Godiamoci la vacanza…

…cercando di non vedere sempre il famoso bicchiere mezzo vuoto e di non concentrarci solo sul negativo delle cose.


Il “Bicchiere Mezzo Pieno” secondo Jimmy Lawlor

La Thailandia è notoriamente un paese dove facilmente si può cascare vittima di “simpatici” raggiri, dal tuk tuk driver che ci porta dove vuole lui e non dove vogliamo noi, al tassista che ci consiglia il ristorante dove pranzare (ovviamente di sua moglie), all’hotel rclamizzato come favoloso resort che poi si rivela una baracca in cima ad un cucuzzolo..

Ecosostenibilità, geosostenibilità, impatto del turismo sulle comunità locali. Concetti che per fortuna si stanno affermando con prepotenza e sono oggi molto diffusi anche se non abbastanza. Nel post precedente di TripA(n)sia sono partito dalla considerazione banale di come ciascuno di noi abbia inevitabilmente un impatto sull’economia quando visita un paese, sottolineando il fatto che non tutti riescono stare al passo con inflazione e aumento del costo della vita (nota peraltro molto dolente in questo periodo per l’Italia anche se le cause vanno ricercate altrove). Spesso, anzi, gran parte della popolazione dei paesi in cui ci rechiamo, soprattutto se si tratta di un paese in via di sviluppo (e la Thailandia lo è innegabilmente come tutto il sudest asiatico), non guadagna quanto lo straniero in visita e si trova nell’impossibilità di godere e usufruire delle stesse cose che invece ha a disposizione il turista o l’expat!

Per fortuna che in alcune situazioni si cerca di colmare come possibile tale disparità applicando prezzi diversi fra indigeni (nessuna accezione negativa, semplicemente dal latino ‘inde genus’, ovvero nato lì) e stranieri. Prendo come spunto per proseguire con le mie riflessioni ad alta voce un brano comparso su un noto sito (lo potete leggere cliccando qui). Ogni cosa può essere vista secondo diverse ottiche e non dico che una sia giusta e l’altra sbagliata. Personalmente cerco sempre di trovare l’aspetto positivo e di non vedere sempre raggiri e fregature ovunque. Sicuramente può risultare antipatico che questo accada (e non succede solo in Thailandia) ma io credo – forse sbagliando – che invece sia per molti versi giusto, questione di punti di vista.

Non è infrequente qui nel sudest asiatico imbattersi appunto in prezzi diversi che mettono la gente del posto e gli stranieri su piani diversi.

2 pesi e 2 misure? Sì.


Cartello all’ingresso del Gran Palazzo di Phom Penh (Cambogia): qui neppure si dice che per i cambogiani è gratis, lo si dà per scontato

La prima volta che andai a Wat Pho e al Grand Palace qui a Bangkok notai addirittura che non si trattava di prezzi diversi per l’ingresso ma che addirittura i tailandesi potevano entrare senza pagare mentre per i turisti l’ingresso è di addirittura 400 baht per il Grand Palace (pari a 10 € ma comprende la possibilità di vedere più monumenti nell’arco, se non erro, di 2 giorni) e 50 baht per Wat Pho (addirittura oltre 1 €!). Ripeto che personalmente credo che sia giusto! I miei addirittura sono ironici visto che, paragonati ai prezzi italiani o di qualsiasi altra destinazione turistica europea, sono comunque bassi (a Pisa per fare la sfacchinata di salire in cima alla Torre si pagano ADDIRITTURA 15 €).

Credete che mi stia sbagliando? Forse, ma personalmente non ci vedo raggiri o malafede. Credo invece che sia un modo per consentire anche al più povero dei tailandesi di poter godere del patrimonio della sua nazione. E fate attenzione perchè questo non succede solo la Thailandia: anche Cambogia, Laos, Indonesia, Malesia, Vietnam in molte situazioni applicano lo stesso principio. Mi raccontava la mia amica Eni che a Ubud – Bali – in diversi negozi hanno cartellini con prezzi differenziati (ovviamente scritti con grafie diverse in modo che chi non è del posto non se ne accorga, proprio come accade qui in Thailandia o in Laos o in Cambogia dove tradizionalmente non si usano i numeri arabi) e che questo consente alla gente del posto di poter arrivare con meno difficoltà alla fine del mese.

