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  1. silviaceriegi says

    Anch’io sono d’accordo con te, Andrea. Chi è di casa deve pur avere dei diritti. Nel mio Comune ci siamo battuti per avere i parcheggi gratuiti lungomare, facendoli pagare solo ai turisti. Siamo arrivati ad un compromesso: noi paghiamo 20 euro/anno. I turisti 1,60euro/ora. E’ esattamente lo stesso principio. Agli ospiti che vengono alla Casina al Monte ci tengo a dire che a 10km da noi c’è una bella “free beach”, specificando, però che il parcheggio è a pagamento. E nessuno si lamenta. Tornando alla Tailandia, penso che questo sia giusto a maggior ragione: le popolazioni locali hanno sicuramente molte meno disponibilità economiche rispetto ai turisti. E che i turisti paghino! E zitti…che si godano la vacanza!

      • nick says

        quello che tu ETICHETTI come baggianata e’ il pensiero di un’altra persona… giusto o sbagliato che sia andrebbe rispettato! semplice no?

      • andreainthailandia says

        Non intendevo etichettare il PENSIERO di nessuno semmai era una considerazione sul comportamento di chi (e non mi riferisco a nessuno nello specifico) si fa portavoce di ecoturismo e compagnia bella e poi non riesce a godersi la vacanza (vedi commento sopra della padrona di casa @silviaceriegi) perchè centellina su tutto.

        @Nick Davvero non volevo etichettare e mi spiace se questa è l’impressione data… se leggi http://trippando.com/2012/08/31/etica-di-viaggio-rispetto-in-primo-luogo/ capirai che non è da me etichettare niente e nessuno e che mi danno fastidio quelli che contrattano al mercato 20 baht del souvenir perchè per il commerciante significano più che per il turista…

    • nick says

      stesso dicasi…. 20 euro l’anno per gli italiani o solo per i residenti della tua zona? in quanto italiano ma non residente nella tua zona quanto pago? e se fossi non italiano? presumo lo stesso no?

  2. nick says

    ognuno al diritto di pensarla, e raccontarla, come vuole… il sistema dei doppi prezzi e’ odioso ovunque (italia compresa). In Thailandia questa pratica viene attuata usando un sistema numerico caduto in disuso nel paese, anche sui documenti ufficiali e sui contratti vengono ormai usati i numeri arabi, c’e’ quindi una malizia di fondo di un sistema truffaldino… un conto poi e’ il discorso dei residenti di una certa zona, nell’esempio citate Siena… i musei sono gratis, o scontati, per i residenti a Siena non hanno prezzi piu’ alti per i non italiani, c’e’ una bella differenza. Anche i residenti di Ischia pagano i traghetti meno dei non residenti…
    Attenzione stiamo parlando di residenti ovvero anche uno che non e’ originario di una certa zona ma ivi risiede (per notivi di lavoro o familiari che siano) ha le agevolazioni… in Thailandia (e molti altri posti asiatici) non e’ questione di residenza, io in thai ci vivo, ci lavoro e sono anche padre di un bambino thai, ma esclusivamente di colore della pelle…. voi chiamatelo come vi pare ma per me questa cosa ha un solo nome R……O

    • andreainthailandia says

      Verissimo, ciascuno ha il sacrosanto diritto di pensarla come meglio crede ed è per questo che ho espresso il MIO personale pensiero e proprio per questo motivo ho fatto la premessa “Ogni cosa può essere vista secondo diverse ottiche e non dico che una sia giusta e l’altra sbagliata.”. Non era un attacco ma un esprimere un punto di vista diverso. Tutto qui. Ho usato altri articoli di altri autori come spunto per mie riflessioni, sempre citandone la fonte.

