10 motivi per non aprire un blog

Questo articolo nasce un po’ così: un po’ provocatorio, come tanto mi piaceva fare agli inizi del mio fare blogging; un po’ riflessivo, come sono diventata negli ultimi anni. Sarà che sento arrivare i quaranta, ma sto diventando davvero una tipa seria. Prima amavo buttare il sasso, animare discussioni: era il mio carattere, soprattutto dopo gli anni repressi del liceo e dell’ università in cui mandare affanculo (i prof) era proibito; la maternità, invece, mi ha reso molto più distaccata dal mondo, così immersa nelle tante cose, più belle che brutte, che mi danno a pensare i miei figli. Ecco, adesso se devo buttarmi in una rissa lo faccio per i miei figli, per la mia famiglia. Ma oggi va così. Oggi butto il sasso e voglio vedere, non di nascosto, l’effetto che fa. Voglio i vostri commenti, sotto al post. Voglio i vostri pareri e prometto di rispondere a tutti. Coi miei tempi…

10 Motivi per non aprire un Blog (e perché, invece, aprirlo)

Ma veniamo a noi e ai 10 motivi per non aprire un blog. Eccoli, in ordine sparso. Perché gli articoli che mi escono dal cuore sono fatti così. È la mano che li scrive, più veloce della luce.

1 – Se non volete metterci la faccia

Come racconto nelle prime pagine di Pillole di Blogging e nei miei corsi per blogger livello base, la differenza tra un blog e un sito sta nelle persone: persone che nel blog ci mettono la faccia, parlano in prima persona, raccontano le loro esperienze. Nel sito no. Se non volete metterci la faccia, il blog non fa per voi. Se invece non avete nulla da nascondere (e perché dovreste?), allora pensateci!

2 – Se volete tutto e subito

In un blog, tutto e subito non stanno bene insieme. Gli inizi sono fatti di tanto lavoro e nessun guadagno. Di gomiti sul tavolino e di poco sonno. Scrivere, scegliere le foto, editarle (i più bravi!): tanto lavoro. Tantissimo. Per non tener conto della parte esperienziale, che se per chi apre un blog di viaggi è un viaggio fatto in precedenza, per chi ha un food blog è una ricetta studiata, fatta, fotografata; per chi ha un craft blog è un lavoro pensato e realizzato, non prima di aver reperito i migliori materiali e aver fotografato ogni fase della lavorazione. Se volete aprire un blog che vi permetta di avere dei guadagni, fate conto di aprire un negozio: lì dovrete fare degli investimenti economici. Col blog si può inizaire a costo zero (ma sarebbe meglio, almeno il dominio, comprarlo quanto prima!), ma l’investimento è il vostro tempo. Tanto, tanto, tantissimo tempo.

3 – Se non sapete e non amate scrivere

Per metter su un blog dovete fare un’autoanalisi: <<So scrivere?>> Se la risposta è <<Sì>>, potete procedere allo step successivo. Se la risposta è <<No>>, pensateci. Non si impara dall’oggi al domani, in termini di lingua italiana. Si migliora. Scrivere insegna a scrivere e leggere, pure. Con la sola passione, creerete un blog sgrammaticato, per cui chi ci capisce (don’t worry, ci sono pure tanti che ci capiscono il giusto!) vi riderà dietro. Se potete permettervi un editor a revisionarvi il tutto, argh, avete dei bei soldi. In ogni caso, scrivete e rileggete. A voce alta. Sempre. Da pivellini e da scafati. Anzi,da scafati di più, perché avrete gli occhi dei competitor puntati addosso, sempre pronti ad accoltellarvi alle spalle.

4 – Se non avete idee

I periodi senza idee capitano. A tutti, scrivente inclusa. Però l’aprire un blog “giusto per” e aspettare che le idee arrivivo, non si fa. Se siete in cerca di idee, potete scaricare il mio minibook Ispirablogger: è gratis e, in automatico, vi iscriverà alla mia newsletter “delle pillole”, per essere sempre aggiornati sui temi del blogging e sui miei corsi per blogger. Ma Ispirablogger è un paracadute per i momenti bui. Voi dovete avere le idee chiare e, possibilmente, un piano editoriale strutturato. Ops! Pure per il piano editoriale ho un minibook che potrebbe fare al caso vostro. E giuro che tutto ciò non era previsto!