Se non ci fossero tali prezzi differenziati attrazioni come Siam Ocean World (interessante acquario all’interno di Siam Paragon) sarebbero inevitabilmente frequentati solo da stranieri e pochi tailandesi. Ho domandato diverse volte ai miei amici tailandesi se sarebbero andati a Wat Poh dovendo pagare un ingresso; candidamente la risposta è stata che non vedevano perchè avrebbero dovuto pagare per qualcosa che in qualche modo gli appartiene: il ragionamento non fa nessuna piega secondo me.

Esplorando Siam Ocean World con gli amici

Quindi venite preparati e non risentitevi se vedete questo tipo di trattamento; godetevi il vostro viaggio. Forse sono un ingenuo e mi sbaglio ma non ci posso fare nulla. Voi cosa ne pensate? Credete davvero che dietro ai prezzi differenziati ci sia un tentativo di fregare i turisti e viaggiatori?

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35 thoughts on “Godiamoci la vacanza…”

  1. No, è giusto differenziare. E viene fattoa nche in Italia dove, ad esempio, i residenti a Siena non pagano per accedere ai Musei, al Duomo, ecc…

    1. Ciao Claudia

      quando ho letto l’indignazione sulla questione dei prezzi divers mi ero chiesto se, come spesso accade, sono io ad essere stano…grazie al cielo non è così…

      1. scusa gli errori, ma andavo di fretta…

      2. Claudia-Shanta mi ha anticipato! confermo che a Siena è così e lo trovo giusto e non una fregatura.

    2. nick

      i residenti…. non i non italiani!!!!

  2. Anch’io sono d’accordo con te, Andrea. Chi è di casa deve pur avere dei diritti. Nel mio Comune ci siamo battuti per avere i parcheggi gratuiti lungomare, facendoli pagare solo ai turisti. Siamo arrivati ad un compromesso: noi paghiamo 20 euro/anno. I turisti 1,60euro/ora. E’ esattamente lo stesso principio. Agli ospiti che vengono alla Casina al Monte ci tengo a dire che a 10km da noi c’è una bella “free beach”, specificando, però che il parcheggio è a pagamento. E nessuno si lamenta. Tornando alla Tailandia, penso che questo sia giusto a maggior ragione: le popolazioni locali hanno sicuramente molte meno disponibilità economiche rispetto ai turisti. E che i turisti paghino! E zitti…che si godano la vacanza!

    1. Credo che si faccia molto in termini di ecosolidarietà e poi…ci si perda in baggianate… neppure si parlasse di cifre stratosferiche…

      1. nick

        quello che tu ETICHETTI come baggianata e’ il pensiero di un’altra persona… giusto o sbagliato che sia andrebbe rispettato! semplice no?

      2. Non intendevo etichettare il PENSIERO di nessuno semmai era una considerazione sul comportamento di chi (e non mi riferisco a nessuno nello specifico) si fa portavoce di ecoturismo e compagnia bella e poi non riesce a godersi la vacanza (vedi commento sopra della padrona di casa @silviaceriegi) perchè centellina su tutto.

        @Nick Davvero non volevo etichettare e mi spiace se questa è l’impressione data… se leggi http://trippando.com/2012/08/31/etica-di-viaggio-rispetto-in-primo-luogo/ capirai che non è da me etichettare niente e nessuno e che mi danno fastidio quelli che contrattano al mercato 20 baht del souvenir perchè per il commerciante significano più che per il turista…

    2. nick

      stesso dicasi…. 20 euro l’anno per gli italiani o solo per i residenti della tua zona? in quanto italiano ma non residente nella tua zona quanto pago? e se fossi non italiano? presumo lo stesso no?

