivio è facile, da Porto S. Stefano si prende Via del Campone seguendo la strada in salita, ci si immette sulla Strada Panoramica verso Porto Ercole e, dopo circa un chilometro è il sentiero, segnalato, verso Capo d’Omo, sulla sinistra un grande spiazzo in terra battuta permette di parcheggiare comodamente l’auto.

Il cartello al bivio sulla Strada Panoramica
Il cartello al bivio sulla Strada Panoramica

 

Vista dalla volta sotto la Torre di Capo d'Omo
Vista dalla volta sotto la Torre di Capo d’Omo

 

Bene, qui inizia il percorso fino alla torre, il primo tratto di sterrato grande e poi, dopo qualche centinaio di metri, ci si butta letteralmente nella macchia, girando a sinistra per un sentierucolo che si dipana fra ginestre e lentischi.
Il sentiero è ben pulito e tracciato, non troppo faticoso, sebbene, guardando avanti, i ruderi della torre si ergono su una sommità che pare immensa ma la magnifica vista della costa ripaga di tutto. Più in basso, sotto di noi, è la Torre della Maddalena, anch’essa di origine senese, torre di reflusso, vale a dire usata come collegamento fra le segnalazioni della torre di Capo d’Omo e quella delle Cannelle.

Ogni volta mi affascinano queste torri che hanno dominato fino alla prima metà del 1800 su questo lembo di terra che si protende verso il mare, regalandogli storie e leggende che aleggiano sempre nelle voci dei vecchi e nei testi, scritti da storici e amanti del promontorio.

I ruderi della Torre di Capo d'Omo
I ruderi della Torre di Capo d’Omo

Dopo circa mezz’ora si arriva alla torre ed i ragazzi di Art Day sono già pronti con i fumogeni ma anche con un tradizionale brindisi di buon augurio per la festa, ovvio che il vino sarà quello dell’azienda vinicola di Capo d’Uomo i cui vigneti si distendono sulla costa proprio sotto di noi.

Il vino giusto nel posto giusto
Il vino giusto nel posto giusto

 

I vigneti dell'azienda Capo d'Uomo sotto di noi
I vigneti dell’azienda Capo d’Uomo sotto di noi

 

Tra chiacchiere e spuntini il tempo passa ed i colori del cielo si fanno più caldi, il mare sotto di noi è quieto e, all’improvviso, vediamo un fumo salire dalla Torre di Cala Piccola, che precede sulla costa la nostra torre; in pochi minuti, il tramonto che spicca tra i ruderi s’incendia del rosso appena scatenato dal nostro gruppo fondendosi con i colori naturali, lasciandoci incantati davanti allo spettacolo.

Parte il primo fumogeno segnalatore
Parte il primo fumogeno segnalatore

 

Il rosso naturale del tramonto invaso da quello artificiale
Il rosso naturale del tramonto invaso da quello artificiale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ ora di tornare sui nostri passi, la festa continuerà in Fortezza e noi è là che ci stiamo dirigendo.

Il tramonto dietro di noi mentre torniamo indietro
Il tramonto dietro di noi mentre torniamo indietro

 

Quest’anno, a movimentare la serata, lo swing della Musica da Ripostiglio, il panorama di Porto S. Stefano illuminato di notte che si stende attorno a noi e l’aria piacevole della sera che invita ai cuscini bianchi disposti attorno ai grandi semicerchi che, in tempi meno sicuri, permettevano ai cannoni di muoversi per offendere i nemici all’orizzonte.

Addobbi di luce in Fortezza
Addobbi di luce in Fortezza

 

Il buffet, disposto su una grande tavolata, vuole ricordare, nella sua rusticità, i pasti che, probabilmente, le guardie di ronda sulle torri mangiavano, sebbene non se ne hanno informazioni precise mentre la festa finale, con musica da discoteca e la gara dei cocktail più originali, è tutta moderna ma, non per questo, meno divertente.

Quest’anno vincitore il gruppo di Cala Moresca con un cocktail a base di liquirizia.

I tre tipi di cocktail in gara
I tre tipi di cocktail in gara

 

Un ringraziamento doveroso, per quanto riguarda le info tecniche e storiche che ho citato, a Gualtiero della Monaca, animatore della conferenza in Fortezza, appassionato dello Scoglio e autore di molti libri a questo dedicati e ai ragazzi dell’Art Day, un variegato gruppo di bambini, ragazzi ed ex ragazzi tutti creativi e carichi di idee per valorizzare questa terra attraverso la sua storia e le sue tradizioni.

Alla prossima Festa delle Torri!

Ecco cos'è lo Scoglio per chi ci abita
Ecco cos’è lo Scoglio per chi ci abita

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