5 – Se volete farvi le vacanze gratis

Non si va in vacanza gratis, con un blog. Si possono trovare belle sponsorizzazioni per un viaggio (se cercate lumi, il mio manuale “Sei un Blogger? Viaggia Sponsorizzato!” è attualmente fuori commercio. Lo devo aggiornare, ma non so se uscirà di nuovo coì, oppure vincolato ad un mio corso o ad una consulenza, perché ho avuto modo di vedere che non tutti quelli che lo hanno avuto in mano ne hanno fatto buon uso…), sia con un blog di viaggi che con blog di altra natura, ma se il blog è attivo e ben curato da un po’, se a monte c’è un bel progetto di viaggio. Se, da parte vostra, c’è l’impegno a lavorare in viaggio: sì, perché nessuno vi ospita gratis; c’è sempre un rovescio della medaglia, che poi è il lavoro dei blogger: fare foto, scrivere aggiornamenti social, coinvolgere la propria community durante il viaggio, per poi averla desiderosa, al vostro rientro, di leggere le vostre storie. Se, se, se. Se l’ente a cui proponete il vostro progetto è aperto a collaborare con il vostro target, allora il viaggio diventa sponsorizzato. Può diventare anche pagato, più avanti.

Ma non voglio illudervi, di tempo vi ce ne vorrà tanto. Tempo e gomiti sul tavolino. Tempo e gomiti sul tavolino. Siete disposti a provarci? Sì? Allora, dai, potete anche aprire un blog. E diffidate da chi dice che in rete non c’è spazio. In rete c’è spazio per tutti, ma ce la faranno ad emergere solo i più bravi, coloro che investiranno il loro tempo, senza credere in guadagni facili. Coloro che inizieranno con belle idee e proseguiranno seguendo il loro piano editoriale. Coloro che, oltre a saper scrivere, sapranno raccontare e trasmettere la loro passione. Coloro che, oltre a tutto ciò, avranno una visione imprenditoriale del fare blogging.

È passato più o meno un anno da quando scrivevo quello che avete letto fino a qua. Nel mezzo sono passati diversi corsi e sono nati i Blogging Breakfast. Nel mezzo ho iniziato ad organizzare il Blogging Camp (dove vi aspetto, o blogger, perché impareremo molto, ma ci divertiremo di più!) ed ho vissuto. Facendo consulenze, ho conosciuto tanti blogger ed ho fatto da levatrice a parecchi blog: alcuni li ho assistiti durante la loro nascita, altri nella rinascita, perché spesso c’è bisogno di un occhio esterno per focalizzare i propri obiettivi. Gli scambi, sia reali e virtuali, con altri blogger si sono moltiplicati e adesso mi sento pronta ad aggiungerne altri 5 di motivi. Li volete sapere? Eccoli!

6. Se non avete entusiasmo

Sempre più le persone che aprono un blog lo fanno per interesse economico. Lo fanno perché in molti ce l’abbiamo fatta, a lasciare un impiego insoddisfacente e a fare i blogger a tempo pieno. Ho visto tanti occhietti fatti a dollaro, in quest’ultimo anno. E poco entusiasmo. No, l’entusiasmo ci deve essere. E non solo all’inizio. Diverse persone mi hanno fatto notare che quando parlo del mio blog e del mio lavoro mi si illuminano gli occhi e inizio a parlare e parlare più del mio solito. Ecco, l’entusiasmo lo dovete avere. Lo dovete avere a maggior ragione se volete che il vostro blog diventi poi il vostro lavoro: senza entusiasmo non sarete in grado di fare la differenza, non sarete in grado di emergere, non sarete in grado di distinguervi, perché ormai i blog sono una miriade!

7. Se non avete voglia di ricevere critiche

<<Sai, fa la blogger>>. Questa frase me la sono sentita dire diverse volte, da quando ho lasciato il mio posto fisso in Comune. Sì, faccio la blogger. E allora? Ho una partita iva accesa, fatturo, pago le tasse. E ci ricavo uno stipendio che è decisamente maggiore di quello che mi avrebbe dato un orario part time in Comune. La blogger (o il blogger, perché ultimamente vedo anche tanti uomini che si affacciano a questo mondo!) è una libera professione come il geometra o l’avvocato. Nessuno, cari miei blogger, vi considererà al pari di un altro professionista e le critiche, dirette o velate, vi arriveranno, soprattutto se, come me, non vivete in una metropoli illuminata. Se le critiche e le battutine vi scivolano addosso come fa a me, apritelo pure il blog, sennò pensateci… e poi ripensateci!