  3. nick

    ognuno al diritto di pensarla, e raccontarla, come vuole… il sistema dei doppi prezzi e’ odioso ovunque (italia compresa). In Thailandia questa pratica viene attuata usando un sistema numerico caduto in disuso nel paese, anche sui documenti ufficiali e sui contratti vengono ormai usati i numeri arabi, c’e’ quindi una malizia di fondo di un sistema truffaldino… un conto poi e’ il discorso dei residenti di una certa zona, nell’esempio citate Siena… i musei sono gratis, o scontati, per i residenti a Siena non hanno prezzi piu’ alti per i non italiani, c’e’ una bella differenza. Anche i residenti di Ischia pagano i traghetti meno dei non residenti…
    Attenzione stiamo parlando di residenti ovvero anche uno che non e’ originario di una certa zona ma ivi risiede (per notivi di lavoro o familiari che siano) ha le agevolazioni… in Thailandia (e molti altri posti asiatici) non e’ questione di residenza, io in thai ci vivo, ci lavoro e sono anche padre di un bambino thai, ma esclusivamente di colore della pelle…. voi chiamatelo come vi pare ma per me questa cosa ha un solo nome R……O

    1. nick, cosa vuol dire “al diritto di…?”

      1. nick

        Hai ragione Silvia mi sono scappate delle lettere… volevo dire “ognuno ha il diritto di…” mica puoi corregere?

        1. ah…non capivo!! ora è chiaro…

    2. Verissimo, ciascuno ha il sacrosanto diritto di pensarla come meglio crede ed è per questo che ho espresso il MIO personale pensiero e proprio per questo motivo ho fatto la premessa “Ogni cosa può essere vista secondo diverse ottiche e non dico che una sia giusta e l’altra sbagliata.”. Non era un attacco ma un esprimere un punto di vista diverso. Tutto qui. Ho usato altri articoli di altri autori come spunto per mie riflessioni, sempre citandone la fonte.

      Detto questo, come sai, anche io vivo in Thailandia e vivo la questione dei prezzi differenziati in modo diverso da come la vivi tu… e in certe occasioni usufruisco delle stesse agevolazioni dei thai, come nell’ingresso in certe riserve o in alcuni musei o anche in certi ristoranti. Capisco che può dare fastidio, il mio era un invito a vedere la cosa da un altro punto di vista: mi dà più fastidio la polizia che prende le tangenti dai negozianti o finge di fare la multa per intascarsi dei soldi. Ma anche lì mi domando perché…

      1. sono d’accordo con te, Andrea! e ti ringrazio per aver voluto condividere quest’interessante discussione su trippando!

      2. nick

        ohibo’ pensi che le tangentine alla polizia non diano fastidio anche a me? io ho anche la macchina con cui ho fatto su e giu’ bkk-udon tante volte… ti assicuro che fanno il doppio prezzo anche li (visto con i miei occhi), ci sono delle cose che adoro di questo paese e cose che non mi piacciono, i doppi prezzi e le finte multe della pula sono sue di quelle che non mi piacciono….

      3. @Silvia credo che solo dal confronto e dalla condivisione nascano cose belle
        @Nick, sono convinto che le tangenti ti diano fastidio e non dico che siano giuste; ribadisco però che sono interessato a capire la motivazione che si trova alla base di ogni azione, che sia una multa o che sia una differenziazione dei prezzi.

      4. nick

        in tutti i casi avete confuso il concetto di residenza con quello di nazionalita’… puo’ uno straniero essere residente, per esempio, a Siena ed usufruire degli sconti per i residenti? Certo… puo’ un italiano essere residente in thailandia ed usufruire del prezzo thai? per come mettono giu’ la questiono loro NO, certo se poi gli si mostra il work permit o la patente o altro documento thai che comprova la permanenza nel paese la persona alla cassa, per sua iniziativa, applica il prezzo thailandese… il tutto si evince anche dal fatto che usano, appositamente, i numeri scritti in maniera diversa….