      Detto questo, come sai, anche io vivo in Thailandia e vivo la questione dei prezzi differenziati in modo diverso da come la vivi tu… e in certe occasioni usufruisco delle stesse agevolazioni dei thai, come nell’ingresso in certe riserve o in alcuni musei o anche in certi ristoranti. Capisco che può dare fastidio, il mio era un invito a vedere la cosa da un altro punto di vista: mi dà più fastidio la polizia che prende le tangenti dai negozianti o finge di fare la multa per intascarsi dei soldi. Ma anche lì mi domando perché…

      • nick says

        ohibo’ pensi che le tangentine alla polizia non diano fastidio anche a me? io ho anche la macchina con cui ho fatto su e giu’ bkk-udon tante volte… ti assicuro che fanno il doppio prezzo anche li (visto con i miei occhi), ci sono delle cose che adoro di questo paese e cose che non mi piacciono, i doppi prezzi e le finte multe della pula sono sue di quelle che non mi piacciono….

      • andreainthailandia says

        @Silvia credo che solo dal confronto e dalla condivisione nascano cose belle
        @Nick, sono convinto che le tangenti ti diano fastidio e non dico che siano giuste; ribadisco però che sono interessato a capire la motivazione che si trova alla base di ogni azione, che sia una multa o che sia una differenziazione dei prezzi.

      • nick says

        in tutti i casi avete confuso il concetto di residenza con quello di nazionalita’… puo’ uno straniero essere residente, per esempio, a Siena ed usufruire degli sconti per i residenti? Certo… puo’ un italiano essere residente in thailandia ed usufruire del prezzo thai? per come mettono giu’ la questiono loro NO, certo se poi gli si mostra il work permit o la patente o altro documento thai che comprova la permanenza nel paese la persona alla cassa, per sua iniziativa, applica il prezzo thailandese… il tutto si evince anche dal fatto che usano, appositamente, i numeri scritti in maniera diversa….

  3. Cabiria says

    Ciao Andrea, mi trovi perfettamente d’accordo. È capitato lo stesso a me a Bali: ogni volta che entravo in qualche tempio o palazzo con dei balinesi (sempre!) ero l’unica a pagare, non per questo mi sono mai sentita fregata, anzi! È stato il mio ringraziamento per l’ospitalità, il minimo che si potesse fare per un’accoglienza del genere! Minimo in tutti i sensi, visti i costi!!!

  4. Cabiria says

    Ci farò semplicemente caso e avrò imparato una cosa in più 🙂
    Il tenore di vita è ovviamente diverso, inutile che ce la raccontiamo, ed è giusto che anche i prezzi lo siano.
    Il tenore di vita del balinese, tuttavia, non gli ha impedito di offrirmi leccornie di ogni tipo al mercato notturno: un’esperienza che racconterò presto nel mio blog. Ero l’unica occidentale e mi chiamavano per farmi assaggiare di ogni, senza la pretesa di vendermi niente in cambio, solo farmi conoscere un pezzo della loro vita.
    Ecco perchè amo i balinesi, ed ecco perchè quella notte sono uscita dal mercato con le borse piene!!!

    • andreainthailandia says

      Richard Barrow la pensa come te ma questo non fa altro che rafforzare la mia idea che tutto dipende da come si vedono le cose e che non ci sia chi ha ragione e chi ha torto. Non sarà Richard Barrow a farmi cambiare idea e non credo che Barrow sia infallibile mentre di certo il marketing e social media communication di Asiatique hanno commesso errori di gestione della critica che forse li farà ritornare sulle loro decisioni. Proprio ieri ad Ayutthaya i miei genitori hanno pagato 5 volte il prezzo che abbiamo pagato io e i miei amici tailandesi per entrare a Wat Mahathat (50 baht contro 10) ma non hanno pensato di essere stati derubati… sarà un difetto di famiglia non voler sempre pensare male?
      Grazie per la segnalazione del post, interessante punto di vista …

      • Nick says

        non credo neanche io che Barrow sia infallibile ma se ti leggi il casino sulla pagina facebook puoi anche vedere come e’ andata a finire… tantissimi si sono scagliati contro ed Asiatique ha fatto un bel dietrofront pareggiando il prezzo per tutti… in tutti i casi non e’ voler pensare sempre male ma solo il fatto che spesso, e volentieri, questo doppio prezzo e’ avvallato da un trucchetto che fa leva sull’ignoranza dela lingua locale…. da qui nasce il fatto che a me questa pratica non piace…

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