8. Se non volete che tutti diventino blogger

Avete presente quando la Nazionale perde una partita? Il giorno dopo nei bar e negli uffici son tutti allenatori. Quando avrete un blog (e voi che l’avete già, potete confermarlo!), tutti coloro che vi stanno intorno si improvviseranno blogger. <<Io farei…>>, <<Io scriverei…>>. Ad una carissima amica che non appena aprii il blog iniziò questa pratica, un giorno dissi: <<Se hai tutte queste idee, perché non lo apri anche te un blog?>>. Lo aprì. Un paio di articoli in due settimane e morto lì. Oh, da allora mi fa solo i complimenti quando scrivo un articolo che le piace!

9. Se volete una vita piatta

Avete presente le montagne russe? Ecco, aprendo un blog la vostra vita si movimenterà, avrà alti e bassi, avrete ribaltamenti e frenate super. Non voglio dire che tutto ruoterà attorno al vostro blog, perché sarei scorretta. Però… però se un articolo va bene sarete al settimo cielo; se qualcuno vi farà dei complimenti o vi contatterà per una proposta di collaborazione salirete su Marte; se un articolo non vi darà il risultato sperato, camminerete strascicando i piedi e se un articolo ben posizionato scenderà di livello e vi porterà meno visitatori del solito, metterete un muso lungo tanto. Lo fa. Lo fa a tutti. Personalmente, dopo i tre minuti di esaltazione o di giramento infiniti, mi metto di nuovo a testa bassa a scrivere. Cerco di appiattire ed attutire i colpi, sia quelli verso l’alto che quello verso il basso. Però me lo faceva anche quando vievevo di altro: tutto ok col blog, faccina felice; qualcosa di non perfetto col blog, faccina triste, anche se per pochi minuti.

10. Se chi sta con voi non è d’accordo

Il blog è una questione di famiglia, mettetevelo in testa. Che sia semplicemente un bel passatempo o che sia in vostro lavoro o la vostra azienda, il vostro blog coinvolgerà tutta la vostra famiglia. La coinvolgerà nelle richieste di consigli, perché va da sé chiedere consigli alle persone che più si ama e di cui più ci si fida. La coinvolgerà anche in un cambio di abitudini, per esempio il maggior tempo per fare foto, che per chi ha un blog sono una bella fetta di lavoro. La coinvolgerà nel parlarne, perché è cosa buona giusta metterci la faccia, ma a suon di scrivere diventa normale iniziare a parlare anche della propria famiglia. La coinvolgerà negli incontri, perché dopo un po’ che si blogga ci si conosce con altri blogger. E allora il passaggio dal virtuale al reale viene automatico e condividerlo con chi si ama è ancora più bello!

 

Ora tocca a voi. Aspetto commenti. Mi farebbe piacere sapere, dai blogger, se son d’accordo con me e cosa aggiungerebbero. E dai non ancora blogger se questi punti li hanno fatti riflettere oppure hanno stuzzicato ancor si più la voglia di creare un proprio spazio di scrittura e condivisione. E, a proposito di condivisione, vi aspetto il 22 settembre al Blogging Camp (qui trovate tutte le info!): c’è un bel programma, tanto network, una splendida location, buon cibo… e fino al 31 agosto, portate un amico o un’amica e pagherete la metà!

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2 thoughts on “10 motivi per non aprire un blog”

  1. Anna

    Ciao Silvia!
    Sto leggendo tutti i tuoi articoli sul blogging perché finalmente mi sono decisa ad aprire il mio (per adesso sono in fase di costruzione).
    Questo post mi ha fatto sorridere, ma fortunatamente non rientro in nessun punto, anzi, non vedo l’ora di “metterci la faccia”!|

    1. trippando

      Bene, Anna! GOGOGO! Ti aspetto ad uno del prossimi Blogging Breakfast e, se riesci, anche al corso base ABC Blogging del 3 marzo. Se hai dubbi, scrivimi pure a silvia@trippando.it
      A presto!
      Silvia

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