        1. se uno ha uno stipendio thai, deve pagare da thai; con uno stipendio europeo o da expat, tutto cambia…secondo me…

  4. Ciao Andrea, mi trovi perfettamente d’accordo. È capitato lo stesso a me a Bali: ogni volta che entravo in qualche tempio o palazzo con dei balinesi (sempre!) ero l’unica a pagare, non per questo mi sono mai sentita fregata, anzi! È stato il mio ringraziamento per l’ospitalità, il minimo che si potesse fare per un’accoglienza del genere! Minimo in tutti i sensi, visti i costi!!!

    1. grazie per la testimonianza Cabiria!

      1. Grazie a voi! Sempre interessanti gli articoli 🙂

    2. Come mi diceva la mia collega balinese la pratica dei prezzi diversi è abbastanza diffusa anche nei negozi con etichette con doppia grafia… te ne sei mai resa conto?

      1. Ammetto la mia ingenuità…no!!! Vorrà dire che la prossima estate ci farò caso, nel frattempo studierò un po’ più seriamente il bahasa Indonesia 🙂

      2. …e cosa farai quando, con maggiore attenzione e conoscenza del bahasa Indonesia, te ne accorgerai? Hai passato parecchio tempo a Bali… credi che un balinese possa concedersi lo stesso tenore di vita di un turista?

  5. Ci farò semplicemente caso e avrò imparato una cosa in più 🙂
    Il tenore di vita è ovviamente diverso, inutile che ce la raccontiamo, ed è giusto che anche i prezzi lo siano.
    Il tenore di vita del balinese, tuttavia, non gli ha impedito di offrirmi leccornie di ogni tipo al mercato notturno: un’esperienza che racconterò presto nel mio blog. Ero l’unica occidentale e mi chiamavano per farmi assaggiare di ogni, senza la pretesa di vendermi niente in cambio, solo farmi conoscere un pezzo della loro vita.
    Ecco perchè amo i balinesi, ed ecco perchè quella notte sono uscita dal mercato con le borse piene!!!

      1. 🙂 lo sto preparando! se riesco, lo posto nel week end!

        1. Il weekend è passato e… nnon l’ho trovato… Mi fai sapere quando è pronto? Sono un distratto e non voglio perdermelo!

  6. come volevasi dimostrare… il doppio prezzo e gli epic fail…. allora non sono solo io a pensarla cosi’… http://thaisicura.it/reporter/asiatique-disastro-di-pubbliche-relazioni/

    1. Richard Barrow la pensa come te ma questo non fa altro che rafforzare la mia idea che tutto dipende da come si vedono le cose e che non ci sia chi ha ragione e chi ha torto. Non sarà Richard Barrow a farmi cambiare idea e non credo che Barrow sia infallibile mentre di certo il marketing e social media communication di Asiatique hanno commesso errori di gestione della critica che forse li farà ritornare sulle loro decisioni. Proprio ieri ad Ayutthaya i miei genitori hanno pagato 5 volte il prezzo che abbiamo pagato io e i miei amici tailandesi per entrare a Wat Mahathat (50 baht contro 10) ma non hanno pensato di essere stati derubati… sarà un difetto di famiglia non voler sempre pensare male?
      Grazie per la segnalazione del post, interessante punto di vista …

      1. chiedo venia per l’imperdonabile errore … shame on me 😛

      2. non credo neanche io che Barrow sia infallibile ma se ti leggi il casino sulla pagina facebook puoi anche vedere come e’ andata a finire… tantissimi si sono scagliati contro ed Asiatique ha fatto un bel dietrofront pareggiando il prezzo per tutti… in tutti i casi non e’ voler pensare sempre male ma solo il fatto che spesso, e volentieri, questo doppio prezzo e’ avvallato da un trucchetto che fa leva sull’ignoranza dela lingua locale…. da qui nasce il fatto che a me questa pratica non piace…

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